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State Street, gli investitori istituzionali scelgono di esternalizzare la gestione dei dati

State Street, gli investitori istituzionali scelgono di esternalizzare la gestione dei dati

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  • L’esternalizzazione dei dati per il 57% degli intervistati è necessaria a causa delle continue richieste da parte delle autorità regolamentari

  • Il 30% degli investitori istituzionali sottolinea anche come la gestione dei dati stia diventando un elemento sempre più importante

Secondo la ricerca pubblicata oggi più della metà degli investitori istituzioni intende dare in outsourcing la gestione dei dati nel corso dei prossimi anni

Il 60% degli investitori istituzionali intende dare parzialmente o totalmente in outsourcing la gestione dei propri dati nel corso dei prossimi tre anni. Questo quanto emerge da un’indagine commissionata da State Street Corporation a PollRight su 86 professionisti del settore degli investimenti.

Stando ai dati della ricerca, mentre attualmente il campione esaminato mantiene in house tutte le funzioni di gestione dei dati, entro il 2021 questa percentuale dovrebbe scendere al 36%, con un 15% intenzionato a esternalizzare completamente, le operazioni, a partner esterni. Il cambiamento per il 57% degli intervistati è necessari a causa delle continue richieste da parte delle autorità regolamentari.

L’incremento della complessità dei dati ha cambiato radicalmente il modo in cui fondi pensione e gestori competono e operano“, ha detto Subbiah Subramanian, responsabile globale dell’offerta data-as-a-service di State Street Global Exchange, DataGX(SM). “L’attuale panorama degli investimenti richiede un’enorme quantità di dati. Inoltre, dato che le linee di separazione tra front, middle e back office continuano ad assottigliarsi sempre di più, una gestione più intelligente dei dati diventa assolutamente prioritaria per ottenere performance efficaci e riconoscere le opportunità di crescita“.

Nonostante ciò il 30% degli investitori istituzionali sottolinea anche come la gestione dei dati stia diventando un elemento sempre più importante.

L’integrazione di nuove forme di informazioni o dati alternativi nei processi di investimento – si legge – rappresenterà una delle maggiori opportunità per sostenere la crescita delle proprie attività nei prossimi cinque anni.

Lo sviluppo della gestione dei dati ha però anche sviluppato effetti positivi nell’immediato. Il 46% ritiene infatti che l’implementazione di una strategia per gestire i dati abbia favorito l’allineamento tra i loro diversi team di gestione del rischio. E il 22% ritiene anche che le proprie capacità di analisi dei dati siano diventate un vantaggio competitivo sempre più importante.

Facendo un salto nel passato di cinque anni, si nota come nel 2013 il 91% degli intervistati affermava di aver a disposizione le risorse necessarie per promuovere la strategia di analisi dei dati. Attualmente però quel dato è sceso al 60%. Questo rispecchia anche la risposta sull’esternalizzazione. Il 43% degli intervistati ha infatti dichiarato, che nel corso dei prossimi cinque anni, si affiderà a partner esterni per l’analisi delle performance e dei rischi.

In un contesto caratterizzato da requisiti regolamentari sempre più stringenti e da bassi rendimenti che incentivano la ricerca di fonti di Alpha alternative, e spesso più complesse, è evidente che gli investitori istituzionali continueranno a privilegiare la gestione e l’analisi dei dati per prendere decisioni più accurate in materia di investimenti, soddisfare le richieste regolamentari e ottenere vantaggi competitivi “, ha dichiarato David Pagliaro, responsabile di State Street Global Exchange per l’area EMEA. “Sembra che il prossimo passo – e anche quello più efficace – di questa evoluzione tecnologica porterà alla nascita di rapporti di collaborazione tra operatori specializzati nell’analisi dei dati e investitori istituzionali, fattore che consentirà a questi ultimi di focalizzarsi sulle proprie competenze chiave“.

Giorgia Pacione Di Bello
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