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Intesa-Ubi, il rilancio infiamma l’ultima settimana

Intesa-Ubi, il rilancio infiamma l’ultima settimana

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

20 Luglio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Ubi Banca chiude la seduta di Borsa a +14,01% e l’obiettivo di Intesa di salire al del 66,67% del capitale della banca bresciana è sempre più vicino

  • Ubi è ora valutata implicitamente 3,684 euro per azione (4,2 miliardi di euro) sulla base della “quotazione del titolo Intesa di venerdì più la componente cash di 0,57 euro

  • Dopo l’annuncio di Intesa del rilancio di 57 centesimi per azione è caduto il fronte del “no” con il primo azionista istituzionale di Ubi, la Fondazione Crc che ha aderito all’offerta pubblica di scambio. Lo stesso hanno fatto Fondazione Banca del Monte di Lombardia e il Sindacato Azionisti Ubi Banca

Il rilancio economico di Carlo Messina sull’ops Intesa-Ubi alimenta il rally del titolo di quest’ultima a piazza Affari. E la settimana si prospetta “col turbo”

Ubi Banca chiude la seduta di Borsa a +14,01% e l’obiettivo di Intesa di salire al del 66,67% del capitale della banca bresciana è sempre più vicino. Il 28 luglio si concluderà ufficialmente l’offerta pubblica di scambio volontaria lanciata da Carlo Messina il 17 febbraio 2020 sulla banca guidata da Victor Massiah. Le azioni Ubi acquistate sul mercato il 27 e il 28 luglio non potranno però essere apportate in adesione all’offerta, quindi è questa l’ultima settimana per “chiudere la partita”.

Gli analisti sono sempre più convinti nel giudicare “irrinunciabile” l’offerta pubblica di scambio di Intesa su Ubi. Ubs ad esempio ritiene che l’offerta ora è destinata a “sorprendere il mercato”. Gli analisti di Hsbc credono che la mossa di Intesa Sanpaolo “convincerà gli azionisti di Ubi a partecipare all’offerta”. La componente in contanti ha un impatto “marginale sul Cet1 della nuova entità (si stima ora il 12,7)”. Isp ha mantenuto tutti gli obiettivi finanziari dell’operazione invariati”.

Ubi è ora valutata implicitamente 3,684 euro per azione (4,2 miliardi di euro) sulla base della “quotazione del titolo Intesa di venerdì più la componente cash di 0,57 euro (652 milioni di euro per il 100% di accettazione), quindi il 12,7% in più rispetto al prezzo del titolo Ubi Friday”, evidenziano gli analisti di Kepler Cheuvreux. Le condizioni migliorate dovrebbero consentire a Intesa di raggiungere l’obiettivo di raggiungere il 66,67% del capitale di Ubi che garantirebbe il controllo del “suo Egm e di conseguenza la fusione dei due banche e il raggiungimento di sinergie complete”.

Il prezzo offerto per Ubi (implicito 3,605 euro sulla base di un rapporto di cambio 1,7x e 0,57 euro in contanti) è molto più alto della “nostra valutazione di Ubi standalone. Intesa Sanpaolo giustifica un prezzo così alto per le sinergie che si aspetta di ottenere (700 milioni di euro al lordo delle imposte entro il 2024)”, afferma Bank of America.

Intesa- Ubi, scricchiola il fronte dei “no” dopo il rilancio

Dopo l’annuncio di Intesa del rilancio di 57 centesimi per azione è caduto il fronte del “no” con il primo azionista istituzionale di Ubi, la Fondazione Crc che ha aderito all’offerta pubblica di scambio. Lo stesso hanno fatto Fondazione Banca del Monte di Lombardia e il Sindacato Azionisti Ubi Banca. La partita si è quindi sbloccata anche in scia al via libera seppur condizionato dell’Antitrust che sempre nei giorni scorsi ha detto sì all’operazione chiedendo però la cessione di un numero maggiore di sportelli: entro sei mesi Intesa dovrà cedere 532 filiali per ovviare alle perplessità dell’authority sulla concorrenza.

Ora inizia il rush finale. L’obiettivo del 66,67% delle adesioni è importante dato che garantirebbe la fusione delle due banche, con il raggiungimento di sinergie complete.

“Anche con l’aggiunta di una componente in contanti nell’ops su Ubi Banca, Intesa Sanpaolo “preserva pienamente la capacità reddituale e la solidità patrimoniale” e conferma “tutti i principali obiettivi del progetto”, ha assicurato l’a.d. di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina dopo l’aumento del corrispettivo dell’Ops su Ubi.

Fra i target dell’istituto ci sono raggiungere un utile netto non inferiore a 5 miliardi di euro già nel 2022, distribuire ai propri azionisti dividendi elevati e sostenibili, accelerare la riduzione dei crediti deteriorati senza costi per gli azionisti e confermare una elevata solidità patrimoniale, con un common equity ratio previsto a un livello superiore al 13%.

Teresa Scarale
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caporedattore
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