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Intesa, brillano i conti trimestrali: utile balza a 6,4 mld

Intesa, brillano i conti trimestrali: utile balza a 6,4 mld

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

04 Novembre 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • Nei primi nove mesi del 2020, Intesa Sanpaolo ha conseguito un utile netto pari a 3,1 miliardi di euro. E’ il migliore dei nove mesi dal 2008, includendo gli accantonamenti per gli impatti covid. Un risultato che ha superato le previsioni

  • Nel quarto trimestre Isp deciderà come utilizzare l’avviamento negativo pari a 3,3 miliardi “per rafforzare il bilancio della banca e affrontare il 2021 in una condizione di ulteriore solidità. Un importo “superiore alle aspettative”, da utilizzarsi anche per “accelerare la riduzione dei crediti deteriorati”

  • I conti trimestrali Intesa mostrano inoltre una significativa ripresa del margine di interesse e delle commissioni. In più, il flusso netto delle masse di risparmio in gestione è in accelerazione. In forte calo poi i costi, confermando un livello di efficienza operativa tra più elevati in Europa

La banca dell’anno si conferma Intesa, i cui brillanti conti trimestrali celebrano un 2020 all’insegna del consolidamento e dell’efficienza operativa. L’utile è il più elevato dei nove mesi da 12 anni a questa parte, anche considerando gli accantonamenti covid. L’integrazione con Ubi procede “senza criticità”. Si attende una distribuzione dei dividendi. La solidità di Ca de’ Sass è una certezza (anche) per il sistema-paese

Comunque si chiuderà quest’anno, Carlo Messina ne uscirà vincitore. Dall’opas Ubi ai conti, passando per la crisi covid. Nei primi nove mesi del 2020, comunica l’ad del gruppo Intesa Sanpaolo, “abbiamo conseguito un utile netto pari a 3,1 miliardi di euro”, il migliore dei nove mesi dal 2008. Escludendo gli accantonamenti per gli impatti futuri legati al covid-19 “il risultato sarebbe stato pari a 4 miliardi di euro”. Un risultato che ha “superato l’impegno previsto per il 2020”. Ovvero quello di “un utile netto di almeno 3 miliardi”.

Considerando i 3,3 miliardi di goodwill negativo e il risultato proveniente, in soli due mesi da Ubi Banca, “l’utile balza a 6,4 miliardi”. Nel quarto trimestre Isp deciderà come utilizzare l’avviamento negativo “per rafforzare il bilancio della banca e affrontare il 2021 in una condizione di ulteriore solidità. Si tratta di “un importo superiore alle aspettative”, da utilizzarsi anche per “accelerare la riduzione dei crediti deteriorati”.

Conti trimestrali Intesa: una macchina per fare risultato

“Ho sempre definito Intesa Sanpaolo come una macchina per fare risultato”, procede Carlo Messina. “Questo è vero ed ora, in questo particolare momento, lo dimostra ancora di più”. Senza considerare l’acquisizione di Ubi Banca, ci si attende che l’utile netto di Intesa possa essere non inferiore a 3 miliardi di euro nel 2020 e non inferiore a circa 3,5 miliardi nel 2021. L’integrazione con Ubi Banca, che ha tenuto banco da febbraio a luglio 2020, ha reso ancora più solida la posizione del gruppo. “Tutti i passaggi previsti dal processo di integrazione si stanno realizzando secondo i tempi previsti. In alcuni casi stiamo raggiungendo in anticipo gli obiettivi fissati”. Perciò, Messina si aspetta di “ottenere sinergie significative, anche superiori ai 700 milioni annunciati a giugno”.

Nel terzo trimestre, i ricavi beneficiano di una significativa ripresa del margine di interesse e delle commissioni. Inoltre, il flusso netto delle masse di risparmio in gestione è in accelerazione. Continua il forte calo dei costi, confermando il nostro livello di efficienza operativa tra più elevati a livello europeo”. Anche i coefficienti patrimoniali, già “estremamente solidi”, sono in crescita. Il common equity ratio è al 15,2%.  “Nei primi nove mesi dell’anno abbiamo 1,3 miliardi di accantonamenti per futuri impatti legati al Covid-19, di cui 430 milioni nel terzo trimestre”.

Gli analisti di Jefferies confermano i solidi trend sottostanti dato che margine di interesse, commissioni e costi risultano migliori delle attese. Positivi anche il capitale e gli npl in continua diminuzione. Il rating è Buy, con prezzo obiettivo di 2,15. Il flusso di nuovi crediti deteriorati è al livello più basso mai registrato nei primi nove mesi dell’anno. “Nel solo terzo trimestre il capitale che siamo stati in grado di generare è stato superiore all’impatto derivante dall’integrazione di Ubi. Grazie alla forza di oltre 1000 miliardi di euro di risparmi che gli italiani ci affidano, siamo un Gruppo campione nazionale e leader a livello europeo”.

Dividendi in arrivo

Messina conferma la politica dei dividendi. Si prevede la distribuzione di dividendi cash per un payout ratio pari al 75% del risultato netto per l’esercizio 2020 e del 70% per l’esercizio 2021. Sempre che non arrivino stop dalla Bce. L’attuale raccomandazione di “pausa” alla distribuzione dei dividendi scade il 1° gennaio 2021. Oltre alla prevista distribuzione di dividendi cash da utile netto del 2020, Isp intende ottenere l’approvazione della Bce per una distribuzione cash da riserve nel 2021 alla luce dell’utile netto 2019 allocato a riserve nel 2020.

Intesa, oltre i conti trimestrali: un impegno contro il covid

Poi Messina nella sua conference call ricorda che le risorse destinate per fronteggiare l’emergenza “superano i 125 milioni”. Il credito a disposizione di famiglie e imprese ammonta a 60 miliardi. 66 miliardi l’ammontare di moratorie concesse, con prestiti a garanzia statale per un totale di circa 24 miliardi.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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