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Ecco come i manager millennials ridisegnano il mondo del lavoro

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Redazione We Wealth
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14 Maggio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Oggi se hai un boss, c’è il 62% di possibilità che questo abbia meno di 40 anni

  • Il 57% dei manager millennilas si aspetta che i colleghi rispondano a mail e chiamate anche al di fuori dell’orario di lavoro

  • Il 32% di loro ha difficoltà a delegare il lavoro

Esperti del digitale, comprensivi e bravi nel problem solving. Ma anche stressati, esigenti e senza orari. Questo il quadro che un’analisi di The Harris Poll & Analytics traccia dei manager under 40. Se è vero che stanno portando innovazione nel mondo del lavoro, lo è anche che in un certo senso lo stanno peggiorando. Vi spieghiamo perchè

Secondo un rapporto realizzato da The Harris Poll & Analytics – una società di ricerche di mercato e consulenza globale americana – più della metà dei millennials oggi al lavoro è responsabile di (almeno) un’altra persona. Questo significa che c’è il 62% di possibilità che se lavori, e hai un capo, questo sia di un età compresa tra i 25 e i 40 anni.

 

La maggior parte dei dirigenti millennials intervistati per il sondaggio sostiene di aver assunto un ruolo di responsabilità perché era l’unico modo per avanzare nella propria carriera o aumentare il proprio stipendio. Tra questi, la percentuale più alta è dei manager uomini (70%), mentre nel caso delle responsabili donne scende al 48%. Inoltre, il 46% degli intervistati ha dichiarato di desiderare maggiori responsabilità. Alcuni millennials (27%) affermano di aver lavorato per qualcuno che è stato fonte di ispirazione nel loro desiderio di far carriera.

Le sfide

Secondo il sondaggio di The Harris Poll & Analytics, il 73% dei giovani manager rileva una perdita di produttività nell’ultimo anno a causa del burn out: i millennilas si sentonobruciati dal lavoro, stressati. Si tratta però di un circolo vizioso che se da una parte criticano, dall’altra incentivano: il 57% dei manager millennilas infatti si aspetta che i colleghi rispondano a mail e chiamate anche al di fuori dell’orario di lavoro. Il 32% dei responsabili under40 ha poi difficoltà a delegare il lavoro.

I plus

I dati mostrano però anche che i dipendenti dei manger più giovani apprezzano le competenze trasversali dei loro superiori – specie quelle soft skills che danno rilievo ai rapporti umani. I millennial, più della generazione precedente, hanno sviluppato grandi capacità comunicative e l’attitudine a rendere un team più produttivo e efficiente (lo pensa il 69% degli intervistati). Tra le altre skills importanti per i manager più giovani sono la capacità di motivare i dipendenti e quella di risolvere facilmente i conflitti.

Va detto però, che meno della metà degli intervistati considera le capacità di pianificazione strategica, la delega del lavoro, la promozione dei risultati aziendali e la gestione del budget – tratti importanti che un buon manager dovrebbe avere.

Digitalizzazione

Questa generazione si distingue poi da quella dei baby boomers per conoscenza dei meccanismi del digitale. Il 76% di loro afferma che avrebbe meno probabilità di assumere qualcuno se non avesse competenze informatiche di base, e il 85% dice di incoraggiare i loro dipendenti  a risolvere i problemi utilizzando la tecnologia.

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