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Essere una startup innovativa oggi è più semplice

Essere una startup innovativa oggi è più semplice

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Francesca Conti
Francesca Conti

21 Giugno 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Per continuare a fruire delle agevolazioni e degli incentivi, alle startup innovative iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese basterà approvare il proprio status una sola volta l’anno

  • La startup può confermare il possesso dei requisiti inviando una sola pratica di comunicazione unica al registro delle imprese

  • Delle oltre 10mila startup innovative iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese, a oggi sono già 4.000 quelle che hanno pubblicato il proprio profilo

  • Milano continua a rappresentare il principale polo per le imprese innovative italiane: nel capoluogo lombardo sono localizzate ben 1.791 startup (17,8% del totale nazionale)

Continuare ad essere riconosciuti come innovatori del made in Italy è oggi più facile ed economico. Con il decreto Semplificazioni la conferma del possesso dei requisiti di startup innovativa diventa completamente digitalizzata e semplificata, passando da tre adempimenti a un solo. E una maggiore visibilità per il proprio progetto

Essere in prima linea tra gli innovatori del made in Italy è oggi più facile ed economico. Da quest’anno, come previsto dal decreto Semplificazioni del Ministero dello Sviluppo Economico del 14 dicembre 2018, la conferma del possesso dei requisiti di startup innovativa diventa infatti completamente digitalizzata e semplificata, passando da tre adempimenti a un solo, con l’aggiunta di una maggiore visibilità del proprio progetto.

I passaggi da seguire

Per continuare a fruire delle agevolazioni e degli incentivi previsti dalla legge, alle startup innovative iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese basterà approvare il proprio status una sola volta l’anno. Semplicemente compilando il proprio profilo sulla piattaforma dedicata, realizzata da InfoCamere, la startup può confermare il possesso dei requisiti inviando una sola pratica di comunicazione unica al registro delle imprese.

Il profilo, sottolinea InfoCamere, è una vera e propria vetrina online – totalmente gratuita e gestibile in ogni momento dalla startup – in cui, accanto ai dati ufficiali certificati dalla Camera di Commercio, l’impresa può raccontare la propria idea di innovazione (anche utilizzando materiali multimediali) per aumentare la propria visibilità e le opportunità commerciali, sia verso il pubblico degli investitori sia verso potenziali partner.

Oltre ai dati ufficiali provenienti dal registro delle imprese, la vetrina riporta informazioni aggiuntive sulle caratteristiche della startup dal punto di vista dei requisiti di innovatività (spese in R&S, brevetti, personale con alta specializzazione), della tipologia dei prodotti e servizi offerti, del business model adottato e dei mercati di riferimento. Delle oltre 10mila startup innovative iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese, a oggi sono già 4.000 quelle che hanno pubblicato il proprio profilo.

La fotografia delle startup innovative

Secondo l’ultimo report di InfoCamere nel primo trimestre del 2019 le startup innovative italiane hanno superato per la prima volta quota 10mila, assestandosi al 31 marzo scorso a 10.075. Dal punto di vista geografico a guidare la classifica delle regioni più prolifiche nel creare startup ci sono la Lombardia con 2.543 imprese innovative e poi il Lazio con 1.124, seguite da Emilia Romagna (891) e Veneto (879).

Milano continua a rappresentare il principale polo per le imprese innovative italiane: nel capoluogo lombardo sono localizzate ben 1.791 startup (17,8% del totale nazionale), più che in qualsiasi altra provincia italiana. Anche Roma, al secondo posto, vanta una popolazione in continua crescita, che ha da poco superato quota mille (1.012).

Anche se le startup innovative possono spaziare in tutti i settori economici, nei comparti con una chiara vocazione tecnologica si osserva una maggiore concentrazione. Il 34,4% delle startup innovative, ad esempio, è legato alla produzione di software e il 13,4% alla ricerca e sviluppo. Sotto il profilo dei dati di bilancio l’ecosistema dell’innovazione italiana presenta ancora valori contenuti e ampi margini di crescita: ad esempio, il fatturato medio supera appena i 150mila euro e al 31 marzo 2019 solo 178 realtà avevano dichiarato un risultato oltre il milione di euro.

Francesca Conti
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