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Nava sui trend finanziari: “Spostamento evidente da finanza pubblica a finanza private”

05 Febbraio 2019 · Riccardo Sabbatini · 3 min

  • ll direttore DG Fisma della Commissione europea ha fatto gli auguri di buon lavoro a Paolo Savona, designato proprio a succedergli alla guida della Consob

  • Trend ininterrotto di crescita nel continente da 22 trimestri. Anche la disoccupazione è scesa ai minimi nel 2018

  • Mifid2: “Non esiste una direttiva perfetta. Dobbiamo avere una continua interlocuzione con il mercato”

L’ex presidente Consob, Mario Nava, apre i lavori di Consulentia19, l’incontro annuale dei consulenti finanziari Anasf, dando un quadro sostanzialmente ottimistico della costruzione europea

Nel giorno della designazione di Paolo Savona a presidente della Consob, il proscenio lo ha preso Mario Nava, il precedente presidente della commissione, dimessosi a settembre dopo appena 5 mesi di burrascoso mandato.

Mario Nava apre i lavori

Invitato dall’Anasf ad aprire Consulentia, l’annuale meeting dei consulenti finanziari, Nava ha evitato accuratamente ogni accenno polemico al suo abbandono limitandosi a rivolgere “tanti auguri al presidente designato e ai colleghi della Consob”. E, nel suo attuale incarico di direttore DG Fisma della Commissione europea, ha indicato i principali trend sull’andamento dell’economia e della finanza nel continente. A dispetto dello scetticismo di tanti, il suo è stato un quadro sostanzialmente ottimistico della situazione esistente e dei progressi conseguiti in questi anni dalla costruzione europea.

“Distinguere i fatti dalle percezioni”

“Bisogna – ha spiegato – distinguere i fatti dalle percezioni. Veniamo da 22 trimestri consecutivi in cui l’Europa cresce. Il 2018 è stato l’anno in cui più europei sono stati al lavoro con una diminuzione al 6,7% del tasso disoccupazione”. Non solo. “L’Europa è l’area al mondo con la distribuzione del reddito meno diseguale”. E c’è un’incrollabile certezza: “In tutti i paesi l’euro è voluto della maggioranza dei cittadini, anche dalla stragrande maggioranza degli italiani. L’euro è al di là di ogni ragionevole dubbio, l’euro è forever”.

Ed i diffusi disagi che fanno crescere i consensi ai sovranisti di tanti paesi (Italia inclusa)? “L’opinione pubblica è differenziata – ha osservato – il punto fondamentale è che le famiglie non percepiscono i progressi e occorre dirlo”

Positivo è stato anche il giudizio sull’ultima ondata di regolamentazioni europee. La Banking Union è “un eccellente buffer. Le crisi bancarie del 2017 non hanno prodotto alcuno scossone sull’economia”. Quanto al nodo della garanzia sui depositi, rimasto irrisolto, se ne parlerà alla prossima legislatura. Ma non sono stati eccessivi i requisiti di capitale richiesti alle banche? No, è stata la sua risposta, e la conferma viene dal fatto che gli istituti di credito hanno accumulato più patrimonio di quello che i regulator gli hanno chiesto. D’altra parte “le regole non possono essere troppo strette – diversamente bloccheremmo la crescita – ma neppure troppo lasche. L’attivo delle banche è tre volte il Pil europeo”.

La Capital market union

Quanto poi alla Capital market union è “un tentativo di aiutare la economia reale ad avere più robuste fonti di finanziamento. Rimuove gli ostacoli al fatto che nuovi strumenti di finanziamento possano circolare cross border. Le economie con fonti di finanziamento più diversificate – ha aggiunto – reggono meglio”. I principali risultati finora raggiunti riguardano le norme sulla cartolarizzazione e sui prospetti. E, proprio oggi, si è aggiunto anche un ulteriore tassello: l’accordo politico sugli investment funds.

Infine l’ex presidente della Consob si è soffermato sui più recenti trend dell’industria finanziaria. Lo sviluppo del settore private? “Sicuramente c’è uno spostamento da finanza pubblica a finanza privata. È un trend evidente e le regole lo stanno accompagnando”.

Le tecnologie digitali introducono anche nuovi rischi di mercato ma non bisogna avere eccessivi timori anche perché oggi “c’è una abitudine maggiore a gestire l’incertezza”.

“Infine Mifid2, delizia ma soprattutto croce dei consulenti finanziari: bisogna dare tempo al tempo, la direttiva perfetta non esiste ed è meglio che sia così. Dobbiamo avere una continua interlocuzione con il mercato e c’è comunque una clausola di revisione da poter far valere”.

Riccardo Sabbatini
Riccardo Sabbatini
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