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E-commerce, Sca: una bomba a orologeria sull’Europa

E-commerce, Sca: una bomba a orologeria sull’Europa

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Francesca Conti
Francesca Conti

18 Aprile 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Con l’introduzione della Sca i consumatori europei dovranno confermare la propria identità utilizzando uno dei seguenti dati: qualcosa che conoscono, possiedono o presentano fisicamente

  • Per Ron van Wezel di Aite Group “la Sca è semplicemente troppo complessa perché qualsiasi commerciante – incluse le grandi aziende online – possa gestirla indipendentemente”

Dal 14 settembre 2019 il mondo dell’e-commerce in Europa non sarà più lo stesso: entrerà in vigore la Sca, un nuovo sistema di autenticazione per i pagamenti. Stripe anticipa i tempi, aggiornando le sue Api e acquistando la startup TouchPayments

Una “bomba a orologeria per il settore dei pagamenti europeo”. È così che Ron van Wezel, senior analyst presso Aite Group descrive laSca, acronimo di strong customer authentication, la direttiva europea che introdurrà l’obbligo di maggiori autenticazioni nel mondo dell’e-commerce. La direttiva entrerà in vigore in Europa il 14 settembre 2019, influenzando il modo in cui le persone comprano e vendono online. Più di 300 milioni di consumatori europei dovranno confermare la propria identità per la maggior parte dei loro acquisti online, utilizzando due dei seguenti dati: qualcosa che conoscono (es. una password), possiedono (es. un telefono) oppure qualcosa che presentano fisicamente (es. impronta digitale).

“I fornitori di servizi di pagamento si trovano a un punto di svolta. La Sca è semplicemente troppo complessa perché qualsiasi commerciante – incluse le grandi aziende online – possa gestirla indipendentemente. I fornitori di servizi di pagamento che riusciranno a sbrogliare la complessità della Sca avranno un vantaggio significativo rispetto ai loro concorrenti”, sottolinea van Wezel. Di fatto migliaia di società europee di e-commerce – dai commercianti al dettaglio alle aziende di ride sharing, ai servizi di crowdfunding – dovranno aggiornare i loro processi di pagamento per prepararsi alla nuova regolamentazione. Se non lo faranno, le loro transazioni saranno rifiutate su due piedi. Ma quali sono i rischi per l’intero settore?

Quando nel 2014 è stata applicata una regolamentazione simile in India, da un giorno all’altro alcune imprese hanno registrato un calo delle conversioni di oltre il 25%, a causa del passaggio supplementare nella procedura di pagamento. E mentre i regolatori europei hanno stabilito una serie di esenzioni dalla Sca per le transazioni a basso rischio (es. le transazioni di basso valore o casi di preautorizzazione da parte dei clienti finali), la maggior parte dei commercianti semplicemente non sarà in grado di sfruttarle autonomamente. Un pericolo da non sottovalutare considerando l’entità del commercio elettronico che, ad esempio, in Italia solo attraverso Amazon, riguarda oltre 12.000 piccole e medie imprese e oltre 500 milioni di euro di export.

Le società dovranno quindi aggiornarsi per stare al passo della rivoluzione. Anticipando i tempi, Stripe, società tecnologica che costruisce infrastrutture per l’economia online, si è mossa in due direzioni. Ha aggiornato le sue Api in modo da facilitare ai venditori online la transizione a questo nuovo sistema, con un’interfaccia pre-configurata che permetta ad esempio di creare eccezioni per i pagamenti ricorrenti o al di sotto di un dato importo. Inoltre ha acquisito la startupTouchPayments, società di software che fornisce tecnologia di autenticazione avanzata predisposta per la Sca ad alcune delle principali aziende fintech e challenger bank europee, come N26, Transferwise e altre. Per il momento Stripe resta una società “felicemente privata”, una startup cresciuta fino a una valutazione di 23 miliardi di dollari.

Francesca Conti
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