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Consob, la flessione dei prodotti di investimento nel 2018

Consob, la flessione dei prodotti di investimento nel 2018

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Redazione We Wealth
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15 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Patrimonio gestito dagli intermediari italiani a giugno 2018 è risultato in flessione dell’1,8%, rispetto alla fine del 2017

  • Il patrimonio riferibile a Oicr aperti di diritto italiano è risultato in calo dell’1,4%

Secondo il bollettino Consob sull’intermediazione finanziaria nel primo semestre 2018, risulta in calo non solo la vendita dei prodotti finanziari ma anche quelli assicurativi a contenuto finanziario. Tutti i numeri

A fine giugno 2018, secondo quanto riportato dal report Consob, il patrimonio gestito dagli intermediari italiani è risultato in leggera flessione (-1,8%), rispetto alla fine del 2017. La ragione? Il calo del patrimonio riferibile a Oicr aperti di diritto italiano (-1,4%) e alle gestioni patrimoniali su base individuale istituite in Italia (-2,4%), pur a fronte dell’aumento del patrimonio riferibile a fondi chiusi di diritto italiano (+4,6%) e a fondi pensione e altre forme pensionistiche istituiti in Italia da società diverse da imprese di assicurazione (+0,3%). In leggera riduzione il patrimonio di Oicr aperti esteri detenuti in Italia (-1,7%).
Nel semestre la raccolta netta degli Oicr aperti di diritto italiano è stata positiva per 4,8 miliardi di euro.
I dati contabili delle sgr di diritto italiano mostrano un utile netto in linea rispetto allo stesso periodo del 2017 (-0.8%), mentre l’utile netto delle sim risulta cresciuto del 31,2%.

Servizi di investimento

Anche i volumi di attività relativi alla prestazione di servizi di investimento sono complessivamente diminuiti nel primo semestre del 2018 (collocamento di strumenti finanziari -12,8%, esecuzione ordini -3,1%, ricezione e trasmissione di ordini -13,9%), ad eccezione dei volumi relativi al servizio di negoziazione in conto proprio che hanno fatto registrare un considerevole aumento (+15,9%).

I premi lordi derivanti dal collocamento di prodotti assicurativi a prevalente contenuto finanziario distribuiti in Italia da intermediari italiani hanno fatto registrare un forte calo (-41,7%), dovuto alla flessione dei premi relativi alla distribuzione di polizze unit linked (-50,6%).

Nel primo semestre del 2018 la capitalizzazione delle società di diritto italiano con azioni ammesse alle negoziazioni su mercati regolamentati o su sistemi multilaterali di negoziazione italiani è diminuita del 2,9% e il rapporto fra capitalizzazione e pil è passato dal 34,4% a fine 2017 al 33,2% a fine giugno. Il numero di società quotate di diritto italiano è salito da 325 a 329 per effetto delle nuove quotazioni su Aim (+7) e dei delisting su Mta (-3).
I dati contabili consolidati delle società non finanziarie quotate su Mta mostrano, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un sensibile aumento dell’utile netto (+31,4%) ascrivibile a una riduzione dei costi del personale e degli oneri finanziari. Le banche quotate hanno registrato un calo dell’utile netto (-2,7%) dovuto principalmente all’incremento delle imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente, mentre le assicurazioni quotate hanno evidenziato un incremento dell’utile netto (+118,9%) imputabile sostanzialmente alla riduzione di costi e oneri.ù

Nel semestre il controvalore degli scambi di azioni di società quotate italiane su mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione italiani ed esteri è aumentato del 7,1% rispetto allo stesso periodo del 2017; l’aumento ha riguardato in particolare gli scambi su piattaforme di negoziazione estere. Il controvalore delle mancate consegne (fail) nella fase di regolamento è risultato pari al 3,8% del controvalore complessivo degli scambi su Mta (2,8% nel primo semestre del 2017).
Il controvalore nozionale degli scambi di derivati azionari ha segnato un incremento del 23,5% che ha riguardato gli strumenti su indice e le opzioni su azioni, a fronte di un calo degli scambi degli altri strumenti derivati su azioni. A fine giugno il controvalore nozionale delle posizioni aperte sui derivati azionari risultava superiore del 14,3% rispetto al dato di fine giugno 2017. Il controvalore nozionale degli scambi di derivati su merci ha registrato una flessione del 13,3% che ha riguardato tutti gli strumenti. A fine giugno le posizioni aperte sul future sull’energia elettrica risultavano in calo del 53,2% rispetto al dato di fine giugno 2017.
A fine giugno, le posizioni nette corte su azioni quotate italiane risultavano pari all’1,6% della capitalizzazione totale (1,8% a fine 2017); per le società del settore finanziario tale dato risultava pari al 2,2% della capitalizzazione di settore (invariato rispetto a fine 2017).

Nel semestre si è registrato un incremento del controvalore degli scambi di titoli di Stato italiani (+9,3%) sulle piattaforme di negoziazione italiane, dovuto in prevalenza all’incremento degli scambi su Mts (+24,2%). Viceversa, si è registrata una notevole contrazione del controvalore degli scambi di obbligazioni di emittenti italiani diverse dai titoli di Stato ( 22,0%), a causa di una flessione generalizzata degli scambi nelle piattaforme di negoziazione italiane. Inoltre, si è registrato un aumento del controvalore degli scambi di etf e strumenti finanziari derivati cartolarizzati (ETC/ETN) (+15,6%), riconducibile in particolare all’aumento degli scambi di exchange traded facilities (+20,7%).
A fine giugno i margini costituiti dagli aderenti al sistema di controparte centrale relativo ai mercati regolamentati italiani risultavano superiori del 19,6% rispetto al valore di fine 2017.

Nel semestre si è registrato un calo delle emissioni di obbligazioni di banche italiane rispetto al 2017, riconducibile a una sensibile riduzione delle offerte pubbliche sul mercato domestico (-40,9%), a fronte di un incremento di offerte private a investitori istituzionali (+10,7%).
A fine giugno il controvalore degli strumenti finanziari detenuti presso intermediari italiani a fronte della prestazione di servizi di investimento e di gestione del risparmio risultava diminuito del 3,1% rispetto al dato di fine 2017.

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