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Digital transformation, 100 milioni per le pmi: al via le domande

Digital transformation, 100 milioni per le pmi: al via le domande

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

27 Novembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Le imprese interessate devono operare in via prevalente o primaria nel settore manifatturiero, del turismo, del commercio, o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere

  • Le domande potranno essere presentate tramite procedura informatica a partire dalle ore 12.00 del 15 dicembre 2020

Mancano poco più di due settimane al via libera delle domande per ottenere le agevolazioni del bando “Digital transformation”, istituito dal decreto crescita e volto a sostenere la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle micro, piccole e medie imprese. Ecco quali saranno i progetti ammissibili

Si posizionano sulla linea di partenza i 100 milioni di euro dispiegati dal decreto crescita e volti a sostenere la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle micro, piccole e medie imprese tricolori. A partire dalle ore 12.00 del 15 dicembre 2020 potranno essere presentate, unicamente tramite procedura informatica, le domande di accesso alle agevolazioni del bando “Digital transformation”. Di cosa si tratta, quali sono le attività economiche ammesse e quali i progetti ammissibili?

A chi si rivolge

Stando a quanto precisato dal Mise, l’intervento agevolativo si rivolge alle piccole e medie imprese che, al momento della presentazione della domanda, risultino iscritte come “attive” nel Registro delle imprese. Nel dettaglio, a essere coinvolti sono i settori manifatturiero, turistico e del commercio, oltre a quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere. Le interessate, inoltre, devono riportare almeno due bilanci approvati e depositati nel Registro delle imprese e stimare, nell’esercizio relativo all’ultimo bilancio approvato e depositato, un totale di almeno 100mila euro di ricavi. Infine, non devono essere “sottoposte a procedura concorsuale” o trovarsi “in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente”, precisa il ministero.

I progetti ammissibili

Le risorse finanziarie, come anticipato, sono volte a sostenere i progetti dedicati alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi, attraverso l’implementazione di:

  • tecnologie abilitanti definite dal Piano nazionale impresa 4.0, vale a dire advanced manufacturing solutions, addittive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics;
  • tecnologie inerenti alle soluzioni digitali di filiera volte a ottimizzare la gestione della catena di distribuzione e i rapporti con i diversi attori, ma anche relative al software, alle piattaforme e alle applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica, o ai sistemi di e-commerce, di pagamento mobile e via internet, per lo scambio dei dati. Per non dimenticare la geolocalizzazione, la blockchain, l’intelligenza artificiale, l’internet of things, l’in-store customere experience e la system integration applicata all’automazione dei processi.

Tra l’altro, i progetti di spesa dovranno prevedere investimenti compresi tra i 50mila e i 500mila euro, devono essere avviati dopo la presentazione della domanda di accesso e durare non più di 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni. Anche se, precisa il Mise, resta la possibilità di autorizzare la proroga del termine fino a sei mesi su richiesta motivata da parte del soggetto beneficiario.

Finanziamenti agevolati: come restituirli

Nel complesso sono stati stanziati con il decreto crescita 100 milioni di euro di risorse che potranno essere distribuite per coprire il 50% delle spese ammissibili, di cui il 40% sotto forma di finanziamento agevolato e il 10% sotto forma di contribuiti a fondo perduto. Per il primo punto, le risorse dovranno essere restituite senza interessi “a decorrere dalla data di erogazione dell’ultima quota a saldo delle agevolazioni, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate, scadenti il 31 maggio e il 30 novembre ogni anno, in un periodo della durata massima di sette anni”, scrive il Mise. Le domande, come anticipato, potranno essere presentate a partire dalle ore 12.00 del 15 dicembre 2020 tramite una procedura informatica accessibile con identificazione del richiedente con il Sistema pubblico di identità digitale (Spid), la Carta nazionale dei servizi (Cns) o il sistema di gestione delle identità digitali di Invitalia.

Rita Annunziata
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