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Italia, le frizioni sul debito infiammano lo spread

15 Maggio 2019 · Francesca Conti · 2 min

  • Il 15 maggio lo spread tra Btp e Bund tedeschi ha toccato quota 291 punti base, il valore massimo negli ultimi cinque mesi

  • In chiusura il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e tedeschi si è attestato a 284 punti base

  • La Borsa ha risentito dell’andamento del decennale italiano, con il Ftse Mib che ha terminato in calo dello 0,14% a 20.863,14 punti

  • A marzo il debito pubblico è diminuito di 4,4 miliardi rispetto al mese precedente, fermandosi a 2.358,8 miliardi

Le frizioni del governo gialloverde infiammano lo spread, che raggiunge i massimi dallo scorso dicembre. Intanto Bankitalia migliora le prospettive sul debito pubblico

Le frizioni del governo gialloverde sul debito pubblico italiano contrastano con i dati in leggero miglioramento di Bankitalia. E la conseguenza è un’impennata dello spread – termometro di quanto i mercati percepiscano come solida la tenuta dei conti del Paese – che il 15 maggio arriva a toccare quota 291 punti base. Per il differenziale di rendimento tra Btp e Bund a 10 anni si tratta dei massimi da dicembre, raggiunti dopo aver aperto in area 280, avvicinandosi pericolosamente alla soglia dei 300 punti. Nemmeno il leggero raffreddamento della chiusura a 284 punti riesce a convincere i mercati.

Ad accendere la miccia dello spread sono state dichiarazioni come quelle del vicepremier Matteo Salvini, che ha definito “doveroso” sforare i tetti europei su deficit e debito per attaccare la disoccupazione. Una posizione che ha chiamato in causa – in clima di campagna elettorale – la repentina risposta del vicepremier Lugi Di Maio, che ha fatto appello alla responsabilità di governo del collega ministro. A questo scenario non si sono poi aggiunti i venti di tensione dovuti alla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, che hanno spinto gli investitori verso i cosiddetti beni rifugio, come i titoli tedeschi.

Il nervosismo dei mercati, che si legge nelle oscillazioni dello spread, è ingiustificato ma comprensibile alla vigilia di queste importanti elezioni europee”, ha dichiarato il ministro del’Economia Giovanni Tria. Per il ministro la tensione sarebbe ingiustificata dato che “gli obiettivi di finanza pubblica del Governo sono quelli proposti dal governo stesso e approvati dal Parlamento con il Def” e “il Governo è al lavoro perchè questi obiettivi siano raggiunti nel quadro di una politica di sostegno alla crescita e all’occupazione”. Intanto le Borse europee, negative per tutta la seduta, hanno chiuso sopra la parità. Lieve segno meno per Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha terminato in calo dello 0,14% a 20.863,14 punti.

La Banca d’Italia ha invece riferito che, dopo aver registrato diversi record al rialzo, a marzo il debito pubblico è diminuito di 4,4 miliardi rispetto al mese precedente, fermandosi a 2.358,8 miliardi. Il fabbisogno del mese (20,2 miliardi) è stato più che compensato dalla diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (22,4 miliardi), mentre un aiutino ulteriore è arrivato da premi all’emissione e al rimborso, rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e variazione dei tassi di cambio, che hanno nel complesso eroso il debito di ulteriori 2,3 miliardi.

Resta da chiedersi quali riflessi potrebbe avere questo nuovo contesto sulle aste dei titoli di stato. Al momento le richieste degli investitori sembrano tenere. Il 14 maggio l’asta di Btp, che ha visto l’assegnazione di titoli a 3, 7 e 30 anni per 6,75 miliardi, ha registrato il collocamento del massimo dell’ammontare in offerta. Anche se via XX Settembre ha dovuto alzare leggermente i tassi di interesse.

Francesca Conti
Francesca Conti
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