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Boe, tassi invariati. Parola agli analisti

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Livia Caivano
Livia Caivano

20 Dicembre 2018
Tempo di lettura: 3 min
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  • Invariato anche il programma di allentamento quantitativo a 435 miliardi di sterline

  • Rimane il portafoglio di corporate bond fino a 10 miliardi di sterline

  • Tassi di interesse fermi allo 0,75%

Confermate le attese: per la Bank of England i tassi di interesse restano fermi allo 0,75%. Il comitato Boe sottolinea, ancora incerte le modalità di uscita dall’Unione Europea”. Il parere degli analisti.

La Banca d’Inghilterra con un voto all’unanimità ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse allo 0,75%. “Le incertezze sulla Brexit sono aumentate in modo significativo dall’ultima riunione del Comitato”, ha precisato la Boe, e “sono visibili nei costi bancari, nei rendimenti, nei mercati azionari e sulle aspettative di inflazione”. Se, tuttavia, “dovesse esserci una Brexit ordinata”, il Comitato di politica monetariadella Boe si aspetta “un graduale rialzo dei tassi”.

State Street

“Non sorprende il tono evasivo utilizzato oggi dalla Bank of England”, commenta Tim Graf, responsabile macro strategy per l’area Emea di State Street Global Markets. “Dopo aver aggiornato le sue previsioni lo scorso mese, è ancora costretta a fare i conti con le forti incertezze legate alla Brexit. Le decisioni future sui tassi di interesse sono legate ai risultati dei negoziati che, però, sono ancora in corso. A seguito del commento della Banca Centrale e dei dati, ci aspettiamo che la sterlina e i tassi nel Regno Unito resteranno pressoché invariati, almeno fino a quando non verrà fatta maggiore chiarezza sulla natura delle relazioni tra il Regno Unito e l’Unione Europea”.

Ethenea

Il mercato non crede a un secondo referendum sulla Brexit, sostiene Guido Barthels, portfolio manager di Ethenea a Mf. “Il deal sulla Brexit deve essere ancora approvato dal parlamento britannico e sembra sempre più difficile che il governo May riuscirà a ottenerne l’avallo. In caso di bocciatura da parte del parlamento e di verdetto negativo della Corte europea, si avrebbe una “hard Brexit”, con conseguenze catastrofiche non solo per il Regno Unito ma anche per l’intera Ue. Il mercato dei capitali non sembra prendere in considerazione che la Brexit possa saltare. Seppure in aumento, il premio per la copertura del rischio d’insolvenza resta basso, esprimendo una probabilità di default di appena il 3%. L’evoluzione dell’inflazione a più lungo termine sembra però cominciare a preoccupare i mercati. La sterlina britannica resta invece stabile, mentre i prezzi degli immobili esibiscono nel complesso un raffreddamento, che non deve però necessariamente indurre al panico”.

Livia Caivano
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