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Lagarde: Politica fiscale fondamentale per crescita Eurozona

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Francesca Conti
Francesca Conti

22 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Secondo Lagarde per affrontare le sfide del futuro “bisogna passare a un nuovo mix di politiche europee, con una serie di elementi chiave”

  • “Un elemento chiave è la politica fiscale dell’area dell’euro, che non riguarda solo la posizione aggregata della spesa pubblica, ma anche la sua composizione”, ha spiegato Lagarde

  • “La politica monetaria continuerà a supportare l’economia e a rispondere a rischi futuri in linea con il nostro mandato di stabilità dei prezzi”, ha dichiarato la presidente

Gli interventi di politica monetaria sono stati un forte fattore di spinta per la crescita dell’Eurozona. Ma da soli non bastano. Parola della numero uno della Bce, Christine Lagarde

La politica monetaria, da sola, non basta. Per sostenere la crescita in Europa è necessario anche un intervento fiscale dei singoli stati dell’Unione. Questo il messaggio principale del secondo discorso di Christine Lagarde, neo presidente della Banca centrale europea.

“È chiaro che la politica monetaria potrebbe raggiungere i suoi obiettivi più rapidamente e con meno effetti collaterali se altre politiche sostenessero la crescita al suo fianco”, ha affermato Lagarde intervenendo all’European Banking Congress di Francoforte. Un discorso in scia di continuità con il suo predecessore Mario Draghi.

“Un elemento chiave – ha infatti precisato Lagarde – è la politica fiscale dell’area dell’euro, che non riguarda solo la posizione aggregata della spesa pubblica, ma anche la sua composizione”. E per affrontare le sfide del futuro “bisogna passare a un nuovo mix di politiche europee, con una serie di elementi chiave“, sottolinea Lagarde.

Il primo è la politica monetaria della Bce “che è stata un fattore fondamentale di spinta della domanda interna durante la ripresa e questa posizione di politica monetaria rimane in effetto” e “come indicato nella forward guidance della Bce la politica monetaria continuerà a supportare l’economia e a rispondere a rischi futuri in linea con il nostro mandato di stabilità dei prezzi. E monitoreremo costantemente gli effetti collaterali delle nostre politiche”.

Altro “elemento chiave è la politica fiscale dell’area dell’euro”, in particolare per quel che riguarda gli investimenti. Questi, in particolare, “sono sia la domanda di oggi, sia l’offerta di domani“, e devono condurre verso “un futuro comune più produttivo, più digitale e più verde”.

Certo, ammette la numero uno di Francoforte, “le esigenze di investimento sono ovviamente specifiche da paese a paese”, ma quelli “pubblici nell’area dell’euro rimangono leggermente al di sotto dei livelli pre-crisi“. E per rilanciare gli investimenti “possono svolgere un ruolo sia le politiche nazionali che i programmi europei come InvestEU”.

“Siamo di fronte a un contesto globale caratterizzato dall’incertezza”, ammonisce però Lagarde. “Ma credo che – prosegue – se affronteremo questa sfida nel modo giusto, possa anche essere una finestra di opportunità. Abbiamo una possibilità unica di rispondere a un mondo in evoluzione e stimolante investendo nel nostro futuro, rafforzando le nostre istituzioni comuni e dando più forza alla seconda economia più grande del mondo”.

Un processo che, secondo la presidente della Bce, non sarà semplice. “Questo richiede di pensare diversamente all’Europa. Quasi certamente non sarà facile. Ma come disse una volta San Francesco d’Assisi, “inizia facendo ciò che è necessario, quindi fai ciò che è possibile e all’improvviso stai facendo l’impossibile“.

Francesca Conti
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