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La Germania non è in recessione: sospiro di sollievo per l’Ue

La Germania non è in recessione: sospiro di sollievo per l’Ue

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Francesca Conti
Francesca Conti

14 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il Pil tedesco nel terzo trimestre cresce dello 0,1% congiunturale. Quanto basta per non aggiungere una seconda contrazione di fila dell’economia, che avrebbe decretato la recessione tecnica

  • Anche il Pil italiano è cresciuto dello 0,1% nel terzo trimestre del 2019. A gennaio il Belpaese era invece caduto in recessione tecnica

  • Lo “sviluppo economico resta fragile”, commenta anche il ministro dell’Economia tedesco Peter Altmaier

Con un inatteso rialzo del Pil nazionale dello 0,1% nel terzo trimestre, la Germania evita la temuta recessione tecnica. Ma per il governo di Berlino i numeri restano “troppo deboli”

Recessione evitata per un soffio, ma il quadro economico resta fragile. Con un’inattesa ripresa del Pil nel terzo trimestre, la Germania evita – per il momento – la recessione tecnica, ma per Berlino il quadro congiunturale complessivo si è chiaramente “raffreddato”. Un respiro di sollievo per l’Europa, visto il ruolo centrale del Paese per nell’economia del Vecchio continente.

Il Pil tedesco nel terzo trimestre, conferma l’istituto Ifo, cresce dello 0,1% congiunturale. Quanto basta per non aggiungere al -0,2% del secondo trimestre (rivisto al ribasso rispetto allo 0,1% stimato in precedenza) una seconda contrazione di fila dell’economia, che avrebbe decretato la recessione tecnica. Di questa si parla infatti quando il prodotto interno lordo di un paese segna un calo (congiunturale) per due trimestri consecutivi.

A crescere dello 0,1% nel terzo trimestre è stato anche il Pil italiano, caduto invece in recessione tecnica a gennaio di quest’anno. La crescita di Italia e Germania nel terzo trimestre si confronta a livello europeo con un aumento dello 0,3% per la Francia (oltre le attese), dello 0,4% per la Spagna e dello 0,3% per il Regno Unito, dato – quest’ultimo – per cui anche Londra è riuscita a evitare una recessione tecnica.

Per il governo di Berlino i numeri relativi al terzo trimestre sono comunque “ancora troppo deboli”. L’economia tedesca, fortemente orientata all’export, in questi ultimi mesi è stata fortemente colpita dalle tensioni in atto a livello globale sul commercio, oltre che dall’incertezza sulla Brexit e dalle nuove norme europee relative al settore automobilistico. Lo “sviluppo economico resta fragile”, commenta anche il ministro dell’Economia tedesco Peter Altmaier.

La recessione, per il momento, è comunque scongiurata. A contribuire al risultato trimestrale sono stati l’aumento della spesa delle famiglie e del governo tedesco che hanno compensato una forte flessione nel settore manifatturiero legata al calo dell’export. “Il confronto trimestrale mostra che i contributi positivi nel terzo trimestre provengono principalmente dai consumi, secondo i calcoli provvisori” spiega Destatis, l’ufficio federale di statistica tedesco.

Nei prossimi mesi si prevede un alleggerimento della dinamica recessiva globale: in parte perché “le probabilità di una ‘hard Brexit’ o di una perdurante escalation dei conflitti commerciali innescati dagli Usa sembrano diminuite”, sottolinea l’istituto Ifo. Dall’altra perché l’attuale movimento degli ordini industriali e i risultati nel manifatturiero indicano “che vi è luce alla fine del tunnel congiunturale”.

Francesca Conti
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