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Le banche e il tema delle grandi manovre e delle grandi dimensioni

Le banche e il tema delle grandi manovre e delle grandi dimensioni

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

05 Giugno 2018
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  • A 10 anni dalla bancarotta di Lehman Brothers, le banche stanno nuovamente guardando alle dimensioni

  • Il merger tra Unicredit e SocGen – che capitalizzano circa 30-35 miliardi ciascuno, si qualificherebbe come “una fusione tra eguali”

  • La questione delle grandi manovre si è posta anche in Germania, tra Deutsche Bank e Commerzbank, e nel Regno Unito, con Barclays che sta guardando Standard Chartered

Intanto, mentre proseguono le voci di una possibile fusione con SocGen, Unicredit firma 2 accordi strategici di bancassurance con Allianz e Generali in Cee

“La tentazione di grandi manovre”. Così Les Echos apre parlando dell’ipotesi di fusione tra Unicredit e SocGen, che era stata lanciata ieri dal Financial Times, secondo cui il numero uno della prima banca italiana per asset, Jean Pierre Mustier (francese ed ex SocGen), sarebbe al lavoro già da mesi sul dossier. Il merger dei due istituti, che capitalizzano circa 30-35 miliardi ciascuno, si qualificherebbe come “una fusione tra eguali” e presenterebbe – secondo diversi analisti – poche sovrapposizioni, limitate sostanzialmente alla Russia.

Dunque, grandi manovre e grandi taglie, “a dimostrazione del fatto che, a 10 anni dalla bancarotta di Lehman Brothers, le banche stanno nuovamente guardando alle loro dimensioni”, spiega Les Echos, aggiungendo che la questione delle grandi manovre si è posta anche in Germania, tra Deutsche Bank e Commerzbank, e nel Regno Unito, dove Barclays starebbe prendendo in considerazione l’idea di avvicinarsi ad altri attori, come Standard Chartered.

In Borsa, intanto, al mattino Unicredit risulta invariata dopo che Société Générale ha nuovamente smentito le indiscrezioni su una futura possibile fusione, mentre dall’Italia è arrivato un “no comment”. Per Unicredit – secondo diversi operatori – SocGen rappresenterebbe un partner ideale poiché ne rafforzerebbe l’investment banking e le operazioni nell’Europa orientale.

Ma, proprio mentre proseguono le indiscrezioni sul possibile matrimonio con l’istituto francese, Unicredit ha annunciato die partnership important nel mondo della bancassurance. L’istituto di piazza Gae Aulenti ha infatti annunciato in mattinata di aver firmato due accordi esclusivi di partnership strategica con Allianz e Generali per la distribuzione di prodotti assicurativi per individui e piccole e medie imprese in Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Serbia, Slovacchia e Slovenia. Le partnership di lungo termine – spiega la nota – verranno gradualmente implementate nella seconda metà del 2018 e saranno focalizzate prevalentemente su prodotti  vita e non vita con Allianz e su prodotti Cpi (credit protection insurance) con Generali. Merita ricordare che Unicredit ha recentemente reso più efficienti le proprie attività di bancassicurazione in Cee con la creazione dell’area di business Cee bancassurance, guidata da Arcangelo M. Vassallo, a diretto riporto di Carlo Vivaldi, responsabile della divisione Cee.

Positivi gli analisti. Equita sim, si attende che il deal abbia impatti rilevanti sul Cet1 di Unicredit, come accade nel caso di accordi simili in Italia viste le dimensioni degli asset in questione (Unicredit ha Risk-weighted asset per circa 350 miliardi quindi un effetto positivo di 10 bp implicherebbe un pagamento di 350milioni). Inoltre, lo ritiene comunque positivo dal punto di vista qualitativo “visto che contribuirebbe a fare emergere il valore del franchise in Est Europa di Unicredit”, concludono gli analisti di Equita.

Ma le novità non si fermano qui. In mattinata, Unicredit ha siglato anche una partnership strategica con Meniga, leader globale nelle soluzioni  di digital banking. L’istituto bancario ha, infatti, dichiarato di avere acquisito una  partecipazione di minoranza nella compagnia, grazie a un investimento di 3,1 milioni di euro operato tramite Unicredit Evo. In pratica, Unicredit  integrerà il software di digital banking di Meniga partendo dall’Italia  e dalla Serbia. La partecipazione nella società rappresenta l’investimento  più recente operato da Unicredit tramite Unicredit Equity Venture  Opportunities dal momento della creazione nel 2016.

“UniCredit è fortemente impegnata nello sviluppo di prodotti e servizi  innovativi che offrano ai nostri clienti benefici tangibili”, ha commentato Gianni Franco Papa, dg di Unicredit e presidente di Unicredit Evo, che poi ha concluso dicendo: “Siamo  davvero felici di questa partnership con Meniga. Grazie a essa  proporremo le migliori soluzioni disponibili sul mercato, aiutando i  nostri clienti a gestire in modo più facile le loro attività bancarie  e finanziarie con un’esperienza personalizzata e user-friendly”.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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