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Bce e Bankitalia: stop a dividendi banche fino a ottobre

Bce e Bankitalia: stop a dividendi banche fino a ottobre

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

30 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Bankitalia accoglie la raccomandazione della Bce  sullo stop alla distribuzione di dividendi e ai programmi di buyback

  • La risposta delle banche italiane e la reazione dei mercati

I titoli bancari crollano a Piazza Affari dopo la raccomandazione della Bce sullo stop a dividendi e programmi di buyback

Dopo la lettera della Federazione bancaria europea (Ebf) sulle iniziative del settore bancario per contrastare gli effetti della pandemia, la Bce interviene sulla questione raccomandando alle banche dell’eurozona lo stop ai programmi di buyback (ndr, riacquisto di azioni proprie) e al pagamento dei dividendi, almeno fino ad ottobre. Intanto il monito della Bce alimenta i timori dei mercati, facendo crollare i titoli bancari a Piazza Affari.

La raccomandazione della Bce

In una nota dello scorso venerdì, firmata dalla presidente Christine Lagarde, la Bce ha chiesto agli istituti di credito dell’Ue di non pagare dividendi fino al primo ottobre 2020 e non assumere alcun impegno irrevocabile per il pagamento dei dividendi per gli esercizi finanziari 2019 e 2020. Inoltre, prosegue la raccomandazione, le banche dovrebbero astenersi dai riacquisti di azioni (buyback) miranti a remunerare gli azionisti. Questo affinché gli istituti di credito possano conservare il capitale per rafforzare la propria capacità di assorbire perdite e sostenere l’economia reale, continuando a “svolgere il ruolo di finanziamento alle famiglie, alle piccole e medie imprese e alle società”. Un compito ritenuto “cruciale” di fronte al periodo di shock economico causato dalla pandemia del Coronavirus.

Una misura da 30 miliardi che potrebbe mobilitare prestiti per 450 miliardi di euro, come affermato dal Presidente del Consiglio di Vigilanza della Bce, Andrea Enria, in un’intervista al Tg1. Enria ha poi sottolineato che, visto il momento di difficoltà, è sicuro che gli azionisti “capiranno”. Secondo i calcoli di Equita contenuti in una nota a cura dell’analista Giovanni Razzoli, la cancellazione dei dividendi nel 2020 libererebbe 5,6 miliardi di capitale per le banche italiane e ulteriori 6,3 miliardi se venissero cancellati anche i dividendi 2021.

Bankitalia estende alle “banche meno significative”

Sempre venerdì, Bankitalia è intervenuta accogliendo l’invito della Bce ed estendendo la raccomandazione a “tutte le banche e gruppi bancari rientranti sotto la sua supervisione”.

“Nell’attuale situazione di emergenza, la Banca d’Italia, accogliendo l’invito della BCE, estende alle banche meno significative sottoposte alla sua supervisione diretta la Raccomandazione indirizzata in data odierna dalla Banca Centrale Europea (BCE) alle banche significative” si legge nella nota, che ammonisce: “le banche e i gruppi bancari che non ritengano di conformarsi alla presente raccomandazione sono tenuti a contattare immediatamente la Banca d’Italia per spiegare le loro motivazioni”.

La risposta delle Banche

Il Cda di Unicredit, riunitosi in via straordinaria, ha comunicato la decisione di rinviare le delibere sulla distribuzione di un dividendo per l’esercizio 2019 e sul riacquisto di azioni proprie. Il gruppo ha poi annunciato di voler supportare le Fondazioni bancarie offrendo loro “finanziamenti senza interessi fino a un valore pari all’ammontare dei dividendi”. A comunicare la decisione di non staccare la cedola è stata poi Banca Generali, che si è detta “fiduciosa – non appena ricorreranno le condizioni, passato il momento di emergenza e come previsto dalla stessa Banca d’Italia – di poter dare esecuzione alla proposta di distribuzione del dividendo ponendo in essere tutti gli adempimenti necessari”. Anche Banca Mediolanum, dopo aver fatto sapere di attenersi alle indicazioni delle autorità di vigilanza, ha ribadito la propria fiducia nel “poter dar seguito alla proposta di distribuzione dei dividendi”…”non appena le condizioni lo consentano”. Intanto, è grande attesa per il Cda di Intesa Sanpaolo di martedì. La banca ha fatto sapere che includerà nell’ordine del giorno l’esame della comunicazione della Bce sulla politica dei dividendi. Il gruppo, che aveva previsto un payout (ndr, percentuale degli utili distribuita agli azionisti) dell’80%, si è sempre contraddistinto per la sua “generosità” nello stacco delle cedole.

La reazione dei mercati

La raccomandazione della Bce, il totale appoggio di Bankitalia e l’ immediata risposta affermativa di alcuni istituti di credito, pesano in modo particolare sui mercati, con forti vendite sui titoli bancari, ripetutamente sospesi per eccesso di ribasso. Il Ftse Italia All Share Banks chiude con una flessione di oltre il 5%, in contrasto rispetto alla lieve guadagno del Ftse Mib (+0,77%). Crollano  Unicredit (-7,46%), Intesa (-6,12%), Banca Mediolanum (-4,91%). Giù anche Banca Generali (-0,43%).

Gli investitori stanno dunque mettendo le mani avanti per il 2021?

Per Stefano Gianti, analista di Swissquote “non è detto che l’anno prossimo non ci sarà ancora questa raccomandazione”. Per quanto riguarda il comportamento dei mercati, Gianti spiega a We Wealth come i prezzi dei titoli delle banche dovrebbero leggermente salire se queste non pagano i dividendi, poiché il patrimonio cresce. Tuttavia, evidenzia l’analista, “quando c’è una limitazione che genera incertezza, in questo caso relativa alla distribuzione dei dividendi nel 2021, i mercati ‘puniscono’ questa incertezza”.

 

Dati aggiornati il 30/3/2020 alle 17:44

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