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Coronavirus: imprese con rating B a rischio default

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

23 Marzo 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Scenario più positivo per le imprese con le triple A che saranno in grado di superare con disinvoltura anche lo scenario più negativo, dove si ipotizza un calo del fatturato almeno del 10%

  • La simulazione stima anche come le imprese con la tripla C vedono le loro situazione peggiorare, soprattutto nel caso di scenario negativo

Il coronavirus sta mettendo in difficoltà l’Italia sia dal punto di vista sanitario che economico. Secondo una simulazione fatta dall’Agenzia di rating fintech, Modefinance, che ha analizzato 187 mila Pmi italiane le società con un rating B e BBB hanno più probabilità di default

La pandemia da Coronavirus sta avendo un impatto rilevante dal punto di vista sanitario. Finita però l’emergenza sotto questo aspetto si avrà a che fare con un’economia messa in ginocchio. E le imprese italiane sono al centro di tutti i ragionamenti che il governo fa e farà. Quante rischiano di chiudere? Chi riuscirà a sopravvivere? Al momento non si ha una risposta certa a queste domande. Molto dipenderà dalla durata dell’emergenza e dall’estensione delle misure di contenimento che limita fortemente le attività commerciali.

Secondo una simulazione fatta dall’Agenzia di rating fintech, Modefinance, che ha analizzato 187 mila Pmi italiane le imprese con rating intermedio, tra B e BBB, sono quelle maggiormente a rischio default causa coronavirus. E queste rappresentano il 65% delle piccole e medie imprese italiane (Pmi).

Le prime della classe, le triple A, saranno invece in grado di superare con disinvoltura anche lo scenario più negativo, dove si ipotizza un calo del fatturato almeno del 10%. La situazione più difficile si verificherebbe invece per le imprese di classe B. In questo caso la probabilità di default aumenterebbe di oltre tre volte, passando dallo 0,98% al 3,29%. Lo scenario peggiora quando si parla di Pmi con la tripla C. Al momento il default è fisso al 2,38%.

Per giungere a questi risultati la simulazione ha preso in considerazione 187mila Pmi e ha ipotizzato due scenari. Il primo è uno scenario moderatamente negativo dove si ipotizza una contrazione del fatturato del 4% per tutti i settori e le imprese.

Ilsecondo è uno scenario gravemente negativo in cui la contrazione generalizzata del fatturato si attesta in media almeno il 10% per tutte le imprese italiane, a prescindere dal settore. Questo riguarda, quindi, anche le aziende non o meno colpite dall’attuale situazione, come ad esempio la Gdo, il settore farmaceutico e le imprese che possono attivare lo smart-working. E dunque, la maggior parte delle aziende (circa il 65%) che hanno un rating B, il 23,86% con BB e il 18% con la tripla B sono quelle che in entrambi gli scenari, moderatamente negativo e gravemente negativo, subiscono il contraccolpo maggiore. L’impatto più rilevante dal punto di vista dell’aumento delle probabilità di default si ha, per queste imprese, nel passaggio dallo stato attuale allo scenario moderatamente negativo. L’effetto del coronavirus raddoppia le probabilità di default. Nel passaggio allo scenario gravemente negativo, le probabilità aumentano di un ulteriore 50%, triplicando rispetto allo scenario di base.

I rating A mostrano invece uno scostamento meno rilevante rispetto al livello attuale in entrambi gli scenari. Mentre le imprese che già presentano un basso merito creditizio vedono aumentare la probabilità di default.

Giorgia Pacione Di Bello
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