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Gli intermediari finanziari al test della competenza

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Francesco Di Carlo
Francesco Di Carlo

18 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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Un nuovo regolamento Consob recepisce le linee guida dell’Esma sulle conoscenze che deve possedere chi fornisce alla clientela informazioni o consulenza sui servizi di investimento

Una novità normativa in fase di prima applicazione con cui gli intermediari sono chiamati a confrontarsi è rappresentata dagli obblighi e adempimenti in materia di requisiti di conoscenza e competenza personale.
La relativa disciplina – introdotta nel Regolamento Intermediari (Regolamento Consob n. 20307/2018) in un (nuovo) titolo ad esse dedicato (il Titolo IX) – discende dall’art. 25 della Mifid2 (Direttiva 2014/65/UE) ed è altresì oggetto di linee-guida dell’Esma (“Guidelines for the assessment of knowledge and competence”).
L’idea di fondo è che una maggiore qualificazione del personale possa essere funzionale ad una più elevata tutela della clientela. Pertanto, come regola generale i membri del personale che fornisce informazioni alla clientela su strumenti finanziari, servizi di investimento o accessori e/o che presta il servizio di consulenza in materia di investimenti deve essere in possesso di specifici requisiti di conoscenza ed esperienza professionale (ossia, di uno dei titoli di studio specificamente individuati, accompagnato, o integrato a seconda del caso, da un periodo di esperienza lavorativa, la cui durata – compresa tra sei mesi e due anni – è inversamente proporzionale alla rilevanza del titolo di studio ai fini dello svolgimento dell’attività).

Gli intermediari sono quindi chiamati, tra l’altro:

  1. Ad “assicurare” che il personale
interessato abbia i relativi requisiti individuati normativamente. Gli intermediari sono così soggetti ad una specifica responsabilità, che comporta il sorgere di un obbligo valutativo in capo ai medesimi sia in fase di instaurazione del rapporto di lavoro o di collaborazione, ma anche in via continuativa
  2. Ad effettuare almeno annualmente una revisione delle esigenze di sviluppo e formazione del personale interessato, anche avvalendosi di un soggetto esterno
  3. Ad effettuare una specifica formazione in caso di specifici eventi (i.e. introduzione di un nuovo prodotto)
  4. A garantire in via continuativa il mantenimento da parte del personale delle qualifiche idonee e l’aggiornamento delle proprie conoscenze e competenze. Sotto tale prospettiva, sono chiamati ad organizzare un’attività di formazione continua
ed aggiornamento che preveda la partecipazione
a corsi di almeno 30 ore annue e che si concludano con lo svolgimento di un test di verifica.

Al fine di chiarire alcuni aspetti (anche operativi) di tale disciplina, Consob ha emanato il 5 ottobre u.s. degli orientamenti applicativi in forma di Q&A. Nello specifico, sono fornite indicazioni in merito a vari profili, tra cui la definizione del campo di applicazione della nuova disciplina, il contenuto dei requisiti di conoscenza e competenza (ad esempio, in merito alla valenza da attribuirsi a certificazioni espressamente riconosciute in altri Stati Ue) e ai contenuti degli obblighi degli intermediari.

A tale ultimo riguardo, si è chiarito – tra l’altro – che è rimessa alla discrezionalità di ciascun intermediario la definizione delle modalità attraverso cui effettuare la revisione delle esigenze di sviluppo e formazione del personale interessato, non sussistendo alcun obbligo di ricorrere a determinate specifiche metodologie (ad esempio, un test). È stato inoltre chiarito che la formazione relativa all’offerta di nuovi prodotti può essere computata nell’ambito del percorso di formazione continua, così come la formazione relativa alla normativa antiriciclaggio (laddove l’intermediario abbia rilevato un’esigenza di formazione del personale in materia).

Altro aspetto di rilievo, è stato chiarito che l’erogazione del percorso continuo di formazione potrà essere effettuata direttamente dall’intermediario o, a discrezione di quest’ultimo, ricorrendo a soggetti terzi, anche diversi da quelli specifica- mente tipizzati nel Regolamento Intermediari per l’erogazione dei corsi di formazioni specifica la cui frequenza consente di dimezzare il requisito temporale dell’esperienza professionale.

Francesco Di Carlo
Francesco Di Carlo
Socio fondatore dello studio legale 5Lex. Ha ricoperto e ricopre incarichi in primarie società del suo settore di competenza: attualmente è presidente del collegio sindacale di Italmobiliare, sindaco effettivo di Mediobanca e di Clessidra SGR, consigliere di amministrazione di Milano Investment Partners SGR, sindaco supplente di Assicurazioni Generali, Generali Italia e Telecom Italia.
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