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È boom di startup innovative: verso quota 10mila

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Francesca Conti
Francesca Conti

16 Ottobre 2018
Tempo di lettura: 5 min
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  • Le startup innovative a prevalenza giovanile sono 1.963, il 20,4% del totale

  • Il reddito operativo complessivo è negativo per circa 90,9 milioni di euro

  • La Lombardia è la regione con il maggior numero di startup innovative a quota 2.368

Il rapporto del Mise e di Infocamere mostra una crescita del 2,7% nel terzo trimestre, che porta il numero delle startup innovative a 9.647. Ancora debole la presenza femminile

Non si ferma la crescita delle startup innovative. Anzi, il numero di imprese ad alto livello tecnologico si impenna nel terzo trimestre. Secondo i numeri rilevati da Mise e Infocamere sono 9.647 le startup iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese. Un numero in aumento del 2,7% o 251 unità rispetto a giugno 2018. Milano e Roma al primo posto tra le città italiane. Tra le regioni si distingue la Lombardia. E oltre il 70% si occupa di servizi.

Possono ottenere lo status di startup innovativa le società di capitali costituite da meno di cinque anni, con fatturato annuo inferiore a cinque milioni di euro, non quotate, e in possesso di determinati indicatori relativi all’innovazione tecnologica previsti dalla normativa nazionale. Tra le 352.000 società di capitali costituite in Italia negli ultimi cinque anni e ancora in stato attivo, il 2,74% risultava registrata come startup innovativa alla data della rilevazione, in lieve crescita rispetto al 2,72% registrato tre mesi fa. Il capitale sociale sottoscritto complessivamente dalle startup è diminuito del 2,9% negli ultimi tre mesi, attestandosi a quota 506,3 milioni di euro, per una di media 52.487 euro a impresa, in calo di circa 3.000 euro.

Ma di cosa si occupano le startup innovative? Il 71,8% fornisce servizi alle imprese, occupandosi in particolare di produzione di software e consulenza informatica (33,5%), attività di R&S (12,9%), attività dei servizi d’informazione (9,2%), manifatturiero (18,7%). Rispetto a quest’ultima suddivisione, le imprese sono specializzate in : fabbricazione di macchinari (3,4%), fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici (3,1%); fabbricazione di apparecchiature elettriche (1,7%), mentre il 4% opera nel commercio.

In alcuni settori l’incidenza delle startup innovative sul totale delle nuove società di capitali è particolarmente rilevante. Il 7,7% di tutte le nuove società che operano nel comparto dei servizi alle imprese è infatti una startup innovativa, mentre per il manifatturiero la percentuale è del 4,7%. In alcuni settori, definiti dalla classificazione Ateco 2007, la presenza di imprese innovative è particolarmente elevata: è una startup innovativa il 32,9% delle nuove aziende con codice C 26 (fabbricazione di computer), il 33,9% di quelle con codice J 62 (produzione di software) e addirittura il 66,1% di quelle con codice M 72 (ricerca e sviluppo).

Ancora debole, invece, la presenza femminile all’interno delle startup innovative. Quelle in cui le quote di possesso e le cariche amministrative sono detenute in maggioranza da donne sono infatti solo1.313, il 13,6% del totale. L’incidenza è nettamente inferiore rispetto al 22,6% riscontrato se si prende in esame l’universo delle neo-società di capitali. Le startup innovative in cui almeno una donna è presente nella compagine sociale sono 4.154, il 43,1% del totale: quota anch’essa inferiore, seppur in minor misura, a quella fatta registrare dalle altre nuove società di capitali (47,7%).

Le startup innovative a prevalenza giovanile (under 35) sono 1.963, il 20,4% del totale. Si tratta di un dato di circa tre punti percentuali superiore rispetto a quello riscontrato tra le nuove aziende non innovative. Ancora maggiore è la differenza se si considerano le società in cui almeno un giovane è presente nella compagine sociale: 45,2% per le startup (4.359 in tutto), 35,7% per le altre imprese. Le startup con una compagine sociale a prevalenza straniera sono il 3,3% del totale (314), quota inferiore a quella osservata tra le altre nuove società di capitali (8,1%).

Per contro, le startup innovative in cui è presente almeno un cittadino non italiano sono il 13,5% (1.300 in tutto), proporzione più simile a quella riscontrata tra le società di capitali (14,2%). La Lombardia rimane la regione con il maggior numero di startup innovative: 2.368, pari al 24,6% del totale nazionale. Seguono il Lazio, che supera per la prima volta quota mille (1.027; 10,7%), e l’Emilia-Romagna (919, 9,5% del totale nazionale). La Sicilia, che di recente aveva sopravanzato il Piemonte alla sesta posizione, abbia superato per la prima volta quota 500 startup (508 startup).

La regione con la più elevata incidenza di startup innovative in rapporto al totale delle società di capitali con meno di cinque anni e cinque milioni di fatturato annuo è il Trentino-Alto Adige, che raggiunge il 5,2%. Seguono il Friuli-Venezia Giulia con il 5%, la Valle d’Aosta con il 4,9%, le Marche con il 3,8%, e la Lombardia con il 3,7%. Milano è di gran lunga la provincia in cui è localizzato il numero più elevato di startup innovative: a fine settembre 2018 esse erano ben 1.669, il 17,3% del totale nazionale. Al secondo posto si consolida Roma, con 916 (9,5%).

Il reddito operativo complessivo fatto registrare nel 2017 è negativo per circa 90,9 milioni di euro: la differenza con la precedente rilevazione, che era basata sui dati di bilancio relativi all’esercizio 2016, è di circa 10,1 milioni (-80,8 milioni).

Francesca Conti
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