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La crisi affonda i top club: attese perdite per due miliardi

La crisi affonda i top club: attese perdite per due miliardi

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

26 Gennaio 2021
Tempo di lettura: 3 min
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  • Durante la stagione 2019/2020 sono stati registrati ricavi complessivi pari a 8,2 miliardi di euro, in calo del -12% rispetto alla precedente rilevazione. Una contrazione legata principalmente al crollo dei proventi dei diritti televisivi

  • Le società che compongono la top ten restano invariate. Al primo posto si posiziona il Barcellona con 715,1 milioni di euro di ricavi, accompagnato dal Real Madrid con 714,9 milioni e dal Bayern Monaco con 634,1 milioni

  • Entro la fine della stagione 2020/2021 è attesa una contrazione dei ricavi superiore ai due miliardi di euro, una cifra trainata in gran parte da entrate da matchday quasi nulle e dagli sconti concessi alle emittenti

Secondo la 24esima edizione della Football money league di Deloitte, i top club del calcio globale potrebbero registrare un crollo dei ricavi superiore ai due miliardi entro la fine della stagione in corso. Necessaria una ridefinizione dei modelli di business. Con un focus sul digitale

La crisi pandemica non lascia immune l’industria calcistica globale ma, al contrario, spinge le società del settore a una ridefinizione dei propri modelli di business. Tra stadi deserti, il rinvio e la cancellazione dei match, gli sconti concessi ai broadcaster ma anche la necessità di soddisfare i partner commerciali, i top 20 club per fatturato potrebbero perdere oltre due miliardi di ricavi entro la fine della stagione in corso. Una stima che potrebbe mantenere accesi i riflettori degli investitori istituzionali che, negli ultimi mesi, si sono già rivolti verso la Serie A e non solo.

Secondo la 24esima edizione della Football money league pubblicata dallo Sports business group di Deloitte, infatti, durante la stagione 2019/2020 sono stati registrati ricavi complessivi pari a 8,2 miliardi di euro, in calo del -12% rispetto alla precedente rilevazione. Una contrazione legata principalmente al buco da 937 milioni di euro dei proventi dei diritti televisivi (-23%), ma anche ai 257 milioni di ricavi da stadio in meno. Perdite compensate soltanto in parte da una crescita pari a 105 milioni di euro dei ricavi commerciali (+3%), riflesso di “alcune importanti partnership”, spiegano i ricercatori. Tra l’altro, i club della money league sembrerebbero aver registrato il maggiore impatto finanziario in termini assoluti, generando in media 409 milioni di euro di fatturato, in calo di 55 milioni rispetto alla stagione 2018/2019.

Juventus: chiude la top10 con 397,9 milioni di ricavi

“In generale, l’impatto del covid-19 ha resto quest’anno particolarmente difficile la comparabilità tra le performance finanziarie dei club, dato che le leghe calcistiche di tutto il mondo hanno adottato approcci diversi per rispondere all’emergenza sanitaria”, spiegano i ricercatori. Ma le società che compongono la top ten restano invariate. Al primo posto si posiziona il Barcellona con 715,1 milioni di euro di ricavi, accompagnato dal Real Madrid con 714,9 milioni e dal Bayern Monaco con 634,1 milioni. Chiude la classifica la Juventus con 397,9 milioni di euro di ricavi, ma rientrano nella money league anche l’Inter e il Napoli, rispettivamente alla 14esima e alla 19esima posizione con 291,5 milioni e 176,3 milioni.

In controtendenza Zenit ed Everton, che riportano un incremento dei ricavi rispetto alla stagione precedente. “La crescita dei ricavi marginali dell’Everton è stata trainata dai ricavi commerciali del club, più che raddoppiati a 86,7 milioni di euro”, si legge in una nota, che sottolinea come quella dei Toffees sia stata anche “la più grande crescita dei ricavi commerciali dell’intera money league (+104%)”.

Post-covid: focus sulle competenze digitali

Cosa attenderci dunque nei prossimi mesi? Secondo lo studio, come anticipato, entro la fine della stagione 2020/2021 è attesa una contrazione dei ricavi superiore ai due miliardi di euro, una cifra trainata da entrate da matchday quasi nulle, considerando un rientro “improbabile di un numero significativo di tifosi allo stadio”, e dagli sconti alle emittenti sui campionati “big five” (Premier League, Liga, Serie A, Bundesliga e Ligue 1) e sulle competizioni Uefa. In definitiva, concludono i ricercatori, i club dovranno “ripensare e riequilibrare i loro modelli di business”. Con un focus sulle competenze digitali, considerate “quasi l’unico strumento” su cui “potranno fare leva per coinvolgere tifosi e dipendenti”.

Rita Annunziata
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