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Italia, debito record e crescita in stand-by

15 Aprile 2019 · Francesca Conti · 2 min

  • Bankitalia calcola a febbraio un debito in crescita a quasi 2.363,7 miliardi di euro dai 2.363,5 miliardi di euro a gennaio

  • Via Nazionale aggiunge 5,3 miliardi di euro in più a fine 2018 rispetto a quanto comunicato in precedenza, con il livello del debito che sale al 132,2% del Pil, contro l’iniziale 132,1%

  • Secondo 42 economisti interpellati da Bloomberg in un report, l’Italia dovrebbe mettere a segno una crescita di appena lo 0,1% nel 2019, partendo con un primo trimestre ancora negativo (-0,1%)

  • Piazza Affari ha intanto aggiornato i suoi massimi annui con il Ftse Mib che ha chiuso a 21.892 punti (+0,16%)

Bankitalia aggiorna le stime sul debito pubblico che tocca un nuovo record: 2.363,7 miliardi. Intanto, mentre il ministro Tria assicura che è in atto una graduale ripresa dell’economia, 42 economisti interpellati da Bloomberg stimano una crescita dello 0,1% nel 2019

Nel giorno in cui il ministro dell’Economia Giovanni Tria assicura in un’intervista alla Cnbc che è in atto una graduale “ripresa della nostra economia”, il debito pubblico nazionale tocca un nuovo record – sempre negativo – e viene rivisto al rialzo. La Banca d’Italia calcola a febbraio un monte del debito in leggera crescita a 2.363,7 miliardi di euro dai 2.363,5 miliardi di gennaio. Se si guarda all’anno precedente, il monte del debito era 2.293,616 miliardi. Su base annua, quindi, l’aumento è di 70 miliardi. Ma soprattutto l’ultima revisione dei criteri per il calcolo del Pil da parte dell’Istat costringe Palazzo Koch a una correzione: a fine 2018 vengono aggiunti 5,3 miliardi in più rispetto a quanto comunicato in precedenza, con il livello del debito che sale al 132,2% del Pil, contro l’iniziale 132,1%.

Via Nazionale corregge anche i livelli di debito del 2017, in aumento di 5,5 miliardi di euro, e del 2016, aggiungendo 0,8 miliardi. “Le revisioni riflettono principalmente l’ampliamento del perimetro delle amministrazioni pubbliche definito dall’Istat in accordo con l’Eurostat”, spiega Bankitalia in una nota. Il riferimento è al nuovo conteggio del novero delle Pa, che aveva fatto scattare delle rivisitazioni dei recenti numeri di finanza pubblica sia da parte dell’Istat che della stessa Banca centrale. Da Palazzo Koch fanno sapere che la questione sarà approfondita il 18 aprile, quando è atteso il Bollettino economico degli esperti dell’istituto centrale guidato dal governatore Ignazio Visco, che comunicheranno la loro visione della congiuntura e potrebbero aggiornare le prospettive di crescita.

Nel frattempo, secondo 42 economisti interpellati da Bloomberg in un report, l’Italia dovrebbe mettere a segno una crescita di appena lo 0,1% nel 2019, partendo con un primo trimestre ancora negativo (-0,1%) nonostante il rimbalzo della produzione industriale, e con un’uscita dalla recessione nel secondo trimestre (+0,1%). Segnali positivi vengono però intanto da Piazza Affari, che ha aggiornato i massimi annui. Il Ftse Mib ha chiuso a 21.892 punti (+0,16%), senza superare in chiusura quota 22mila punti, livello oltrepassato brevemente nei primi scorci di giornata. L’indice milanese viaggia sui massimi dallo scorso luglio con un balzo di quasi +20%.

Intanto il Def, approvato la scorsa settimana, debutta in Parlamento. Al via dunque il consueto round di audizioni: Confindustria e sindacati aprono le danze il 15 aprile seguiti da Istat, Banca d’Italia, Ufficio parlamentare di bilancio e altri il 16, mentre mercoledì 17 tocca al ministro Tria. E proprio il ministro dell’Economia è intervenuto – sempre ai microfoni della Cnbc – sulle clausole di salvaguardia e i 23 miliardi di euro di possibile aumento dell’Iva: “Penso che troveremo una soluzione bilanciata: riformeremo il sistema fiscale e continueremo a farlo progressivamente, considerando i nostri vincoli di bilancio. Non vedo alcun problema, perché il nostro impegno con la Commissione è sul deficit strutturale e questo significa che viene considerato il ciclo economico. Quindi rispetteremo questo impegno”.

Francesca Conti
Francesca Conti
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