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Minute Fed, spaventa la guerra commerciale di Trump

Minute Fed, spaventa la guerra commerciale di Trump

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Livia Caivano
Livia Caivano

23 Agosto 2018
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  • Riviste al rialzo le previsioni di crescita dell’economia Usa

  • Confermato il terzo rialzo dei tassi entro la fine del 2018

  • Preoccupazione per l’eventuale protrarsi delle tensioni commerciali con la Cina

Nelle minute dell’ultimo board la Federal Reserve esprime grande preoccupazione per i dazi imposti dall’amministrazione Trump ai partner internazionali e annuncia un nuovo rialzo dei tassi a breve

La Fed continua a credere nell’espansione dell’economia americana. Seppur prevedendo un rallentamento nel secondo semestre, sono riviste al rialzo rispetto a giugno le stime di crescita per il 2018 e 2019. I fondamentali economici come la spesa delle famiglie, il mercato del lavoro e gli investimenti societari rimangano forti, si legge nelle minute dell’ultima riunione della banca centrale americana.

Fed vs Trump

Grande è l’attesa per il debutto del presidente Jerome Powell al summit annuale di Jackson Hole. L’opinione pubblica americana si interroga su come il successore di Janet Yellen saprà replicare all’attacco di Donald Trump, che si è definito nei giorni scorsi “non esaltato dal rialzo dei tassi”.

Impossibile poi evitare il tema dazi. Specie oggi che entrano in vigore le nuove tasse da 16 miliardi sull’import cinese. Da quanto emerge dai documenti pubblicati nella serata del 22 agosto, la Fed teme fortemente le ripercussioni che le tensioni commerciali con la Cina potrebbero avere sull’economia Usa. I membri del board sono unanimi nel considerare il conflitto commerciale “un’importante fonte di incertezza e rischio”. Il protrarsi della frattura con Pechino e gli altri partner “può danneggiare gli investimenti societari, la fiducia e le assunzioni da parte delle aziende” che se non si sono ancora adeguate, potrebbero vedersi costrette a farlo presto.

foto dell'insegna federal reserve
La sede della Federal Reserve a Washington Dc, Usa

Rialzo dei tassi in autunno

Non si tratta dell’unico allarme lanciato al presidente. L’esaurimento dello stimolo fiscale varato dall’amministrazione Trump rappresenta un rischio e “una crescita superiore al trend nel lungo periodo può far crescere eccessivamente disuguaglianze ed inflazione”. Le condizioni finanziarie e la politica monetaria americana sono “ancora accomodanti”, si legge nelle minute, ma il board sta valutando un restringimento. La banca centrale americana conferma le previsioni: i tassi verranno rialzati a breve, probabilmente nella prossima riunione, in settembre. Se l’economia mantiene il trend, “sarà probabilmente appropriato fare un altro passo” nel percorso di rialzo tassi, (il terzo nel 2018) così come largamente anticipato dal mercato. Si tratterà con ogni probabilità di un rialzo dello 0,25% a fronte del livello attuale compreso tra l’1,75% e il 2%. Più che certo che la linea di condotta rimarrà quella del “percorso graduale di rialzo dei tassi”.

Livia Caivano
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