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Savona (Consob): “Infondati i sospetti sull’insolvenza del debito”

Savona (Consob): “Infondati i sospetti sull’insolvenza del debito”

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

14 Giugno 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • “I giudizi negativi non di rado espressi da istituzioni sovranazionali, enti nazionali e centri privati, appaiono prossimi a pregiudizi, perché resi su basi parametriche finanziarie convenzionali che non tengono conto dei due pilastri che reggono la nostra economia e società”

  • Bisogna porre fine all’era del risentimento in cui viviamo e recuperare l’era delle speranze di portare la globalizzazione e le innovazioni tecnologiche al servizio di tutti

  • Nella sua relazione annuale al mercato finanziario, Savona ha reso onore al risparmio degli italiani, definito “il punto di forza della nostra società”, tanto da essere “elevato a valore costituzionale”

  • Secondo Savona, un contributo significativo alla stabilità finanziaria verrebbe dalla creazione di un titolo europeo privo di rischio

Lo ha detto il presidente della Consob, Paolo Savona, nel suo 1° discorso all’incontro annuale con il mercato finanziario, aggiungendo che solo ricreando la fiducia sulla solvibilità finanziaria del Paese si reinnesterebbe il circolo virtuoso dello sviluppo, che non è formato dal solo innalzamento della crescita materiale, ma da tutte le componenti della società

“Non esiste alcun vincolo aggettivo insuperabile alla nostra crescita”. Lo ha detto Paolo Savona, presidente della Consob in occasione del suo 1° discorso all’incontro annuale con il mercato finanziario, aggiungendo che la crescita italiana ha il suo epicentro negli investimenti e da questi si deve ripartire. Secondo Savona, la fiducia trova alimento nella crescita reale, che a sua volta la genera se il clima politico e sociale resta favorevole.

Da qui l’urgenza di far ripartire gli investimenti: “Il binomio fiducia-crescita riceverebbe un impulso certo e rilevante da un’azione congiunta del settore privato e pubblico italiano per attuare investimenti aggiuntivi nell’ordine di 20 miliardi di euro, utilizzando risparmio interno”, ha spiegato il presidente della Consob, che poi si è soffermato molto sul debito italiano dichiarando che i sospetti sulla possibilità di insolvenza del nostro debito pubblico sono oggettivamente infondati.

“Senza voler negare l’esistenza di problemi interni al paese, i giudizi negativi non di rado espressi da istituzioni sovranazionali, enti nazionali e centri privati, appaiono prossimi a pregiudizi, perché resi su basi parametriche finanziarie convenzionali che non tengono conto dei due pilastri che reggono la nostra economia e società: la forza competitiva delle nostre imprese sul mercato globale e il nostro buon livello di risparmio”, ha detto il numero uno della Consob, aggiungendo: “È come se l’Italia fosse collocata dentro la caverna di Socrate, o Platone se preferite, dove le luci fioche della conoscenza che in essa penetrano proiettano sulle pareti un immagine distorta della realtà”.

Grande parte del suo “discorso al mercato” è andata quindi proprio sulla solidità del paese e sul debito. “Ricreando la fiducia sulla solvibilità finanziaria del Paese si reinnesterebbe il circolo virtuoso dello sviluppo, che non è formato dal solo innalzamento della crescita materiale, ma da tutte le componenti della società. Avrebbe così fine quella che è stata autorevolmente definita ‘l’era del risentimento’ in cui viviamo e si recupererebbe ‘l’era delle speranze’ di portare la globalizzazione e le innovazioni tecnologiche al servizio di tutti”, ha precisato Savona.

“Alle soglie del terzo millennio, l’abnorme sviluppo della finanza innovativa ha causato nel 2008 una crisi finanziaria mondiale, sollecitando interventi consistenti a carico dei bilanci pubblici che hanno determinato una crescita abnorme dei debiti sovrani in quasi tutti i paesi. in Italia rapporto debito pubblico/Pil – che era tornato sotto il 100% nel 2007 – è risalito al 132,1% sotto la spinta delle difficoltà di adattamento al nuovo shock finanziario trasmessosi all’attività reale”, ha detto.

Poi ha proseguito dicendo: “Se il criterio di razionalità venisse accettato a livello europeo e fosse rispettato dalle autorità di Governo si restituirebbe ai debiti sovrani, incluso quello italiano, la dignità di ricchezza protetta che a essi attribuiscono giustamente gli investitori. Il raggiungimento di questa condizione allontanerebbe i sospetti sulla possibilità di insolvenza del nostro debito pubblico, oggettivamente infondati”. La teoria economica e la ricerca empirica, ha sottolineato il numero uno della Consob, “non hanno fornito una risposta univoca su quale sia il legame ottimale tra il debito pubblico e il Pil, soprattutto se il rapporto è valutato in modo indipendente dallo stato della fiducia. L’esempio del Giappone è istruttivo: se la fiducia nel Paese è solida e la base di risparmio sufficiente, livelli di indebitamento nell’ordine del 200% rispetto al Pil non contrastano con gli obiettivi economici e sociali perseguiti dalla politica. Ciò non significa – ha proseguito Savona – che non esista un limite all’indebitamento ma, come insegna un elementare criterio di razionalità economica, per garantirne la sostenibilità il suo saggio di incremento deve restare immediatamente al di sotto del saggio di crescita del Pil. Ogni indicatore che comporta l’esistenza di un limite oggettivo alla crescita, come l’output gap, resta privo di validità storica e pratica, ancor prima che logica”.

Oltre all’esigenza di avere una politica che dia fiducia e incoraggi il mantenimento e la formazione di risparmio in tutte le sue forme, nonché il suo incanalamento verso l’attività produttiva, secondo Savona, un contributo significativo alla stabilità finanziaria verrebbe dalla creazione di un titolo europeo privo di rischio. Secondo il professore l’asimmetria data dal fatto che l’unico “safe asset” esistente oggi in Europa sia di fatto il Bund tedesco “è un fattore di instabilità del sistema finanziario dell’eurozona”. Un European safe asset alternativo ai Bund e ai Treasury Bill e Bond, ha concluso Savona, “migliorerebbe la razionalità distributiva della creazione monetaria, governerebbe taluni disturbi alla stabilità finanziaria, anche provenienti dai debiti sovrani in eccesso, attenuerebbe le divergenze nei tassi dell’interesse all’interno dell’eurozona”.

Savona ha parlato poi di alcuni fattori distorsivi, legati alla sottovalutazione di alcuni aspetti importanti della solidità economica del paese. La posizione finanziaria dell’Italia con l’estero è sostanzialmente in equilibrio e dal 2013 l’Italia dispone di flussi di risparmio in eccesso rispetto all’uso interno. In merito al contesto in cui versa il nostro Paese, il presidente della Consob ha spiegato che tra le cause di questa situazione non si può certo noverare la scarsità di risparmio, quanto il suo insufficiente utilizzo al nostro interno.

Nella sua relazione annuale al mercato finanziario, Savona ha infatti reso onore al risparmio degli italiani, definito “il punto di forza della nostra società”, tanto da essere “elevato a valore costituzionale”.

 

Stefania Pescarmona
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