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Icg Conference, il rapporto tra cda e investitori

Icg Conference, il rapporto tra cda e investitori

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

11 Dicembre 2018
Tempo di lettura: 3 min
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  • Corcos (Assogestioni): “L’Italia è stata uno dei primi Paesi ad aver adottato i principi di Stewardship”

  • Rivera (ministero dell’Economia): “Il governo presenterà nei primi giorni di febbraio la bozza definitiva del decreto legislativo di recepimento della direttiva sui diritti degli azionisti (shareholder rights, ndr)”

  • Un forte coinvolgimento degli investitori nella corporate governance può aiutare a migliorare i risultati finanziari e non-finanziari delle società

Secondo Corcos (Assogestioni), la composizione dei cda è una priorità per gli investitori. Ma che ruolo hanno questi ultimi nella composizione dei board? Intanto, il governo presenterà a inizio febbraio la bozza definitiva del decreto legislativo di recepimento della direttiva sui diritti degli azionisti (shareholder rights)

“Negli ultimi anni, la composizione dei consigli di amministrazione è diventata una priorità per gli investitori”. Lo ha detto Tommaso Corcos, presidente di Assogestioni  e ad di Eurizon (gruppo Intesa Sanpaolo), introducendo la seconda giornata dell’Italy corporate governance conference (Icg), che ha visto anche la partecipazione di Innocenzo Cipolletta, presidente di Assonime, Alessandro Rivera, direttore generale del Tesoro, Ludger Schuknecht, vicesegretario generale dell’Ocse e di Anna Genovese, presidente vicario della Consob.

A Palazzo Mezzanotte di Milano è continuato, infatti, il confronto tra i principali esponenti della comunità finanziaria italiana e internazionale, passando dal tema dell’attivismo degli investitori alle opportunità e alle sfide legate all’utilizzo del blockchain nella corporate governance.

L’Italia è stata uno dei primi Paesi ad aver adottato i principi di Stewardship, una serie di best practies di alto livello con l’obiettivo di favorire il confronto fra le società di gestione e le emittenti quotate in cui esse investono”, ha detto Corcos, che è anche vicepresidente del Comitato per la Corporate Governance. Questo approccio è stato rafforzato dalla Shareholder Rights Directive II, che modifica la Direttiva 2007/36/CE relativa all’esercizio di alcuni diritti degli azionisti di società quotate (Shareholder Rights Directive, SRD).

Gli occhi vanno ora all’inizio del prossimo anno. Dopo l’approvazione nel maggio del 2017 del Parlamento e del Consiglio europeo della modifica della direttiva del 2007, il direttore generale del ministero dell’Economia, Alessandro Rivera ha detto che “il governo presenterà nei primi giorni di febbraio la bozza definitiva del decreto legislativo di recepimento della direttiva sui diritti degli azionisti  (shareholder rights)”. Nelle scorse settimane, infatti, lo stesso ministero aveva posto in consultazione la bozza iniziale del provvedimento, indicando come data limite per far pervenire le osservazioni all’articolato legislativo il prossimo 18 dicembre.
In considerazione dei tempi stretti a disposizione, Rivera ha spiegato che si terrà conto anche dei documenti arrivati fuori tempo massimo.  Essendo richiesta entro il 10 giugno 2019 l’implementazione della modifica, il governo avrebbe dunque necessità di avviare rapidamente l’iter legislativo di approvazione del decreto legislativo. Si tratta di un provvedimento assai atteso dall’industria finanziaria perché detta regole in materia di retribuzione dei manager, di policy di intervento (engagement) dei gestori nei confronti delle società quotate su cui investono e di meccanismi per identificare la compagine societaria da parte delle stesse società quotate.

La Shareholder Rights Directive II evidenzia come un forte coinvolgimento degli investitori nella corporate governance è “una delle leve che può aiutare a migliorare i risultati finanziari e non-finanziari delle società, inclusi quelli relativi a fattori ambientali, sociali e di governance”, ha poi aggiunto Corcos, che si aspetta che i consigli di amministrazione dedichino un’attenzione crescente alle strategie di lungo periodo, alla supervisione dei risultati secondo i criteri Esg e al contributo al raggiungimento dei Sustainable development goals.  

Una cosa è certa: i dati relativi all’ultima stagione assembleare danno piena evidenza dell’impegno dei gestori di sviluppare un dialogo continuo e costruttivo con le società in cui investono. Intanto, nel 2018, si è appreso, che gli investitori istituzionali coordinati dal Comitato dei gestori di Assogestioni hanno depositato 83 liste di candidati in 60 società molte appartenenti al Ftse Mib e al Mid Cap, ma anche ad aziende dell’Aim. Sono stati eletti 99 candidati presentati di cui 58 consiglieri di amministrazione e 41 sindaci. Oggi complessivamente risultano in carica 216 tra amministratori e sindaci eletti dalle liste presentate dal Comitato dei gestori.

Rita Annunziata
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