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Mediobanca, Nagel, Del Vecchio e il wealth management

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

27 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il comparto del corporate e investment banking e del wealth management crescono rispettivamente del 48% e del 58% anno su anno

  • “Se il mercato rimane come in queste settimane, il coronavirus rappresenta più un acceleratore che un freno per queste operazioni”

  • Mediobanca sta seguendo le operazioni di fusione tra Nexi-Sia, Fca-Psa, nonché l’aumento di capitale di Bper

  • Non bisogna bloccare la distribuzione dei dividendi, ma adottare un approccio selettivo (come dice Profumo)

Alla vigilia del nuovo cda, l’ad di Mediobanca Alberto Nagel parla di Del Vecchio e delle “numerose operazioni fatte insieme”. Intanto, presenta i numeri brillanti della trimestrale, nel segno di un protagonista: il wealth management

“Con Leonardo Del Vecchio abbiamo costanti rapporti telefonici perché è giusto così, è un’importante azionista e imprenditore con cui abbiamo esperienza di numerose operazioni fatte insieme”, dice l’ad di Mediobanca Alberto Nagel alla vigilia dell’elezione del nuovo cda di Piazzetta Cuccia. La prima dopo che il patron di Essilor-Luxottica è salito con la sua holding Delfin al 10,162% del capitale della banca (5/10/2020). “Con Delfin abbiamo un confronto costruttivo e continuo. Da sempre il nostro approccio prevede un’interazione con gli azionisti importanti, come in questo caso”.

In attesa dell’assemblea del 28 ottobre 2020, chiude una buona – se non ottima – trimestrale, Mediobanca. Il comparto del corporate e investment banking (Cib) segna tre mesi da record, con utili netti (85 milioni di euro) in crescita del 48% anno su anno. Il wealth management è in crescita costante, registrando un utile di 22 milioni (+58%) E anche il settore consumer registra una ripresa più forte delle attese. L’utile netto della società si attesta a 200 milioni, e la raccolta di nuove masse nei segmenti affluent e private va a gonfie vele (900 milioni nel trimestre). Fanno da traino il potenziamento dell’offerta prodotti e delle reti distributive.

Nagel, la forza del wealth management

Piazzetta Cuccia si dimostra sempre più forte nel wealth management. Ma anche vigile a ogni occasione di mercato. “Siamo interessati ad asset compatibili con la nostra piattaforma e operanti nel wealth management in Italia di fascia medio-alta”, dice l’ad Alberto Nagel nella conference call per la presentazione della relazione trimestrale della banca. “Siamo sempre attivi nel vedere se ci siano finestre interessanti, ma al momento non ci sono”. La causa risiede “nel trend di mercato” ma è anche vero che “mancano gli asset in vendita”.

Per il momento, il covid non rappresenta una remora alle operazioni straordinarie. “Se il mercato rimane come in queste settimane, il coronavirus rappresenta più un acceleratore che un freno per queste operazioni”. Però occorre “l’individuazione delle giuste controparti: un processo che va costruito e ricercato e che richiede tempo”. Inoltre serve una “finestra adeguata”. Mediobanca ha rafforzato nell’esercizio la posizione di leadership sia nei segmenti che mercati core, prendendo parte alle più importanti operazioni straordinarie in Italia e Francia.

Fra le altre, Mediobanca sta seguendo le operazioni di fusione tra Nexi-Sia, Fca-Psa, nonché l’aumento di capitale di Bper. Tutti procedimenti che “sono in corso di esecuzione e si manifesteranno nel trimestre corrente o nei prossimi”. Prospettiva che porta Nagel ad avere una “buona previsione per quanto riguarda le commissioni anche per i prossimi trimestri”.

Infine, un commento sui dividendi sul possibile congelamento dei dividendi bancari da parte della Banca centrale europea. Nagel si dice d’accordo con Francesco Profumo: “Pensando al 2021 e tenendo conto dell’impatto del covid-19 bisogna cercare di capire chi e per quanto tempo è in condizioni di pagare dividendi rispetto a chi non ne ha la possibilità”. Per questo, anche il ceo di Mediobanca auspica “un approccio selettivo”, che “avrebbe il merito di rimettere al centro degli investitori l’equity bancario che oggi nei portafogli è stato abbandonato perché non c’è la possibilità di remunerare il capitale”.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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