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Crescita futura? Le più fiduciose sono le Pmi

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

09 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • In Italia due imprese su cinque sono più ottimiste rispetto allo scorso anno

  • Le Pmi sono più positive delle grandi aziende (44% contro il 35%)

  • Tra le principali strategie di crescita adottate spiccano gli investimenti nell’innovazione (34%)

Le imprese italiane sono fiduciose: quattro su cinque stimano di crescere entro il prossimo anno, un dato superiore rispetto alla media europea. Ma le più ottimiste sono le Pmi. Quali strategie implementeranno? Lo rivela l’ultima edizione di Hsbc Navigator

Quattro imprese italiane su cinque credono nella crescita futura, un dato superiore alla media europea. Ma le più fiduciose sono le Pmi. A rivelarlo è l’ultima edizione di Hsbc Navigator, che ha colto il sentiment e le aspettative di oltre 9.000 imprese a livello globale, di cui più di 3.500 in Europa e 200 in Italia.

Nel Belpaese, in particolare, due imprese su cinque hanno rafforzato la propria positività rispetto allo scorso anno, sulla stessa linea d’onda delle aziende europee (41%) ma meno rispetto alla media globale (47%). L’ottimismo infatti non basta: la crescita delle imprese italiane risulta essere inferiore al resto del mondo, e solo il 16% degli intervistati parla di una crescita pari o superiore al 15% (contro il 22% a livello globale).

Strategie di crescita verso l’innovazione

Ma quali sono le strategie di crescita implementate dalle imprese italiane? il 34% dei rispondenti punta sugli investimenti nell’innovazione, il 32% sull’espansione verso nuovi mercati e il 29% sulla crescita della qualità dei prodotti e dei servizi. Nello specifico, l’Italia si rivela come il primo mercato europeo trainato dagli investimenti nel settore tecnologico, sorpassata soltanto a livello mondiale dal Brasile e dal Messico.

“L’ottimismo e la fiducia delle imprese italiane hanno basi solide – commenta Marco Alfredo Pallazzi, head of commercial banking Italy di Hsbc – La nostra indagine evidenzia come la crescita futura delle imprese italiane comporti investimenti in tecnologia, innovazione e sostenibilità, insieme alla ricerca di nuovi mercati. Questo percorso può subire un’accelerazione anche attraverso una collaborazione positiva tra tutti gli attori finanziari e di business e i policy maker nazionali e internazionali”.

Il commercio internazionale come motore di innovazione

L’81% delle imprese italiane ritiene che nei prossimi cinque anni il commercio internazionale rappresenterà il vero motore dell’innovazione, ma non solo. Per l’80% migliorerà anche l’efficienza, accompagnati da un 76% di fiduciosi nelle nuove opportunità di business.

Inoltre, le aziende italiane che commerciano in Europa sono passate dal 76% del 2018 al 79% del 2019, selezionando la Francia come principale partner commerciale e lasciando al secondo posto la Germania. A favorire questa propensione positiva sono la possibilità di stringere partnership favorevoli (42%), gli innovation hub (51%) e la presenza di una forza lavoro qualificata (40%). E a livello globale? Le preoccupazioni principali sul commercio internazionale riguardano il protezionismo (59%) e le problematiche geopolitiche (52%).

Rita Annunziata
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