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Ecco i paesi in cui le imprenditrici hanno più successo

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Francesca Conti
Francesca Conti

21 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Stati Uniti, Nuova Zelanda, Canada e Israele sono i paesi migliori del mondo per le donne imprenditrici, ma c’è ancora molto da fare in termini di finanziamenti, sostegno e riconoscimenti

  • Le donne imprenditrici nei 58 mercati analizzati dal Mastercard Index of Women Entrepreneurs rappresentano quasi l’80% della forza lavoro femminile globale

  • L’Italia presenta il 25,2% di imprenditori donne nel totale nazionale e deve ancora lavorare per colmare un gap nel confronto con i principali paesi europei e internazionali

Se sei un’imprenditrice, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Canada e Israele sono i paesi migliori del mondo per avviare la tua attività. Lo rivela il Mastercard Index of Women Entrepreneurs

Se sei un’imprenditrice italiana e vuoi avere successo, forse dovresti considerare l’ipotesi di trasferirti. Dove? Stati Uniti, Nuova Zelanda, Canada e Israele sono i paesi migliori del mondo per avviare una propria attività. Lo dice la terza edizione del Mastercard Index of Women Entrepreneurs (Miwe), lo studio che identifica i paesi in cui le donne imprenditrici hanno più probabilità di fare carriera, segnalando allo stesso tempo come siano ancora presenti molte diseguaglianze di genere.

Sulla base dei dati disponibili al pubblico di organizzazioni internazionali tra cui l’Organizzazione internazionale del lavoro, l’Unesco e il Global Entrepreneurship Monitor, l’indice globale di Mastercard traccia i progressi e i risultati delle donne imprenditrici in 58 mercati (che rappresentano quasi l’80% della forza lavoro femminile mondiale) con un focus su tre aspetti distinti:

  1. Progressione di carriera delle donne
  2. Conoscenza delle risorse e accesso finanziario
  3. Fattori a sostegno dell’imprenditoria femminile.

I risultati confermano come le donne siano in grado di guidare con successo il business e di poter fare business più facilmente in mercati aperti e dinamici in cui il sostegno alle Pmi e le opportunità di fare affari sono più elevate. Inoltre, in questi paesi, le donne possono attingere a risorse abilitanti, tra cui l’accesso al capitale, ai servizi finanziari e all’istruzione accademica.

Tra i primi 20 mercati in classifica, l’80% è costituito da economie ad alto reddito, alimentate da condizioni imprenditoriali fortemente favorevoli. Per la prima volta, sono gli Stati Uniti a posizionarsi in cima alla classifica, seguiti al secondo posto dalla Nuova Zelanda.

Classifica Paesi donne imprenditori

Dei 58 mercati presi in esame da Mastercard, 8 sono quelli che hanno registrano un incremento di oltre 5 punti rispetto all’anno precedente. Tra questi Mastercard segnala Francia (+22 punti), trainata da un aumento quasi del doppio in riferimento al tasso di attività imprenditoriale femminile, seguita dall’Indonesia (+13), Costa Rica (+11), Taiwan (+9), Irlanda (+7), Federazione Russa (+6), Tailandia (+5) e Ghana (+5).

L’indice suggerisce inoltre che un contesto favorevole per l’imprenditorialità femminile non è necessariamente legato alla ricchezza e allo sviluppo di una nazione. Infatti, paesi con condizioni di sostegno meno favorevoli come l’Uganda, il Ghana e il Botswana si classificano tra i primi tre mercati per i tassi di proprietà imprenditoriale femminile, rispetto a quelli più sviluppati.

In questi mercati, le donne sono considerate imprenditrici “guidate dalla necessità”, spinte quindi da un’esigenza di sopravvivenza nonostante la mancanza di capitale finanziario e accesso a servizi abilitanti. Ecco la top 10, espressa in termini di percentuale di attività imprenditoriali femminili sul totale di attività presenti in loco:

Uganda – 38,2%

Ghana – 37,9%

Botswana – 36,0%

Stati Uniti – 35,1%

Nuova Zelanda – 31,8%

Russia – 31,2%

Malawi – 31,1%

Australia – 30,9%

Angola -30,3%

Portogallo – 30,2%

Imprenditrici italiane in leggera crescita

L’Italia ricopre – secondo l’index del 2019 – il 45° posto della classifica con un punteggio pari a 53,2 posizione in leggera crescita ma in generale molto stabile e indietro rispetto al resto dei paesi Europei e internazionali.  Secondo l’indice che identifica il tasso di iniziativa imprenditoriale delle donne (il Women Business Ownership Rate) l’Italia si posiziona al 31° posto, in posizione stabile, con ancora solo il 25,2% di imprenditori donne nel totale nazionale.

In generale l’Italia deve fare ancora molti sforzi per consentire alle donne imprenditrici di affermarsi. Un dato positivo che emerge dalla ricerca è che in termini di avanzamento nella generale progressione di carriera (l’indice Women’s Advancement Outcome), in Italia le donne registrano una leggera crescita (6,9%) in un environment che in generale è caratterizzato da un alto tasso di inclusione finanziaria e dunque di accesso agli strumenti finanziari, con il 90% delle donne che possiede un conto bancario e da una generale facilità di coltivare il proprio business.

Francesca Conti
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