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Bankitalia: al via più controlli da parte delle banche

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

17 Aprile 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • L’Unità di informazione finanziaria presso la Banca d’Italia (Uif) ha emesso una nota dove spiega passo per passo a cosa gli intermediari devono prestare attenzione

  • L’emergenza coronavirus e lo stanziamento di fondi per garantire liquidità può infatti attirare comportamenti criminali. Bankitalia vuole scongiurare la nascita di queste attitudini

Le banche sono chiamate ad una stretta sui controlli su tutte le richieste di finanziamento, con garanzia pubblica, che arriveranno da parte delle imprese

Controlli più stringenti da parte delle banche sulle richieste di finanziamento con garanzia pubblica che arriveranno dalle imprese. Il governo nel decreto del 4 aprile ha infatti stanziato fondi per cercare di venire incontro alle imprese italiane. “L’attuale situazione di emergenza sanitaria espone il sistema economico-finanziario a rilevanti rischi di comportamenti illeciti: sussiste il pericolo di truffe, di fenomeni corruttivi e di possibili manovre speculative anche a carattere internazionale” si legge nella nota dell’Unita di informazione finanziaria presso la Banca d’Italia (Uif) sulla prevenzione di fenomeni di criminalità finanziaria connessi con l’emergenza Covid-19.

Per evitare il proliferarsi di questi comportanti viene dunque chiesto agli intermediari, ai professionisti e agli altri operatori qualificati di prendere parte attiva nel sistema di prevenzione. “E’ richiesto oggi un impiego particolare per calibrare i propri presidi antiriciclaggio nella maniera più efficace; occorre supportare adeguatamente il dispiegarsi dell’intervento di sostegno, ma anche intercettare e comunicare tempestivamente all’Uif per l’Italia, tutte le situazioni sospette per consentire l’attivazione dei meccanismi di approfondimento e indagine” sottolinea la nota.

E dunque a cosa dovranno prestare attenzione le banche?
1) Possibili truffe nei settori delle forniture e dei servizi direttamente collegati al contrasto del Covid-19. E dunque faro acceso su tutti quei soggetti che chiedo liquidità in banca per la commercializzazione di prodotti di protezione individuale, igienizzanti, apparecchi elettromedicali. Particolare attenzione dovrà essere dedicata all’attività svolta in tale ambito da operatori che non risultano avere precedente esperienza nel settore o in altri analoghi.
2) Ipotesi corruttive specie negli affidamenti per l’approvvigionamento delle forniture e dei servizi necessari all’attività di assistenza e ricerca
3) Possono verificarsi meccanismi fraudolenti connessi con la raccolta di fondi, anche on line mediante piattaforme di crowdfunding, a favore di fittizie organizzazioni non profit; tali iniziative, apparentemente destinate alle aree colpite dall’emergenza ovvero alle attività di ricerca per il superamento della pandemia, potrebbero invece rispondere a intenti distrattivi
4) Il prolungato periodo di lockdown determina situazioni di difficoltà finanziaria rispetto alle quali è elevato il rischio di infiltrazione criminale. Occorre quindi prestare massima attenzione alle situazioni che possono essere sintomatiche di tali fenomeni. Nelle valutazioni assumono centralità le informazioni sugli assetti proprietari e sulle operazioni aziendali e societarie (anomali trasferimenti di partecipazioni, le garanzie rilasciate o ricevute, lo smobilizzo di beni aziendali a condizioni non di mercato), sull’origine dei fondi e sulle effettive finalità economico-finanziarie sottostanti alle transazioni
5) Infine Banca d’Italia chiede di fare attenzione ai pagamenti elettronici, visto che l’impiego di questi strumenti è destinato ad aumentare notevolmente nei prossimi mesi. Nell’attuale situazione emergenziale aumenta infatti il rischio che tali strumenti possano essere impiegati per le truffe on line, mediante il sistema della compravendita di beni inesistenti o contraffatti, o a prezzi sproporzionati. Il maggior utilizzo di servizi on line aumenta, inoltre, l’esposizione al rischio di reati informatici. E dunque diventano fondamentali le informazioni per esempio sull’origine e la destinazione dei fondi.

Secondo fonti bancarie gli istituti di credito italiani sono impegnati attivamente nell’attività di vigilanza, soprattutto in questo periodo di Covid19.

Giorgia Pacione Di Bello
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