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Commissione Ue, attenti all’Italia: poca crescita e debito alto

Commissione Ue, attenti all’Italia: poca crescita e debito alto

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Francesca Conti
Francesca Conti

27 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • La Commissione Ue per il 2019 considera probabile che il rapporto tra debito pubblico e Pil salga quest’anno sopra il 132%

  • Per Bruxelles, l’Italia ha realizzato “un progresso limitato nel rispondere alle raccomandazioni specifiche per il Paese del 2018”

  • La Commissione europea valuterà nuovamente la situazione italiana in primavera per verificare se le misure e gli impegni del Paese saranno adeguati per affrontare le debolezze strutturali dell’economia

Tono critico nei confronti dell’Italia da parte della Commissione europea nel Country report sul Paese. Bassa crescita e alti livelli di debito caratterizzano l’Italia, che presenta ancora squilibri economici “eccessivi”

Poca crescita e alti livelli di debito. Il binomio che caratterizza da tempo l’economia dell’Italia – convalidato dalla conferma della ‘recessione tecnica’ di fine gennaio – torna oggi a catalizzare l’attenzione dell’Europa. Per la Commissione europea infatti, l’Italia ha ancora squilibri economici “eccessivi”. In particolare “il debito alto e la protratta scarsa produttività implicano rischi di rilevanza transnazionale, in un contesto di alto livello di Npl e di disoccupazione.

Il debito non scenderà nei prossimi anni, visto che la debole prospettiva macro e gli attuali piani di bilancio del governo, anche se meno espansivi di prima, implicano un deterioramento dell’avanzo primario”. Questo il giudizio dell’esecutivo di Bruxelles, affidato al Country Report sull’Italia. Insomma, squilibri eccessivi del quadro macro economico, debito pubblico elevato e produttività debole, con un rischio di effetto contagio nei confronti degli altri Paesi.

L’Italia ha realizzato “un progresso limitato nel rispondere alle raccomandazioni specifiche per il Paese del 2018“, spiega Bruxelles, segnalando che alcuni progressi si sono osservati nella lotta alla corruzione, mentre non c’è stato alcun progresso nello “spostare la tassazione dai fattori produttivi, rivedere le spese fiscale e riformare i valori catastale”, oltre che nel “ridurre la quota delle pensioni di anzianità nella spesa pubblica”, “ridurre la durata dei processi di giustizia civile” e “affrontare le restrizioni alla concorrenza”.

La manovra 2019, in particolare, “include misure che rovesciano elementi di importanti riforme fatte in precedenza, in particolare sulle pensioni, e non include misure efficaci per aumentare il potenziale di crescita”. Nonostante “alcuni progressi nel riparare i bilanci delle banche, riforme sul diritto fallimentare e politiche attive del mercato del lavoro, lo slancio delle riforme è ampiamente in stallo nel 2018”, continua la Commissione.

Il messaggio della Commissione europea all’Italia “è piuttosto familiare, ma forte: l’Italia deve adottare misure per migliorare la qualità dei conti pubblici, aumentare l’efficienza della pubblica amministrazione e della giustizia, migliorare l’ambiente economico”. L’urgenza di farlo è sempre più grande, “dato che le prospettive economiche dell’Italia si stanno deteriorando. Ricordo che la crescita prevista per il 2019 non è più alta dello 0,2%: per questo sentiamo questa urgenza e vogliamo sottolinearla”, commenta il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici, nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles.

L’esecutivo comunitario, visti i rischi al ribasso rispetto alle proiezioni su macroeconomiche e di deficit per il 2019, considera infatti “probabile che il rapporto tra debito pubblico e Pil salga quest’anno sopra il 132%“. La Commissione europea ha annunciato la sua intenzione di valutare nuovamente la situazione italiana in primavera per verificare se le misure e gli impegni del Paese saranno adeguati per affrontare le debolezze strutturali dell’economia. L’Italia dovrà presentare il Programma Nazionale di Riforme e il Documento di Economia e Finanza entro aprile.

Francesca Conti
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