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Ops su Ubi, per Intesa è arrivato l’ok di Ivass

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

17 Giugno 2020
Tempo di lettura: 2 min
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Il via libera di Ivass all’ops su Ubi è per Intesa un altro passo verso il perfezionamento dell’offerta. Si attendono ora a breve il verdetto di Consob e Antitrust, mentre Ca’ de Sass accusa Victor Massiah di non rispettare la regola della passività

Dopo l’aumento del capitale sociale deliberato da Intesa il 16/6, un altro tassello si aggiunge al puzzle dell’ops Intesa-Ubi: l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) ha dato la sua autorizzazione all’acquisizione indiretta di una partecipazione di controllo in BancAssurance Popolari e di partecipazioni qualificate in Aviva Vita e Lombarda Vita.

Per l’ops Intesa-Ubi c’è il via libera di Ivass

Il semaforo verde fa parte del percorso dell’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria di Intesa sulla totalità delle azioni Ubi Banca. Intesa Sanpaolo ha anche ricevuto l’autorizzazione preventiva dell’autorità lussemburghese “Commission de Surveillance du Secteur Financier” all’acquisizione indiretta di una partecipazione di controllo in Pramerica Management Company, con sede in Lussemburgo.

Sia in ambito assicurativo che wealth mangement il modello di Intesa si alimenta con fabbriche prodotto interne, mentre Ubi ha anche accordi con terze parti. Sempre nell’ambito assicurativo, Intesa ha raggiunto un accordo con Unipol. Quest’ultimo accordo riguarda la cessione, direttamente o per il tramite di società controllata, di rami d’azienda partecipati da BancAssurance Popolari, Lombarda Vita e Aviva Vita. Unipolsai Assicurazioni e Intesa procederanno quindi alla definizione dei rami assicurativi e al loro successivo trasferimento non appena sarà possibile avere accesso ai dati e alle informazioni di BancAssurance Popolari, Lombarda Vita e Aviva Vita.

L’autorizzazione Ivass segue quella della Bce e precede di qualche giorno quella della Consob. Si attende poi anche il via libera dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Per far fronte ai rilievi eccepiti dall’Antitrust, Intesa Sanpaolo ha ulteriormente affinato l’accordo con Bper Banca: all’istituto modenese dovrebbero così andare 532 filiali qualora l’ops Intesa-Ubi dovesse andare in porto.

Messina accusa Massiah di non rispettare la regola della passività

L’ulteriore passo verso il perfezionamento dell’offerta pubblica di scambio giunge in un momento particolarmente caldo dell’iter. La banca di Carlo Messina accusa infatti quella di Victor Massiah di non attenersi alla passivity rule, ossia di non lasciare liberi i soci di valutare se aderire o meno all’offerta di Intesa. La “regola della passività” infatti mira a salvaguardare la contendibilità delle società quotate, impedendo che gli amministratori attuino iniziative difensive per scongiurare offerte e scalate esterne. Secondo Intesa, Ubi avrebbe più volte violato la regola di passività denigrando l’offerta di Ca’ de Sass, impedendo agli azionisti di scegliere autonomamente. In una lettera di Intesa Sanpaolo (Repubblica) di legge quanto segue. “Poiché l’attivismo del vostro manager pare diretto a impedire o ritardare la pubblicazione e l’avvio dell’ops, occorre ribadire che sono gli azionisti gli unici soggetti destinatari della stessa titolari esclusivi del diritto di riceverla, valutarla, di accettarla o rifiutarla”.

Teresa Scarale
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caporedattore
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