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Società quotate? Donne e under 40 fuori dai vertici aziendali

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Redazione We Wealth
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20 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Nel 2019 l’età media dei presidenti è salita a 62,5 anni, contro i 60,6 anni del 2003

  • Nel comparto finanziario l’età media dei presidenti supera quella generale

  • Al mese di aprile 2020 sono sei gli amministratori delegati under 50 all’interno del Ftse Mib

Cresce l’età media dei vertici delle società quotate. Secondo uno studio della Luiss Business School, mancano gli amministratori delegati under 40. Inoltre, nel 2019 solo una donna sedeva sulla poltrona di ceo. “Bisogna investire per formare la classe dirigente del futuro”, commenta il direttore Boccardelli

L’innalzamento dell’età media dei vertici aziendali è ormai un trend a livello internazionale. E i dati lo dimostrano. Secondo uno studio della Luiss Business School che ha posto sotto la lente d’ingrandimento le prime 40 società italiane quotate sull’indice Ftse Mib di Borsa Italiana dal 2003, l’età media dei presidenti è salita a 62,5 anni, contro i 60,6 anni di sedici anni fa. Sulla stessa linea d’onda anche i ceo, la cui età è passata dai 52,6 anni del 2003 a 56,3 anni nel 2019.

Un dato in linea con le stime internazionali: il Global route to the top 2019 di Heidrick and Struggles, che ha analizzato 906 società quotate in giro per il mondo, l’età media degli amministratori delegati è infatti di 56 anni. “L’innalzamento dell’età media dei vertici aziendali riflette il consolidamento di esperienza dei top manager e l’allungamento dei periodi al vertice, che a livello internazionale è pari a sei anni”, spiega Paolo Boccardelli, direttore della Luiss Business School.

Finanza, età media dei presidenti più elevata

Tornando al caso italiano, nel comparto finanziario l’età media dei presidenti supera anche quella generale, attestandosi sui 62,9 anni. Quella dei ceo, invece, ha toccato i 54,4 anni, un livello inferiore rispetto alla media generale di 56,3 anni e in linea con i dati del 2003, quando si attestava sui 48,7 anni grazie in particolare alla presenza del banchiere Matteo Arpe, che allora aveva 39 anni.

Assenti gli “under 40” e le donne

In generale, la crescita dell’età media risulta costante in tutto il periodo analizzato dai ricercatori. Se si prendono in considerazione gli amministratori delegati, l’età media generale è cresciuta dai 52,6 anni del 2003 a 54,2 anni nel 2006, per poi toccare i 55,1 anni nel 2009 e i 55,4 anni nel 2012.

Al mese di aprile 2020 mancano completamente gli amministratori delegati under 40, mentre sono sei gli under 50. Stessa sorte anche per le donne: se nel 2003 nessuna donna sedeva sulla poltrona di ceo, nel 2019 solo una è riuscita a ottenere la posizione (Micaela Le Divelec Lemmi di Salvatore Ferragamo), nonostante un aumento generale della componente femminile nei consigli di amministrazione. Se si fa riferimento invece al ruolo di presidente, nel 2019 sono otto le donne che rivestono questa carica, con un’età media di 61,6 anni.

Boccardelli: “Investire nella classe dirigente del futuro”

Quali sono dunque le sfide del futuro? Secondo Boccardelli, bisogna iniziare a pensare al prossimo ricambio generazionale, investendo “nella formazione della classe dirigente del futuro con l’obiettivo di aiutare i manager a cogliere le sfide della trasformazione digitale e della globalizzazione”, spiega. “In un mondo del lavoro in profonda trasformazione – aggiunge – risulta fondamentale che i manager sappiano colmare il gap che li separa dalle nuove generazioni, che pensano e agiscono secondo schemi e modelli differenti rispetto al passato”.

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