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Aim: la quotazione paga, anche in tempi di crisi

Aim: la quotazione paga, anche in tempi di crisi

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

06 Agosto 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Le piccole dell’Aim hanno un’anima tech, che si è dimostrata meno volatile rispetto allo shock pandemico

  • “Il credito d’imposta riconosciuto negli ultimi tre anni dovrebbe essere prorogato per altri tre anni. Lato investitori, anche i nuovi pir potranno rappresentare un volano per le quotazioni delle pmi”, spiega Emilia Orsini

  • Attesa una ripresa delle quotazioni nel secondo semestre

Le imprese che accedono al mercato azionario hanno tassi di crescita superiori, sia in termini di redditività che in termini occupazionali. E le piccole dell’Aim non sono immuni a questo trend, anche in tempi di crisi. Emilia Orsini di AssoAim ci aiuta a capire cosa può essere fatto ancora per accompagnare le pmi verso la quotazione

Hanno un’anima tecnologica, sono innovative e attraggono soprattutto gli investitori italiani: è la fotografia delle piccole dell’Aim che, durante la pandemia, hanno dimostrato una maggiore solidità rispetto alle imprese di grandi dimensioni. Ma cosa può essere fatto ancora per sostenere le pmi nell’accesso al mercato dei capitali? We Wealth ne ha parlato con Emilia Orsini, segretario generale e responsabile delle relazioni istituzionali di AssoAim.

Le piccole dell’Aim si sono rivelate resilienti al coronavirus?

Sì, si sono dimostrate più resilienti anche delle imprese quotate sul listino principale di Borsa Italiana. Secondo i dati relativi al 31 luglio, l’indice Ftse Aim ha perso meno sia in riferimento al periodo pre-covid sia al periodo della crisi. Sicuramente ha giocato un ruolo fondamentale l’appartenenza di queste società al settore tecnologico e digitale, perché tante hanno un’anima tech che si è dimostrata meno volatile rispetto agli ultimi accadimenti. Poi sono società più piccole, quindi hanno scambiato meno e hanno un turnover molto più contenuto. E poi perché c’è una prevalenza di investitori italiani che – avendo una percezione del rischio Italia diversa rispetto agli stranieri e conoscendo meglio le nostre piccole e medie imprese – in un momento di emergenza sanitaria come quello che abbiamo vissuto hanno pensato di poter contare su di loro. Infine, nel tempo sono tante le società Aim che hanno richiesto la caratterizzazione come pmi innovative, permettendo agli investitori di godere degli sgravi fiscali.

Che ruolo svolgono i mercati finanziari nell’ambito della ripresa economica post-covid?

Sicuramente c’è una correlazione positiva molto forte tra lo sviluppo economico di un paese, l’economia reale e il progresso del suo sistema finanziario. Un sistema finanziario evoluto può favorire una crescita robusta e sostenibile dell’economia, del paese e delle aziende. Quello che noi auspichiamo è che sempre più imprese arrivino alla quotazione perché sappiamo che quelle che accedono al mercato azionario, che rispecchiano i requisiti organizzativi, di governance, di trasparenza contabile, fiscale e informativa, hanno tassi di crescita superiori, sia a livello di redditività che a livello occupazionale. Borsa Italiana, dal canto suo, può impegnarsi ad aumentare la platea di investitori disponibili a investire in questo tipo di asset class, perché sono società poco liquide e sono necessari prodotti che hanno una logica di investimento di lungo periodo.

Cosa può essere fatto ancora per sostenere le pmi nell’accesso al mercato dei capitali?

Bisogna fare ancora cultura dell’equity per le imprese. Ci sono tanti operatori sul mercato in grado di accompagnarle verso la dimensione di società quotate e AssoAim fa parte di questo ecosistema. In concreto, dal punto di vista del governo, il credito d’imposta riconosciuto negli ultimi tre anni dovrebbe essere prorogato per altri tre anni. Lato investitori, anche i nuovi pir potranno rappresentare un volano per le quotazioni per le pmi. In un’audizione al Parlamento lo scorso 15 luglio abbiamo chiesto di trasferire l’attenzione da una logica del debito a una logica dell’equity. Soprattutto in un momento di difficoltà come quello che abbiamo vissuto, la sensazione è che il governo si sia concentrato sulla concessione di incentivi all’indebitamento delle imprese. Questa misura è condivisibile come misura di emergenza, ma è inadeguata in una logica di lungo termine. Da questo momento di discontinuità vorremmo cercare di sanare questo strutturale squilibrio finanziario, la scarsa capitalizzazione che caratterizza le imprese domestiche. Vorremmo che si arrivasse a un sistema market oriented.

Cosa aspettarci dal mercato Aim entro la fine dell’anno?

Ci sono segnali molto positivi. Se guardiamo alle statistiche rispetto al 2019, non saremo in grado quest’anno di replicare gli stessi risultati perché l’emergenza sanitaria ha sicuramente avuto un forte impatto sul mercato primario. Nei primi sei mesi dell’anno abbiamo avuto solo tre nuove Ipo, ma ci aspettiamo una ripresa delle quotazioni nel secondo semestre, soprattutto di pmi con caratteristiche di eccellenza e innovazione, attive nei comparti di maggiore resilienza come il tech, il digital e il green&sustainable.

Rita Annunziata
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