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Bce, necessario un “pacchetto” di misure per l’Eurozona

Bce, necessario un “pacchetto” di misure per l’Eurozona

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Francesca Conti
Francesca Conti

22 Agosto 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Tra le misure che la Bce potrebbe mettere in campo ci sono un ulteriore taglio dei tassi, una revisione della guidance, un nuovo programma di acquisto titoli e operazioni a sostegno dei tassi

  • Secondo il direttivo dell’Eurotower le misure dovranno essere contenute in un “pacchetto”, perché “l’esperienza dimostra” che questo “è più efficace di una sequenza di singole misure”

  • Gli istituti avranno 3 anni per accantonare il capitale necessario a garantire un credito deteriorato non sostenuto da alcuna garanzia, nove anni se garantito da immobili e sette in caso di altri tipi di collaterali

Con un “ampio consenso” la Bce ha stabilito che è necessario un “pacchetto” di misure per contrastare il rallentamento dell’economia dell’Eurozona e il raffreddarsi dell’inflazione. Le banche centrali avranno anche più tempo per gli accantonamenti a copertura degli Npl

Taglio dei tassi, revisione della guidance, nuovo programma di acquisto titoli e provvedimenti mirati a contrastare la ricaduta dei tassi negativi sui bilanci bancari. Potrebbe essere questo il “pacchetto” di misure che la Bce è pronta a mettere in campo per contrastare il rallentamento dell’economia e il raffreddarsi dell’inflazione.

Con un “ampio consenso” il direttivo dell’Eurotower ha stabilito che le prossime misure varate da Francoforte dovranno essere presentate necessariamente come un “pacchetto”. Questo poiché – si legge nelle minute (i verbali) della riunione di luglio – “l’esperienza dimostra che un pacchetto, come ad esempio la combinazione tra taglio dei tassi e acquisto di attività, è più efficace di una sequenza di singole misure“.

Rispetto agli omologhi Usa della Fed, che nelle minute del 21 agosto si sono mostrati non del tutto coesi su alcune decisioni di politica monetaria, il direttorio della Bce si è trovato d’accordo sulla necessità di “una posizione altamente accomodante della politica monetaria per un periodo di tempo prolungato”. Una posizione perfettamente in linea con quanto già espresso dal presidente Mario Draghi.

l consiglio direttivo si è detto pronto “ad agire nelle prossime riunioni qualora le prospettive di inflazione non dovessero migliorare, in linea con il suo impegno per un obiettivo di inflazione simmetrica”. Aspetto ritenuto “un elemento importante per sostenere il conseguimento di un aggiustamento continuo dell’inflazione al suo obiettivo”, dal momento che i tassi sono stati “costantemente al di sotto” dei livelli attesi.

Rallentamento più lungo del previsto

Gli ultimi dati macro economici indicano che il rallentamento dell’economia dell’Eurozona, cominciato alla fine del 2018, possa “protrarsi più a lungo di quanto precedentemente stimato”. La Bce spiega che “più in generale, stanno aumentando i dubbi attorno alla ripresa attesa per la seconda parte dell’anno”. I componenti del direttivo dell’Eurotower hanno definito la situazione “preoccupante”, nonostante le buone notizie che riguardano le favorevoli condizioni di finanziamento e l’aumento dei redditi legato al miglioramento dell’occupazione e alla crescita dei salari.

Banche, più tempo per pensare agli Npl

Nel giorno della pubblicazione dei verbali dell’Eurotower, la Bce dà più tempo alle banche centrali dell’Eurozona per gli accantonamenti prudenziali a copertura degli Npl. La Vigilanza bancaria di Francoforte ha stabilito in particolare che gli istituti avranno tre anni per accantonare il capitale necessario a garantire un credito deteriorato non sostenuto da alcuna garanzia, nove anni se garantito da immobili e sette in caso di altri tipi di collaterali. La decisione della Bce è in linea con il regolamento Ue sul ‘primo pilastro’ per le Npe, approvato lo scorso aprile.

Intanto i volumi di Npl delle banche dell’Eurozona a fine marzo sono quasi dimezzati rispetto ai 1.000 miliardi raggiunti nel 2014. Lo stock totale, riporta la Bce, si attesta ora a 587 miliardi. Ma l’incidenza delle sofferenze sul totale dei prestiti è ancora alta: 41,4% in Grecia, 21,3% a Cipro, 11,5% in Portogallo e 8,4% in Italia. Per questo motivo l’istituto centrale europeo, “nonostante i recenti progressi, ritiene indispensabile una ulteriore riduzione del livello degli Npl, per risolvere il problema in tempi rapidi, finchè le condizioni economiche sono ancora favorevoli”.

Per l’Eurotower affrontare il problema degli Npl “è fondamentale per ripristinare la fiducia nel sistema bancario dell’area dell’euro e per l’economia nel suo insieme”. Gli Npl – sottolinea Francoforte – “pesano sulla redditività delle banche e assorbono risorse di valore, limitando la loro capacità di erogare nuovi prestiti, il tutto a danno delle prospettive per l’occupazione e la crescita”.

Francesca Conti
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