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Giù i ricavi dei top club: pronta a scoccare l’ora dei fondi?

Giù i ricavi dei top club: pronta a scoccare l’ora dei fondi?

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

11 Gennaio 2021
Tempo di lettura: 3 min
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  • Andrea Sartori: “Il covid-19 ha finito per mettere in dubbio la sostenibilità finanziaria dell’ecosistema calcistico nel suo complesso e ne ha ulteriormente esposto le fragilità”

  • Roma e Milan registrano le perdite più elevate, rispettivamente per 204 e 194,6 milioni. Il Real Madrid, invece, spicca per fatturato complessivo (681,2 milioni)

Secondo un’analisi di Kpmg, i ricavi operativi di 20 dei principali club del calcio europeo sono crollati di oltre un miliardo di euro. Un contesto che potrebbe mantenere accesa la spia dei fondi internazionali che, negli ultimi mesi, hanno già volto lo sguardo verso le big della Serie A. E non solo

Mentre non si arrestano i rumors sulle discussioni in corso tra il fondo internazionale Bc Partners e gli azionisti nerazzurri, scocca l’ora dei conti per le big del calcio europeo. Secondo l’indagine The european champions report 2021 di Kpmg, 20 dei principali club del continente hanno registrato nella stagione 2019-2020 ricavi operativi in calo per oltre un miliardo di euro complessivi (-13,9% anno su anno). In controtendenza solo il Siviglia e il Borussia Dortmund. Un contesto che potrebbe mantenere accesa la spia degli investitori istituzionali che, negli ultimi mesi, hanno già volto lo sguardo verso i club della massima serie italiana e non solo.

“Mentre le stagioni pre-crisi hanno dimostrato una crescita costante e stabile per quasi tutti i club dei campionati più importanti d’Europa, la passata stagione è stata angosciante per tutti, anche se in misura diversa – spiega Andrea Sartori, global head of sports di Kpmg e autore del report – Il covid-19 ha finito per mettere in dubbio la sostenibilità finanziaria dell’ecosistema calcistico nel suo complesso e ne ha ulteriormente esposto le fragilità”. Anche prima della pandemia, spiega, “gli stipendi gonfiati dei giocatori, insieme alle crescenti commissioni per trasferimenti e agenti, avevano messo a dura prova le finanze dei club” e la crisi non ha fatto altro che amplificare “questi difetti. I club hanno dovuto improvvisamente affrontare problemi di liquidità con tutti i loro flussi di reddito influenzati dall’assenza di ricavi da matchday, oltre alla rinegoziazione, sospensione o annullamento dei pagamenti di media e partner commerciali”.

Nel dettaglio, il risultato netto aggregato (escluso il Liverpool, di cui si evidenziano al momento solo i ricavi) riporta una perdita netta di 1,015 miliardi, contro un utile netto di 90,7 miliardi nella scorsa stagione. Le italiane As Roma e Ac Milan registrano la contrazione più elevata: 204 milioni e 194,6 milioni rispettivamente. Nonostante un crollo dei ricavi dell’8%, il Real Madrid invece spicca per fatturato complessivo più elevato, pari a 681,2 milioni di euro. Il buco da matchday, inoltre, ha rappresentato un duro colpo per tutti i club, con i Blancos che, in questo caso, hanno perso di più in termini assoluti (-34,9 milioni di euro, in calo del 22% su base annua).

Sebbene diversi club siano riusciti a ridurre gli stipendi dei giocatori, non tutti sono stati in grado di abbassare i costi operativi in proporzione al crollo dei ricavi operativi. Bayern Monaco e Juventus, per esempio, hanno contratto i costi del personale del 6 e del 13%, concordando l’impatto sullo stipendio direttamente con i rispettivi staff. Al contrario, i costi del personale del Real Madrid sono cresciuti del 4% a 411 milioni di euro, sebbene i giocatori abbiano accettato un taglio temporaneo del 10% degli ingaggi. Segue il Psg con un picco del 10%.

Secondo Sartori, tuttavia, se da un lato una crisi “offre sempre l’opportunità di evidenziare le principali carenze dei modelli di business”, dall’altro permette anche di accelerare il cammino verso “l’innovazione e l’evoluzione”. “È incoraggiante vedere le associazioni e i club discutere delle riforme riguardanti il calendario delle competizioni, le misure di controllo dell’economia e la governance delle competizioni nazionali ed europee, tra le altre cose”, aggiunge. Poi conclude: “Il nostro appello allo scoppio della crisi, quasi un anno fa, resta valido: la complessità senza precedenti della nuova realtà richiede flessibilità, saggezza, responsabilità e cooperazione tra tutte le parti in gioco e a tutti i livelli”.

Rita Annunziata
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