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Unicredit-Mps: con la garanzia, Siena pronta alle nozze?

Unicredit-Mps: con la garanzia, Siena pronta alle nozze?

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

29 Dicembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • La banca di proprietà del Tesoro (azionista al 64%) ha ottenuto dal governo una speciale garanzia per i rischi legali

  • La legge di bilancio 2021 ha blindato i due miliardi di beneficio fiscale per la futura incorporante di Mps

  • È probabile che si proceda a una nuova pulizia di bilancio, mettendo fuori dalla banca ulteriori crediti deteriorati fra i tre e i sei miliardi

Prosegue senza sosta l’operazione di abbellimento del bilancio di Monte Paschi in vista della possibile fusione con Unicredit. Ora tocca alla garanzia per i rischi legali. E c’è già chi parla di un’ulteriore pulizia dei crediti deteriorati

Mps si fa sempre più bella per le prossime possibili nozze con Unicredit. La banca di proprietà del Tesoro (azionista al 64%) ha infatti ottenuto dal governo una speciale garanzia per i rischi legali. Si tratta di 10 miliardi di euro. Ad assumere il rischio potrebbe essere Fintecna, Amco o un’altra partecipata pubblica. Amco è già destinataria del ramo aziendale di Monte Paschi corrispondente ai suoi crediti deteriorati (8 miliardi). Fintecna fa parte del gruppo di Cassa Depositi e Prestiti. Questo ulteriore beneficio per la futura banca incorporante si aggiunge agli oltre due miliardi delle imposte differite, trasformate in crediti fiscali blindati nella nuova legge finanziaria 2021.

Ma il makeup di Monte Paschi potrebbe non terminare qui. È probabile che si proceda a una nuova pulizia di bilancio, mettendo fuori dalla banca ulteriori masse di crediti deteriorati. La quantità oscillerebbe fra i tre e i sei miliardi. Una mossa che agevolerebbe la ricapitalizzazione dell’istituto senese in vista dell’auspicata (da parte del Mef) fusione con Piazza Gae Aulenti. Attualmente il «buco» di bilancio di Monte Paschi si aggira intorno agli 1,5 miliardi per il 2021.

Intanto la Bce ha comunicato a Rocca Salimbeni i requisiti di patrimonializzazione (un totale del 10,75%) da soddisfare a partire dal 1° gennaio 2021.

L’eventuale ulteriore pulizia del bilancio Mps dovrà però passare dall’antitrust europeo. Un primo bivio in tal senso si avrà intorno al 20 gennaio 2021. Data questa in cui il ministero dell’Economia e delle Finanze si preoccuperà di spiegare le sue mosse in Ue.

Sul pianeta Unicredit, la questione Mps sembra essere passata momentaneamente in secondo piano. Il gruppo bancario è infatti impegnato della ricerca di un nome da sostituire a quello dell’uscente Pierre Mustier. Il toto nomi sembra essersi ristretto ad Alberto Nagel (Mediobanca), Fabio Gallia (Fincantieri), Victor Massiah (ex Ubi), Andrea Munari (Bnl), Bernardo Mongroni (Nexi). Il cda che investirà ufficialmente il nuovo ad si terrà il 15 aprile.

Restano sullo sfondo le remore dei soci esteri a un’acquisizione di Banca Monte Paschi. Blackrock e Capital Research (5% ciascuna del capitale di Unicredit), per dire, hanno fatto sapere di voler sposare la più grande cautela nei confronti di una eventuale operazione straordinaria con Siena. Posizioni da non sottovalutare: Unicredit ha lasciato sul terreno nel 2020 quasi metà del suo valore di Borsa.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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