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Settore bancario: le performance continuano a scendere

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

05 Agosto 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il mondo bancario viaggia a tre diverse velocità: europeo, nord America e Asia Pacifico e i paesi emergenti

  • Tutte e tre le aree hanno però uno stesso problema: stare al passo con la digitalizzazione e sviluppare nuovi sistemi bancari

Secondo l’ultima ricerca pubblicata da Boston consulting group le performace bancarie fanno fatica a tornare ai livelli del 2015. Nel 2018 il profitto economico totale è sceso a 8 punti evidenziando performance simili a quelle post crisi

Alla ricerca delle performance bancarie perdute. Dopo la corsa della prima metà del decennio, le performance delle banche nel mondo frenano.  Nonostante il settore si confermi redditizio su base assoluta, con una media globale di 68 miliardi di profitto economico totale (Ep) generato, questo indicatore mostra un declino costante negli ultimi anni. Dopo il picco massimo di 16 punti base registrato nel 2015, gli 11 del 2016, nel 2017 l’Ep è sceso a 8 punti, evidenziando una performance media pari a quella del 2013, quando il settore cominciava a riprendersi dopo la recessione globale. Questo quanto emerge dalla nona edizione del Global risk reportpubblicato dal Boston Consulting Group.

Studio: Boston Consulting Group

Secondo il report il mondo bancario viaggia sue tre velocità diverse. Da una parte ci sono le banche europee che sono impegnate in una faticosa risalita (arrivando a -22 punti base nel 2017 dai -38 del 2013), dall’altra quelle del Nord America e dell’Asia-Pacifico che si sforzano di mantenere la rotta (evidenziando rispettivamente un Ep positivo di 41 e 19 punti base), e infine quelle dei Paesi in via di sviluppo dell’America meridionale, del Medio Oriente e dell’Africa che  continuano a mostrare un’elevata redditività.

In Europa le banche sono rimaste impantanate in una crescita negativa, a causa dei bassi tassi di interesse e dei prestiti in sofferenza (Npl), che hanno fatto salire i costi del rischio al livello più alto dal 2013. Le banche europee nel 2017 hanno registrato lievi miglioramenti nei costi di rifinanziamento e operativi, ma in media non potrebbero coprire il costo del capitale.

In Nord America, la forte crescita economica combinata all’aumento dei tassi di interesse ha portato a un rialzo della redditività, ma l’aumento dei costi operativi e di rischio ha vanificato il risultato, riducendo il profitto totale per il secondo anno consecutivo, con l’Ep diminuito di 2 punti base dal 2016 al 2017. Nell’Asia-Pacifico, le banche hanno vissuto il terzo anno consecutivo di calo dell’Ep.

In Medio Oriente e in Africa, nonostante costi crescenti, la crescita robusta ha spinto al rialzo l’Ep medio nel 2017, portandolo all’apice del decennio. In Sud America, sebbene l’Ep sia ancora forte a 91, è leggermente in calo rispetto ai 94 punti base dell’anno precedente.

Una sfida comune a cui far fronte è il divario con un piccolo gruppo di incumbent che stringono partnership con il fintech e l’open banking per fornire ai clienti risorse istituzionali e di competenza digitali. L’altra riguarda le risorse: poche banche ne avranno a bilancio a sufficienza per sfidare i nuovi player con potenti capacità digitali. Il terzo problema è il peso dei crediti deteriorati, che in particolare in Europa ha continuato a salire dal 6,4% nel 2009 all’8,9% nel 2015 e 2016, prima di riposizionarsi al 7,9% nel 2017.

 

Giorgia Pacione Di Bello
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