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Con Pramerica Intesa si avvicina alla vetta

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

14 Gennaio 2021
Tempo di lettura: 2 min
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  • Intesa Sanpaolo ha completato l’acquisizione del restante 35% di Pramerica da Financial Prudential, possedendone già il 65% in virtù della fusione con Ubi

  • Stando agli ultimi dati disponibili (novembre 2020), Generali deteneva in gestione masse per 545 miliardi di euro. Seguiva il gruppo Intesa Sanpaolo, che con Fideuram, Eurizon e il 65% di Pramerica aveva asset under management per 508 miliardi

  • Il prezzo pagato? Diverse le ipotesi degli analisti. La cifra si aggirerebbe fra i 200 e i 50o milioni. Carlo Messina punta ai settori più redditizi: gestione patrimoniale, private banking, assicurazioni. Con tassi bassi, una mossa vincente

A quasi un anno dalla mossa su Ubi, Intesa Sanpaolo completa l’acquisizione di Pramerica e si avvicina al vertice del podio dell’asset management italiano, in compagnia del gruppo Generali (numero uno) e Amundi

La notizia dell’anno è che Intesa Sanpaolo si avvicina “pericolosamente” al primato gruppo Generali, detentore della medaglia d’oro di operatore leader del risparmio gestito per ammontare delle masse. Ha infatti completato l’acquisizione del restante 35% di Pramerica da Financial Prudential, possedendone già il 65% in virtù della fusione con Ubi, come ricorda Banca Akros. Lo riferisce Bloomberg. Grazie all’operazione, al momento il gruppo guidato da Carlo Messina gestisce 573 miliardi di ricchezza.

Stando ai dati dell’ultima mappa mensile del risparmio gestito di Assogestioni (novembre 2020), il gruppo Generali deteneva in gestione masse per 545 miliardi di euro. Seguiva il gruppo Intesa Sanpaolo, che con Fideuram, Eurizon e Pramerica aveva asset under management per 508 miliardi. Al terzo posto Amundi, con stacco netto (meno del 20% delle masse di Ca’ de Sass): 199 miliardi di aum. Secondo la fotografia Assogestioni, il totale del patrimonio gestito in Italia ammontava a 2.329 miliardi di euro. Questa la divisione in quote dei maggiori operatori: Generali 23,4%, Intesa 21,8%, Amundi 8,6%, Anima 8,3%, Poste 4,8%.

Il completamento dell’acquisizione di Pramerica è arrivato grazie a una clausola attiva in seguito all’opas Ubi, la quale consentiva a Isp di rilevare la partecipazione di Prudential nella joint venture sulle gestioni. Pramerica è una realtà composita, operativa sia con clienti privati che istituzionali. Gli analisti si sono spinti a ipotizzare il prezzo dell’acquisto. Akros ha avanzato l’ipotesi di 200 milioni. Fidentiis invece ritiene congrua una cifra di 400-500 milioni. Le due società coinvolte nell’operazione non commentano.

Courtesy Assogestione

La mossa dell’ormai primo asset manager italiano si colloca nella più generale filosofia d’azione del suo amministratore delegato, impegnato a consolidare il gruppo e a generare utili nei settori di business più redditizi, come il wealth management, il private banking e la gestione patrimoniale in generale. Senza tralasciare il settore assicurativo. Una scelta che si sta rivelando vincente in un contesso di tassi di interesse a picco.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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