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Inflazione, obiettivo del 2% ancora lontano per Europa e Italia

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Livia Caivano
Livia Caivano

17 Aprile 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’istat conferma le previsioni di crescita per il mese

  • In caso di mancate coperture l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto sarà inevitabile

Pubblicati i dati sulla crescita dei prezzi al consumo relativa mese di marzo: in Italia torna all’1%, stabile. Nel frattempo il Ministro dell’Economia Tria annuncia che l’aumento dell’Iva si fa sempre più vicino

Un nuovo rallentamento dell’inflazione nell’Euro Zona: secondo i dati pubblicati dall’Eurostat la crescita dei prezzi al consumo a marzo è pari all’1,4%, in linea con quelli diffusi nella stima preliminare. A febbraio l’inflazione nell’area valutaria era stata dell’1,5%, e del 1,4% a gennaio. Rimane quindi ancora lontano l’obbiettivo del 2% a cui la Banca Centrale Europea mira e per il quale Mario Draghi si è detto disposto a dare ulteriore supporto in una logica di crescita dell’economia dell’intera Eurozona. Nel mese, poi, stima l’Istat, in Italia l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell’1% su base annua (com’era successo anche a febbraio). A dicembre 2018 aveva perso 4 punti percentuali mentre era tornata a crescere nel mese di febbraio.

La stabilità dei prezzi non è però l’unico problema che l’Italia si trova a dover affrontare. Lo spettro dell’aumento dell’Iva torna a minacciare il sonno di commercianti. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha infatti confermato in audizione davanti alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato che le clausole di salvaguardia potrebbero scattare in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di bilancio concordati con l’Unione Europea. “La legislazione vigente in materia fiscale è confermata in attesa di definire nei prossimi mesi misure alternative – precisa il Ministro 5Stelle – Lo scenario tendenziale del Def incorpora i rialzi dell’Iva e delle accise”. Le risorse necessarie possono arrivare da flat tax o rimodulazioni dell’imposta sul valore aggiunto? “Si possono fare stime di ogni tipo, di vari disegni possibili di modifica delle aliquote Irpef più o meno avanzate con una certa progressione, al Mef le stime sulle possibili misure sono fatte in continuità”. Rimane però certo che “tutto quello che faremo dovrà rispettare le compatibilità con la politica di bilancio”, avverte: il rialzo dell’Iva dal prossimo gennaio sarà quindi confermato in assenza di misure “alternative”.

Le scelte di politica economica che il Governo si trova ad affrontare sono rese ancora più difficili dalle peggiorate prospettive di crescita del Paese. In riferimento alle stime passate a 0,2% dal precedente 1% è secondo il Ministro “una stima equilibrata e coerente”, ma non ci troviamo in una fase di recessione ma piuttosto “davanti a un forte rallentamento” ma “con previsioni più ottimistiche” per i primi mesi dell’anno.

Livia Caivano
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