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Strategie di investimento, alla ricerca del reddito

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

29 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Presentata la ricerca di Invesco ed Eumetra MR, che è stata condotta in Belgio, Olanda, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera e Regno Unito e ha coinvolto circa 5 mila investitori privati con un reddito medio annuale di 116mila euro

  • Il 33% degli intervistati in Europa dice che sarebbe interessato a un investimento in strategie di reddito

Secondo una ricerca di Invesco e Eumetra MR, il reddito è importante per l’86% degli investitori (93% degli italiani); eppure solo il 17% del campione investe in prodotti income

Il tema del reddito è sempre più al centro della scelta degli investimenti degli italiani. E non solo. In questo scenario, la consulenza di qualità ha, e avrà, un ruolo sempre più importante. Lo si apprende dall’European investing income study, la ricerca che Invesco ha realizzato con Eumetra MR al fine di analizzare il punto di vista degli investitori retail a livello europeo.
“C’è una sensibilità crescente al tema del reddito”, ha spiegato Fabrizio Fornezza, presidente di Eumetra MR, che poi ha aggiunto che “la costruzione di una consulenza di valore ha ampi spazi in Italia” e che “una buona consulenza allunga l’orizzonte finanziario degli investitori perché dà degli obiettivi”.

Lo dimostrano i numeri. “Nel corso degli ultimi tre anni, l’importanza del reddito è aumentata per il 43% degli investitori in Europa”, ha dichiarato dichiarato Giuliano D’Acunti, direttore commerciale di Invesco Italia, che ha spiegato che “oggi l’86% di essi considera importante conseguire un reddito dagli investimenti effettuati” e che l’incremento più significativo si ha in Italia dove il 93% ritiene il reddito un fattore cruciale dell’investimento. Eppure, nonostante questo, “solo il 17% del campione fa ricorso a soluzioni orientate all’income”, prosegue D’Acunti. A scoraggiare maggiormente gli investitori è il timore che questi prodotti siano troppo rischiosi. In particolare, ne sono convinti i francesi (27%), gli olandesi (26%) e gli spagnoli (25%), mentre per gli italiani (17%) questo aspetto sembra meno problematico.

In ogni caso, per tutti, il punto cruciale è la mancanza di conoscenze adeguate. Dalla ricerca emerge chiaramente il bisogno di consulenza, anche al fine di poter costruire soluzioni capaci di generare reddito aggiuntivo. “Il nostro studio evidenzia che oltre il 40% degli investitori europei è disposto a correre maggiori rischi rispetto ai cinque anni successivi alla crisi finanziaria. Inoltre, la maggior parte di essi è sempre più incline a considerare le strategie di crescita rispetto alla pura protezione del capitale e ritengono importante ricevere reddito dai loro investimenti. A fronte di queste evidenze gli investitori però non agiscono perché temono di non disporre della conoscenza finanziaria sufficiente. Ecco dove dovrebbero intervenire i professionisti”, ha commentato D’Acunti, che poi ha proseguito dicendo: “Il 70% degli intervistati europei accetterebbe volentieri una consulenza e sarebbe disponibile a ricevere maggiori informazioni su come iniziare a investire in prodotti income”.

L’importanza della consulenza è un bisogno avvertito ancora di più nel nostro Paese. “Gli investitori italiani sono notevolmente più aperti ai consigli dei professionisti: il 40% incontra regolarmente un consulente finanziario e l’82% afferma che avrebbe bisogno di ancora più supporto e consulenza. Si tratta del dato record per l’Europa (dove la media raggiunge, appunto, appena il 70%, ndr)”, ha illustrato il direttore commerciale di Invesco Italia. Dallo studio è emerso, infatti, che la maggior parte degli investitori europei prende decisioni d’investimento in modo autonomo oppure si basa sui consigli di familiari o amici. E che, negli otto Paesi inclusi nella ricerca, solo il 14% degli intervistati affida le decisioni e la gestione del portafoglio a professionisti con un mandato di gestione degli investimenti.

La consulenza ha quindi un grande futuro, anche se il lavoro di mediazione per i consulenti sarà complesso, visto che l’85% degli europei intervistati ha detto di non essere appassionato per la finanza.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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