PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Tria: “Economia buona ma crescita a rischio ribasso”

Tria: “Economia buona ma crescita a rischio ribasso”

Salva
Salva
Condividi
Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

10 Luglio 2018
Salva
  • Il governo deve procedere con le riforme strutturali previste dal programma

  • Le riforme sono necessarie per rafforzare la capacità di risposta dell’Italia agli shock esogeni e attivare la capacità endogena di crescita dell’economia

  • Siamo in una fase molto complessa caratterizzata da opportunità e incertezze che provengono dall’economia mondiale e che avranno un impatto importante sull’economia italiana

L’intervento del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, all’assemblea annuale dell’Abi. Ecco i tre punti di governo essenziali e prioritari

“Le condizioni di salute dell’economia e della finanza pubblica italiane sono ancora buone. Tuttavia, anche in un quadro che si mantiene positivo, c’è il rischio di una moderata revisione al ribasso delle previsioni di crescita”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, intervenendo all’assemblea annuale dell’Abi (alla quale ha partecipato per la prima volta da ministro), motivando la previsione con il rallentamento della produzione e delle esportazioni.

Dalla crescita economica dipendono la sostenibilità di lungo periodo del debito e la sua progressiva riduzione. “L’attenzione che porremo al sostegno alla crescita rappresenterà un elemento di valutazione non meno importante dell’osservazione del rispetto dei vincoli di bilancio”, ha sottolineato Tria, aggiungendo che “grazie alla crescita economica, il flusso dei crediti deteriorati si è stabilizzato attorno ai valori pre-crisi e c’è stato un calo consistente”, dello stock degli Npl.

In questo scenario, il Governo intende portare avanti il suo disegno riformatore confermando la “riduzione del debito pubblico, evitando ogni inversione di tendenza nell’aggiustamento del saldo strutturale pur valutando – ha dichiarato il ministro – la dinamica temporale più conveniente” in modo da evitare “un’azione pro-ciclica” che accentui la tendenza al rallentamento dell’economia. Solo così il disegno riformatore sarà efficace. Ma per farlo sarà necessario individuare gli strumenti più adatti, definendo un percorso realistico di obiettivi e scadenze intermedie e finali. Questo percorso, ha aggiunto Tria, “verrà valutato in base all’aggiornamento delle previsioni e in stretto contatto con i nostri interlocutori europei”.

La discussione politica in Europa nei prossimi mesi si concentrerà su quattro temi: il cosiddetto pacchetto bancario con le nuove norme prudenziali e sulle passività assoggettabili al bail in; le modalità di valutazione del grado di risoluzione del rischio secondo la tabella di marcia concordata dall’Ecofin a giugno 2016 per consentire la successiva apertura del negoziato politico sul sistema comune di garanzia dei depositi; la riforma del meccanismo europeo di stabilità per attribuirli il ruolo di supporto finanziario al fondo di risoluzione unico nel caso in cui le sue risorse siano insufficienti nonché possibili ulteriori funzioni; infine il rafforzamento di un bilancio dell’eurozona.

Per quanto riguarda l’Unione monetaria, il ministro ha precisato che se l’obiettivo di rafforzarla è condiviso, nell’area dell’euro, “ampi restano le divergenze sulle modalità migliori per conseguirlo”.

L’equilibrio dei conti pubblici è necessario per rispettare gli impegni europei e per mantenere la fiducia dei mercati finanziari sulle prospettive dell’Italia. Gli obiettivi di consolidamento di finanza pubblica non derivano solo dagli impegni europei ma anche dalla necessità di mantenere la fiducia degli investitori nazionali e internazionali sulla stabilità dell’economia e le ultime vicende che hanno riguardato lo spread lo dimostrano. “La risposta dei mercati finanziari alle nostre decisioni di politica economica dipenderà non solo dai livelli di deficit prescelti ma anche dalla composizione del bilancio e dalla qualità delle nuove misure di politica economica”, ha detto il ministro, aggiungendo che se queste perseguiranno credibilmente una crescita più elevata e anche più equilibrata e inclusiva ci sarà “una maggiore propensione a finanziare il nostro debito e i rendimenti risulteranno inferiori e a beneficio dell’intera economia”.

Le priorità del governo
In un contesto di mercato in cui l’andamento dell’economia si sta rivelando meno favorevole rispetto al Def di aprile, sono tre i punti di governo essenziali e prioritari: la riforma delle imposte dirette con l’obiettivo di ridurre il carico fiscale su famiglie e imprese; l’inclusione sociale, con particolare attenzione al contrasto della povertà e all’inserimento nel mercato lavoro; il rilancio degli investimenti pubblici, non solo con nuove risorse, ma rimuovendo gli ostacoli burocratici e le debolezze amministrative. “Puntare sullo stimolo endogeno alla crescita basato sugli investimenti pubblici e privati – ha spiegato Tria – significa affrontare il tema dell’occupazione e costruire capacità produttiva”.

‘In un contesto complesso la risposta italiana sarà procedere con le riforme strutturali previste nel contratto di governo, con l’idea di avere la capacità di rispondere agli shock esogeni e attivare fattori endogeni di crescita economica”.

Il ministro è poi intervenuto sui dazi.
“L’Italia è un paese esportatore e il libero commercio è fondamentale affinché la crescita economica continui e per questo è nel nostro interesse operare affinché non si arrivi a una guerra commerciale globale – ha aggiunto Tria – L’imposizione di dazi da parte degli Usa e ulteriori misure protezionistiche dagli Stati Uniti e dalla Cina preoccupano le imprese e possano portare ad revisione al ribasso della crescita degli investimenti. Preoccupa in particolare il possibile ampliamento di misure protezionistiche da parte degli Usa sul settore dell’auto europeo che è un settore importante per l’Italia”. A maggio, intanto, la produzione industriale è tornata a crescere segnando +0,7%, +2,1 sull’anno. Male invece l’auto con un calo del 4% su base annua.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Società e Istituzioni ABI