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La ‘bella giornata’ dell’Italia: niente procedura sul debito

La ‘bella giornata’ dell’Italia: niente procedura sul debito

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Francesca Conti
Francesca Conti

03 Luglio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Per il ministro dell’economia Tria, l’Italia “è stata premiata due volte: dall’accordo con la Commissione” e “dalla reazione” positiva dei mercati

  • Bruxelles continuerà a “monitorare da molto vicino” l’evoluzione dei conti pubblici italiani, in attesa di ricevere in autunno la finanziaria del 2020

  • “La correzione decisa dal governo Conte di 7,6 miliardi di euro, pari allo 0,42% del Pil, è molto molto significativa”, ha commentato il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici

La Commissione europea ha deciso di non raccomandare l’apertura della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per debito eccessivo. Un respiro di sollievo, che potrebbe durare però solo fino al prossimo autunno

“Decisamente” una “bella giornata per l’Italia”, che è stata “premiata due volte: dall’accordo con la Commissione e, ancora più importante, dalla reazione estremamente positiva dei mercati”. A mettere la parola fine – anche se probabilmente solo temporanea – sul duello tra Italia e Europa per il debito del Belpaese, arrivano le parole del ministro dell’economia Giovanni Tria. L’Italia può effettivamente festeggiare, dato che la Commissione europea ha deciso di non raccomandare l’apertura della procedura d’infrazione contro il paese per debito eccessivo.

“Avevamo posto tre condizioni: dovevamo compensare lo scarto per il 2018, quello del 2019 da 0,3 e ottenere garanzie sul bilancio 2020. Il governo ha approvato un pacchetto che risponde a queste condizioni. Quindi, la procedura per debito non è più giustificata”, ha spiegato il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici. “La correzione decisa dal governo Conte di 7,6 miliardi di euro, pari allo 0,42% del Pil, è molto molto significativa”, ha aggiunto i commissario. Multa da 3,5 miliardi scampata, quindi. Ma l’esenzione potrebbe essere solo temporanea: Bruxelles continuerà a “monitorare da molto vicino” l’evoluzione dei conti pubblici italiani, in attesa di ricevere in autunno la finanziaria del 2020.

Festeggia intanto Piazza Affari, che a fine giornata chiude con un rialzo del 2,40% a 21.905,34 punti, il migliore del 3 luglio. Lo spread si è portato sotto i 200 punti, terminando a 202 punti e il rendimento sul titolo decennale italiano è sceso all’1,63%, segnando i minimi da fine 2017. Sul listino milanese si sono distinti i titoli bancari: tra i migliori Ubi Banca che ha guadagnato oltre il 6,78%, Banco Bpm (+6,56%), Unicredit +5,35% e Intesa Sanpaolo +5%.

“Non è stato facile trovare l’intesa con Bruxelles. Ma ci siamo riusciti grazie a un grosso sforzo che, come ho più volte ripetuto nelle ultime settimane, non ha richiesto una manovra correttiva ma ci ha comunque evitato la procedura di infrazione per debito eccessivo”, ha sottolineato Tria, spiegando che “a rendere possibile questo risultato” non è stato “un miracolo” ma “la conduzione di una prudente politica della finanza pubblica sia sul lato delle entrate, in aumento anche sotto il profilo strutturale, sia su quello delle spese, diminuite grazie a una serie di risparmi e senza ricorrere a tagli”.

Bruxelles ha confermato che la sua scelta è stata dettata dalle decisioni in materia di politica monetaria relative al 2018-2019. Per quanto riguarda i dubbi sul 2020, in particolare rispetto a possibili generosi tagli fiscali, Moscovisi ha detto di auspicare “che il governo Conte rispetti gli impegni presi per il 2020”. Le raccomandazioni della Commissione europea prevedono un aggiusatamento strutturale dello 0,6% del Pil l’anno prossimo.

La sfida non è finita”, ammonisce Tria. “A questo punto – continua il ministro – dobbiamo concentrare gli sforzi per proseguire su questa strada virtuosa che ci consenta di aumentare il nostro potenziale di crescita grazie a una spinta a investimenti, produttività e competitività del nostro sistema-paese”. La sfida tra Roma e Bruxelles, in effetti, è probabilmente rimandata all’autunno, quando l’Italia sarà chiamata a presentare la prossima finanziaria. Sul tavolo del governo ci dovrà essere la riduzione del disavanzo strutturale e della spesa pubblica primaria netta.

Francesca Conti
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