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Ocf: "E ora dobbiamo dimostrare di saper guidare la macchina"

04 Febbraio 2019 · Riccardo Sabbatini · 3 min

Carla Rabitti Bedogni, presidente dell’Ocf (l’Organismo dei consulenti finanziari), parla delle priorità dell’ente che ha appena rilevato dalla Consob i compiti di vigilanza sulla categoria. Robo advisor? “Ci interessa, è nostro compito seguire l’innovazione”

A dieci anni di vita l’organismo dei consulenti finanziari (Ocf) è entrato nella maggiore età. Completato il trasferimento di competenze dalla Consob, ha assunto per intero la responsabilità sull’albo dei consulenti finanziari e sulle società che prestano consulenza. Quali saranno le prossime tappe? We Wealth lo ha chiesto al presidente Carla Rabitti Bedogni.“Quest’anno l’Organismo affronta le sfide più importanti. La Consob, dopo un rigoroso esame per prendere la patente di guida, ci ha dato le chiavi della macchina. Ora dobbiamo dimostrare di saper guidare la macchina lungo un percorso che non è mai stato semplice e seguendo strade inesplorate anche dalla stessa Consob; mi riferisco alla vigilanza sui consulenti finanziari autonomi e sulle società di consulenza finanziaria. L’aver preso la patente non ci rende immuni dagli incidenti di percorso che possono sempre esserci… guideremo però con prudenza attraverso una vigilanza attenta, rigorosa e soprattutto tempestiva. La nostra priorità è mantenere e, se possibile, diminuire il tasso di delinquency dell’Albo che è già tra i più bassi. Solo così eserciteremo al meglio i compiti che il legislatore ci ha assegnato avendo come fine ultimo la tutela del risparmio e del mercato.

 

Foto di Carla Rabitti Bedogni
Carla Rabitti Bedogni, presidente dell'organismo dei consulenti finanziari (Ocf)

In che modo saranno ripartite le competenze tra Consob e Ocf?

La Consob e l’Organismo vigilano sul rispetto delle regole Mifid ciascuno per i profili di propria competenza. La nostra competenza sulle regole Mifid è ovviamente limitata alle condotte degli iscritti all’albo. La Consob oltre alle competenze sui soggetti abilitati avrà il compito di verificare l’adeguatezza delle procedure interne adottate dall’Organismo per lo svolgimento dei compiti a questo affidati secondo quanto previsto dall’art. 31-bis del Tuf. Sarà dunque una vigilanza di secondo livello.

Il Nuovo organismo valuterà anche la qualità del servizio di consulenza?

Il merito delle raccomandazioni personalizzate disciplinate dalla Mifid non è valutabile dalle Autorità di vigilanza ed è giusto che non lo sia. La prestazione del servizio di consulenza è una obbligazione di mezzi e non di risultato in tutti gli ordinamenti dell’Unione. La Mifid però disciplina le modalità di prestazione del servizio e la vigilanza consiste proprio nella verifica dello svolgimento del servizio secondo tali modalità. Le Autorità nazionali, tra cui la nostra Consob, hanno disciplinato in modo puntuale la relazione cliente – consulente (vedi Regolamento Intermediari) e rispetto a queste regole Ocf esercita i poteri conferiti dalla legge. Le best practices si potranno ricavare dagli orientamenti Esma e Consob nonché dalle nostre decisioni.

Sottoposti alla vigilanza di Ocf sono i consulenti persone fisiche o le società di consulenza. Ma quando quest’attività assume la forma di un robo-advisor che succede?

Le norme sono chiare. La consulenza Mifid è una attività riservata soggetta ad autorizzazione. Anche se viene svolta per il tramite del robot advisor per la prestazione del servizio è necessario applicare le regole vigenti. Ricordo che gli strumenti automatizzati sono un mezzo che agevola la prestazione del servizio, ma chi utilizza tali strumenti è tenuto a rispettare le regole e a far sì che tutti i dispositivi automatizzati siano progettati in modo tale che non si possano verificare violazioni delle regole stesse. La materia ci interessa perché la vigilanza deve seguire l’innovazione. Siamo pronti ad affrontare anche questa nuova sfida.

Fino ad oggi, quando era affidata alla Consob, la vigilanza sui consulenti si è fondamentalmente basata sulle segnalazioni delle stesse società. Lo sarà con Ocf?

Oltre alle segnalazioni da parte degli intermediari, l’attività di vigilanza può essere attivata attraverso il sistema di vigilanza preventiva. I consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede e i consulenti finanziari autonomi dovranno comunicare all’Ocf un flusso di dati con cadenza trimestrale oppure semestrale. Tali dati, elaborati sulla base di specifici algoritmi, possono indirizzare l’azione di vigilanza verso situazioni potenzialmente critiche. Questo sistema consentirà economia e efficienza nella gestione delle risorse. Nello specifico sugli autonomi abbiamo previsto alcuni indicatori che possono segnalare criticità sul requisito di indipendenza e non escludiamo di poter individuare altri alert in futuro sulla base dell’esperienza di vigilanza.

Negli Usa la Finra nel 2017 – dove arrivano gli ultimi dati ufficiali – ha avviato 1367 azioni di vigilanza disponendo sanzioni per 65 milioni di dollari e chiedendo la restituzione agli investitori di somme per 67 milioni. Ocf ha simili poteri d’intervento, può cioè disporre la restituzione di capitali investiti ai risparmiatori?

La risposta è certamente no. Le sanzioni che può applicare l’Organismo sono fissate dalla normativa primaria. Il Tuf stabilisce che i consulenti finanziari sono puniti, in base alla gravità della violazione e tenuto conto dell’eventuale recidiva, con una delle seguenti sanzioni: a) richiamo scritto; b) sanzione amministrativa pecuniaria da euro cinquecentosedici a euro venticinquemilaottocentoventitre; c) sospensione da uno a quattro mesi dall’albo; d) radiazione dall’albo. Il risparmiatore potrà rivolgersi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (Acf) oppure al giudice civile.

Riccardo Sabbatini
Riccardo Sabbatini
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