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Forex, per il mercato arriva il codice di condotta

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

28 Giugno 2018
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  • Il Forex si dota di un insieme di regole standardizzate e globali

  • 55 i principi cardine, che afferiscono a governance, etica, esecuzione, condivisione delle informazioni, gestione del rischio

Assiom Forex istituisce FX GLOBAL CODE, il primo registro europeo per la sottoscrizione delle best practice nel mercato dei cambi valutari

Best Practice anche per il Forex

Oggi 28 giugno 2018 è stato istituito pubblico registro europeo per l’adesione al Forex global code. Si tratta di un codice di condotta globale non solo per le banche, ma anche per tutte le quelle istituzioni, anche private, che a vario titolo operano nel mercato globale dei cambi. La loro adesione al codice avviene mediante la sottoscrizione di una “Dichiarazione di impegno” il cui testo è stato elaborato dal FX Working Group e costituisce una base comune per tutti i partecipanti al mercato.

Assiom Forex e Banca d’Italia hanno presentato congiuntamente principi e modalità di adesione al pubblico registro che identificherà le controparti sottoscriventi le best practice. Le quali d’ora in avanti costituiranno anche un pre-requisito per la partecipazione al Foreign Exchange Market Contact Group della Bce.

Un insieme di regole standardizzate

Assiom è  la prima associazione europea ad istituire il pubblico registro per le controparti. L’adesione a queste regole costituisce una dichiarazione di impegno da parte dell’operatore. Si tratta di 55 pincipi su base volontaria, i quali costituiscono un codice globale applicato in tutto il mondo. E’ fondamentale sottolineare che si tratta di un accordo di collaborazione non solo europeo, ma internazionale. Le banche centrali del SEBC hanno infatti deciso di adottare un approccio armonizzato rispetto al codice. Lo hanno fatto creando una task-force incaricata di fornire le linee guida per l’interpretazione del codice e per la sua adozione. Stabilendo, tra le altre cose, anche le modalità di incentivazione delle proprie controparti ad aderire. Al momento di scrivere, i registri nazionali predisposti nel mondo sono dieci, per un totale di 354 aderenti. La Banca d’Italia è stata la prima firmataria per il nostro Paese.

Una facoltà di adesione caldamente suggerita

L’obiettivo è quello di rendere facilmente identificabili gli operatori che si sono impegnati pubblicamente al rispetto del codice, facilitando il confronto e la scelta fra controparti e fornitori di servizi.

Le aree dei 55 principi

Etica. I partecipanti devono tenere un comportamento etico e professionale che promuova l’equità e l’integrità del mercato.

Governance. I partecipanti devono avere una solida struttura di governance che fornisca una chiara divisione dei ruoli e delle responsabilità all’interno del mercato.

Esecuzione. I partecipanti devono operare con attenzione affinchè il mercato resti liquido, trasparente ed equo.

Condivisione delle informazioni. I partecipanti devono essere chiari e accurati nelle loro comunicazioni, le informazioni confidenziali non devono essere diffuse.

Gestione del rischio e compliance. I partecipanti devono promuovere ed effettuare una serie di controlli per identificare, gestire e riportare eventuali rischi derivanti dalle loro attività.

Conferme e regolamento. I partecipanti sono tenuti ad avere e mantenere processi di post trade che siano il più trasparenti ed efficienti possibile in modo da limitare i rischi e permettere alle operazioni di regolarsi correttamente.

Le dichiarazioni di Assiom e Bankitalia

Le nuove regole sono “mirate a disincentivare comportamenti contrari a quelle che sono state individuate come best practice, a supporto di un mercato solido, equo, liquido, aperto, trasparente e sorretto da standard etici”. E’ quanto ha dichiarato fra l’altro Marco Bertotti, segretario generale di Assiom Forex.

“La pubblicazione su registri pubblici rappresenta la modalità più efficace per sviluppare la trasparenza e supportare l’affermazione del codice. Pur non essendo uno strumento giuridico vincolante”. E’ quanto sottolinea Patrizia Ceccacci, Direttore addetto alla Divisione Operazioni di politica monetaria e in cambi della Banca d’Italia. “Il codice costituisce un completamento alle prassi e alla normativa vigente a livello locale, da utilizzare nel rispetto del diritto applicabile. Dalla sua natura non regolamentare, nasce l’esigenza delle banche centrali di supportare e incentivare l’adozione volontaria dello stesso da parte di tutti gli operatori attivi sul mercato dei cambi, al fine di raggiungere l’obiettivo di ripristinare la fiducia nel buon funzionamento di tale mercato e nella correttezza dei suoi attori.”

 

Teresa Scarale
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