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Crisi Covid, Unicredit rettifica 900 milioni di crediti

Crisi Covid, Unicredit rettifica 900 milioni di crediti

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

22 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’istituto prevede che molti clienti non saranno in grado di onorare i prestiti una volta passata la moratoria e sceglie la trasparenza. Con il plauso degli analisti

  • Nello stesso momento, l’amministratore di Unicredit Jean Pierre Mustier si riduce del 75% la remunerazione target prevista per il 2020, destinandola alla fondazione dell’istituto bancario

Unicredit per prima fra le banche italiane anticipa al primo trimestre 2020 un accantonamento da 900 milioni dii euro per probabili crediti in sofferenza. La decisione giunge dopo la sua nuova, drammatica stima sull’andamento attuale del Pil italiano

Unicredit fa da apripista nel mondo delle banche italiane e annuncia accantonamenti anticipati di circa 900 milioni di euro per “rettifiche addizionali” sui crediti per il primo trimestre del 2020. In altre parole, l’istituto prevede che molti saranno i crediti deteriorati una volta passata la moratoria. Nel primo trimestre del 2019, gli accantonamenti per crediti erano pari a 468 milioni di euro. La banca ha scelto di aggiornare la stima anche in seguito alle propria stima sul crollo del Pil.

Quest’ultima parla infatti di una riduzione del Pil per il 2020 pari al 13%. Nel 2021, il tasso di crescita dovrebbe essere invece del 10%. Queste stime includono, oltre all’impatto della pandemia Covid-19, gli effetti dell’azione combinata di governo e Bce, essendo coerenti con quelle dell’Unicredit Economics Research del 2 aprile 2020 e con quelle del Fondo monetario internazionale.

Gli accantonamenti di Unicredit: il plauso degli analisti

Già all’inizio di aprile, le sei maggiori banche americane (Bank of America, Citigroup, JPMorgan Chase, Wells Fargo, Goldman Sachs e Morgan Stanley) avevano aumentato i loro accantonamenti per crediti deteriorati a 25,4 miliardi di dollari. Un valore che segna un aumento del 350% anno su anno. Azzurra Guelfi, analista di Citigroup, dice al Financial Times che “Unicredit potrebbe trarre beneficio” da questa mossa trasparente sugli accantonamenti, “rimuovendo l’incertezza sulla potenziale misura delle perdite”. Le fa eco il collega di Jeffries, Benjie Creelan-Sandford, il quale evidenza che adesso questa mossa “metterà pressione sui concorrenti” affinché facciano lo stesso.

La scelta di Jean Pierre Mustier, amministratore delegato dell’istituto, ha una forte valenza di responsabilità. Le banche italiane infatti sono fra le maggiori detentrici dei titoli del debito pubblico del Paese, e il legame fra il loro stato di salute e quello dell’economia nazionale è strettissimo.

Intanto l’amministratore di Unicredit, Jean Pierre Mustier si riduce del 75% la remunerazione target prevista per il 2020. La remunerazione complessiva per questo esercizio, si legge nella nota della società, sarà di 900.000 euro. Mustier rinuncerà dunque a circa 2,7 milioni di euro, cifra che il Cda donerà con effetto immediato alla Fondazione Unicredit.

Unicredit, oltre la rettifica dei 900 milioni

Le stime del costo del rischio per il primo trimestre parlano di 110 punti base. Si tratta di un incremento di 80 punti dovuti proprio “all’aggiornamento dello scenario macro economico”, come si legge nella nota ufficiale della società. 30 punti base invece era il costo del rischio sottostante “sensibilmente migliore del target originario di 46 punti base previsto per l’anno. Pur considerando le difficoltà previsionali dovute all’attuale situazione, la stima del costo del rischio risulta pari a circa 100-120 punti base”. Tuttavia bisogna considerare i “potenziali effetti derivanti dai rischi che potrebbero materializzarsi nel corso dell’anno con riferimento a specifici settori e controparti, in particolare al termine dell’esercizio considerando la conclusione del periodo di moratoria”. Per il 2021 infatti il gruppo stima un costo del rischio pari a 70-90 punti base.

Comunque, “grazie al successo di Transform 2019” (il piano industriale appena concluso) “UniCredit ha una posizione di capitale estremamente solida”. Il patrimonio Cet1 dell’istituto di credito “rimarrà ampiamente superiore al target range di 200-250 punti base per tutto il 2020”. Notizie positive anche sul fronte liquidità, con una quota di copertura “superiore al 140 per cento alla fine del primo trimestre 2020”.

La lettera di Jean Pierre Mustier ai dipendenti

Nel giorno della rettifica ai crediti da parte Unicredit, il ceo Jean Pierre Mustier rassicura i dipendenti con una lettera. “In questo momento di incertezza, UniCredit resta una banca forte e solida con un Cet1 ratio di circa il 13 per cento e vanta una solida posizione di liquidità”.

“Come sapete bene in UniCredit adottiamo sempre un approccio prudente e conservativo quando si parla di rischi. E così, questa mattina, largamente in anticipo rispetto all’uscita dei risultati prevista per il 6 maggio, abbiamo annunciato ai mercati finanziari che i nostri risultati saranno impattati da Covid-19. Nulla di sorprendente, penserete, eppure come sapete ci impegniamo a essere sempre trasparenti e aperti nelle interazioni con tutti gli stakeholder: è il nostro approccio al fare sempre la cosa giusta”.

La prudenza come principio guida

Vogliamo essere molto prudenti e abbiamo quindi deciso di anticipare la contabilizzazione di 900 milioni addizionali di rettifiche su crediti già nel primo trimestre. Questo per prepararci all’inevitabile impatto negativo che questa situazione senza precedenti avrà su tutti i settori dell’economia. Tutte le banche dovranno adottare questo aggiustamento tecnico, secondo il principio contabile Ifrs9, ma noi preferiamo farlo ora così da mettercelo alle spalle”, prosegue Mustier.

“Tutto questo grazie al vostro grandissimo lavoro e al vostro impegno, che hanno reso Transform 2019 un successo. Grazie alle azioni che abbiamo intrapreso negli ultimi 3 anni per accelerare la cessione dei nostri NPLs e disfarci dei nostri asset non core, UniCredit è oggi in una posizione di forza che riflette la nostra capacità di sostenere attivamente i nostri clienti, le nostre comunità e le economie dei paesi in cui viviamo. Vi ringrazio tutti e lasciate che ribadisca, ancora una volta, quanto sono orgoglioso di come avete reagito alle incredibili sfide delle ultime settimane. So di poter contare su voi tutti per continuare a fare la cosa giusta. Restate al sicuro e continuate a prendervi cura di voi”, conclude Mustier.

Jean Pierre Mustier, ceo di Unicredit
Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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