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Bce, Lagarde: anniversario tempestoso in attesa del meeting

Bce, Lagarde: anniversario tempestoso in attesa del meeting

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

28 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Al di là dei primi errori di comunicazione la presidente Lagarde è molto risoluta. Lady Euro gode di un “consenso politico intorno a sé che nemmeno lo stesso Draghi aveva avuto”

  • “Christine Lagarde è molto più concreta che loquace”. Segno della sua risolutezza è il Pepp adottato a marzo e potenziato successivamente

  • Sulla scorta dell’andamento pregresso, gli osservatori più vicini al board prevedono che l’ampliamento del Pepp sarà di 450 milioni, con allungamento della scadenza per il reinvestimento dei titoli. “La liquidità non manca di certo”. Ma il livello dei prezzi resterà fermo

A un anno dalla sua nomina, la presidente Bce Lagarde è arrivata al penultimo meeting 2020, fra le saette di contagi montanti, nuovi lockdown e disuguaglianze in aumento. Alla luce di questo, che giudizio si può dare all’ex presidente del Fondo monetario? Che decisioni prenderà nella riunione di ottobre? Rispondono due osservatori speciali

È trascorso un anno da quando la presidente Bce Christine Lagarde ha preso il timone da Mario Draghi (31/10/2019). La sua sarebbe dovuta essere una presidenza tranquilla, dopo il guerresco “whatever it takes” del suo predecessore, segnata dalle ultime solide direttive di Draghi. In qualche modo poi, l’ex ministro delle Finanze francese avrebbe dovuto far ritorno a un certo restringimento delle politiche monetarie espansive degli anni successivi alla crisi finanziaria del 2008. Poi, è arrivata la pandemia. Ogni regola di policy è stata stravolta e il “gufo” (così si era definita lei stessa) si è trovato in una situazione mai vissuta dai suoi predecessori. Tenendo conto di questo, come è andato il primo anno da presidente della Banca centrale europea di Christine Lagarde?

“Molto più concreta che loquace”

“Al di là degli errori di comunicazione (l’infausto “non siamo qui a chiudere gli spread” di marzo 2020, ndr), la presidente Lagarde è molto risoluta”, osserva Gianrito Nicodemo (Zest). In particolare Lady Euro gode di un “consenso politico intorno a sé che nemmeno lo stesso Draghi aveva avuto. Non sempre i banchieri centrali possono contare sul necessario supporto dei governi”. Poi, bisogna considerare che “non è arrivata nel momento più semplice”. Una promozione a pieni voti: “Christine Lagarde è molto più concreta che loquace”.

Una concretezza che ha portato la signora dell’euro a potenziare l’App (Asset purchase program) e soprattutto a creare tempestivamente il Pepp (Pandemic emergency purchase program).

Le misure dei meeting Bce, l’inflazione stagnante e le disuguaglianze reddituali

E il meeting del 29 ottobre? La maggioranza degli osservatori ritiene che la Banca centrale europea nella sua prossima riunione non farà che preparare il terreno per dicembre. “Crearsi delle aspettative può creare delle delusioni. Ma in questa fase, quanto più una decisione è tempestiva, tanto più è efficace”.

Le nuove misure di stimolo monetario (che sicuramente entro l’anno arriveranno) riusciranno a riaccendere almeno un po’ di inflazione? “No”. Il motivo, secondo Gianrito Nicodemo, risiede in un problema strutturale della nostra epoca: la disuguaglianza del reddito. Non si riuscirà a far ripartire una benefica inflazione se prima non si chiuderà il gap reddituale fra le classi sociali. E su questo, l’aumento a dismisura della sola massa monetaria, può ben poco”. Quello che conta, prosegue Nicodemo, è la velocità di circolazione della moneta. Che potrà aumentare solo se i governi adotteranno politiche fiscali in grado di “aumentare i redditi più bassi, senza diminuire quelli più alti”.

Il meeting Bce di ottobre, un “aperitivo” per la Lagarde?

Giacomo Alessi, Marzotto sim, non si aspetta che il meeting di ottobre sarà campale. Si tratterà secondo l’esperto più di un “aperitivo” al probabile potenziamento del Pepp che ci sarà a dicembre. La prima versione del programma di acquisto pandemico d’emergenza, quella di marzo, aveva infatti una capienza di 750 miliardi, poi portata a 1350 miliardi a giugno.

Sulla scorta di questo andamento, gli osservatori più vicini al board prevedono che l’ampliamento pre-natalizio sarà di 450 milioni, “per fare cifra tonda”, con allungamento della scadenza per il reinvestimento dei titoli. “La liquidità non manca di certo. Durante la presidenza di Christine Lagarde il bilancio della Bce è passato da circa 4.600 a 6.780 miliardi di euro”. Ma l’inflazione non tornerà con il solo allentamento quantitativo, anche in questo caso, “servono politiche e stimoli fiscali”.

Il quadro macroeconomico è in peggioramento, i contagi da coronavirus stanno salendo e il rischio di nuovi lockdown nazionali è sempre più concreto. Al di là del sentimenti degli esperti l’Eurotower dovrebbe confermare il suo atteggiamento accomodante, senza azioni. Preparando il terreno per un ulteriore allentamento della politica monetaria il 10 dicembre. La priorità per Francoforte rimane l’inflazione. La stabilità dei prezzi resta l’obiettivo del suo mandato. Ma si tratta di un mandato ampio, che coinvolge per la stessa volontà del banchiere centrale la crescita economica e l’occupazione. Christine Lagarde sta dimostrando la sua determinazione ad affrontare un ambiente economico mutevole grazie alla sua comunicazione dirette, senza paura, “undeterred”, imperterrita. Ne ha fatta di strada, il “gufo” dallo scivolone di quella conferenza stampa dello scorso marzo.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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