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Elezioni europee, cosa aspettarsi dopo il voto? Parlano gli analisti

Elezioni europee, cosa aspettarsi dopo il voto? Parlano gli analisti

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Francesca Conti
Francesca Conti

27 Maggio 2019
Tempo di lettura: 5 min
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  • Le Borse europee hanno reagito bene all’esito delle elezione, ma i Btp italiani sono tornati sotto pressione

  • Per Michele De Michelis, cio di Frame Am, “ai mercati ormai dà più fastidio un tweet che un’elezione”

  • Secondo Carlo De Luca, head asset management di Gamma Capital Markets, a dettare l’agenda dei mercati per i prossimi mesi saranno “la risposta dell’Europa sul deficit e l’instabilità politica data da tensioni all’interno del governo”

  • Per Jansen e van Zwol di NN Investment Partners, “i risultati elettorali non dovrebbero influenzare in modo significativo i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona o la direzione dell’Europa

I partiti populisti di estrema destra – anche se hanno ottenuto buoni risultati in Paesi come Italia e Francia – non hanno la maggioranza in Parlamento, dove l’equilibrio dei partiti tradizionali dovrebbe rimanere stabile. Come reagiranno i mercati all’esito del voto? E in Italia? Ecco la view del mondo dell’asset management

L’Italia è stata l’ultimo Paese a chiudere i seggi, ma ormai i risultati delle elezioni europei sono noti. In alcuni Paesi – in particolare Italia e Francia – i partiti populisti di estrema destra hanno ottenuto buoni risultati. Ma in generale non hanno la maggioranza in Parlamento, dove l’equilibrio dei partiti tradizionali dovrebbe rimanere stabile. I mercati sembrano avere già in parte somatizzato l’esito del voto, ma con due pesi diverse: se le Borse europee (compreso il Ftse Mib) se le Borse europee hanno aperto molto bene, i Btp italiani sono tornati sotto pressione. I mercati continueranno a reagire seguendo questa direzione? Oppure possiamo aspettarci turbolenze inattese? Ecco la view degli asset manager.

Frame Asset Management

“Credo che i mercati abbiano ben altre preoccupazioni in questo momento. Le piazze finanziarie si stanno sempre più abituando alle turbolenze politiche europee. Se è vero che solitamente sopportano male tutto ciò che è inaspettato, è vero anche che via via si stanno abituando ai cambiamenti. Politica e mercati europei non sono più così legati”, spiega a We Wealth Michele De Michelis, cio di Frame Am. “La Brexit non sta più generando le reazioni di un tempo. Oggi, al contrario, è più rilevante la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. Ai mercati ormai dà più fastidio un tweet che non un’elezione”, prosegue il manager.

Quanto all’Italia, “mi aspettavo esattamente questo scenario. Salvini mi sembra che dica esattamente quello che l’italiano medio vuole sentirsi dire. È stato molto bravo dal punto di vista mediatico, al contrario del M5S. Ma non per questo, credo, ci saranno variazioni sui mercati. L’Italia è sempre osservata speciale: abbiamo il terzo più alto debito pubblico a livello mondiale. Quando sei in un mercato unico dei capitali devi saper rispettare determinate regole. Il governo gialloverde ha più volte detto di non volerlo fare e i mercati hanno punito questo atteggiamento reagendo male. L’Italia ha una ricchezza enorme, ma paga certi atteggiamenti”, continu De Michelis.

“La partita – secondo il manager – potrebbe giocarsi sul piano delle istituzioni europee, come la Bce. “È un bel problema. Se non ci fosse stato Draghi, non so neanche se ci sarebbe stata una Bce. Io credo che in questo momento all’Europa serva una riforma fiscale come quella che Trump ha fatto negli Usa. Una riforma sarebbe necessaria dopo anni di austerity. Questo ovviamente necessita dell’appoggio dei vertici delle istituzioni europee come la Bce. I tedeschi, per dire, hanno sempre osteggiato questa possibilità. Mi auguro che il futuro numero uno della Bce sia uno ‘stile Draghi’, non stile tedesco. La vedo dura”.

Gamma Capital Markets

“I sovranisti hanno vinto in Francia e in Italia ma al Parlamento europeo non hanno la maggioranza. Questo sicuramente mette l’Italia un po’ all’angolo. Un commissario europeo italiano sarebbe un commissario ‘di secondo grado’, perché il Paese verrebbe visto come anti-europeista. A livello politico potremo avere delle difficoltà”, commenta a We Wealth Carlo De Luca, head asset management di Gamma Capital Markets.

“Però secondo me – prosegue – il vero problema è sarà aspettare la lettera dell’Europa il prossimo 5 giugno, perché con quella lettera verrà commentato lo sforamento del rapporto deficit Pil (siamo passati dal 131,4% del Pil al 132,2%). Violando le regole del patto di stabilità potremmo andare incontro a una sanzione da 3,5 miliardi di euro. Non si scherza. Bisognerà capire anche i toni di quel documento e come a quel punto risponderanno il governo e Salvini. Abbiamo visto a cosa ha portato una guerra mediatica contro l’Europa lo scorso anno: è qualcosa assolutamente da evitare”.

Inoltre, “il governo potrebbe traballare. Specialmente se passa il tema dell’autonomia regionale, fortemente sostenuto dalla Lega. Si creerebbero regioni di serie A e di serie B. Credo che Di Maio perderebbe molti voti, visto che le regioni dal Sud, da cui il M5S ha ricevuto un larghissimo consenso nelle scorse elezioni, verrebbero classificate come di serie B. Si creerebbe una situazione ambigua, che potrebbe portare alla caduta del governo. Questa, a sua volta, restringerebbe lo spread e farebbe salire la Borsa”, sottolinea De Luca.

“Gli investitori istituzionali – continua – vogliono un governo europeista, perché dà più stabilità. Non vogliono un governo che vada contro l’Europa. Non è una questione politica, ma prettamente economica: nel momento in cui un Paese fondamentale come l’Italia fa la guerra a Bruxelles, è chiaro che questo porta instabilità e ai mercati l’instabilità non piace. I toni utilizzati negli ultimi giorni, anche nel post elezioni, non mi sembrano di conciliazione, piuttosto di scontro. Lo scontro dà incertezza e l’incertezza fa aumentare lo spread e scendere l’azionario”.

“A mio avviso la risposta dell’Europa sul deficit e l’instabilità politica data da tensioni all’interno del governo (come nel caso delle autonomie) sono molto rilevanti. Da un certo punto di vista il problema elezioni è stato accantonato: i sovranisti non hanno vinto e gli europeisti possono governare. Ma non possiamo dire adesso che è passata la tempesta, dobbiamo aspettare la lettera del 5 giugno e vedere come si svilupperanno determinate questioni all’interno del governo. Non sarà facile. Gli investitori, quando vedono queste nuvole all’orizzonte, iniziano a vendere. L’Italia osservata speciale dei mercati? È la prima in classifica”, conclude il manager.

NN Investment Partners

“I partiti populisti hanno fatto progressi in tutta Europa, ma non hanno goduto dello straordinario successo che alcuni esperti avevano previsto”, tuttavia, “il loro successo elettorale aumenterà la loro influenza nelle commissioni e in altri campi, compromettendo potenzialmente la stabilità delle istituzioni europee”, commentano Roel Jansen, co-lead portfolio manager Euro Investment Grade credit e Hans van Zwol, senior portfolio manager LDI & Rates, di NN Investment Partners. Secondo i manager “i partiti populisti non possono smantellare l’integrazione europea, ma potrebbero ostacolarne il progresso”.

Per Jansen e van Zwol, “i risultati elettorali non dovrebbero influenzare in modo significativo i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona o la direzione dell’Europa. Nonostante la forte dimostrazione dei partiti populisti, i partiti tradizionali dovrebbero essere in grado di formare una maggioranza praticabile con relativa facilità. Inoltre, i mercati hanno già scontato i risultati sulla base delle proiezioni pre-elettorali. L’impatto potrebbe essere diverso per i singoli paesi, soprattutto in Italia, dove le accresciute tensioni tra i partner della coalizione, la Lega e l’M5S, hanno spinto le speculazioni sul futuro del governo italiano”.

Ci sono quindi “buone ragioni per essere cauti sul debito italiano, ma i mercati potrebbero reagire positivamente ad un governo in cui la Lega ha maggiore influenza, in quanto il partito è visto come più favorevole al mercato del M5S”, continuano i manager. Per quanto riguarda i mercati del credito, “riteniamo che le elezioni avranno un impatto molto più profondo sulla politica interna in Italia e nel Regno Unito che sulla politica europea”, sottolineano i gestori, spiegando che “in Italia, l’attuale governo è abbastanza esposto alle discussioni interne”.

“Non ci aspettiamo che i mercati azionari europei reagiscano in modo aggressivo all’esito delle elezioni, in quanto altre tematiche (come la guerra commerciale Usa-Cina) probabilmente domineranno le notizie e avranno conseguenze maggiori. Inoltre, i mercati azionari avevano già ampiamente valutato il successo dei partiti populisti. Tuttavia, con i populisti destinati ad acquisire maggiore influenza e la minaccia di un ulteriore rallentamento dell’integrazione, i premi per il rischio richiesti sulle azioni europee potrebbero aumentare nel medio-lungo termine. Ciò comporterebbe dei contraccolpi per i mercati azionari europei”, proseguono i manager.

Francesca Conti
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