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Bankitalia, Visco: "Tensione sullo spread". Ma è svolta Esg

16 Maggio 2019 · Francesca Conti · 2 min

  • Per Visco l’effetto dell’aumento dello spread sul costo dei prestiti bancari a famiglie e imprese “è stato finora limitato”, ma “segnali di tensione stanno iniziando a emergere”

  • Via XX settembre ha modificato le modalità di gestione dei propri investimenti azionari attribuendo un maggior peso ai fattori Esg

  • Bankitalia intende estendere le nuove modalità di gestione anche agli investimenti in obbligazioni societarie

L’economia italiana è soggetta all’influenza negativa del peggioramento dello scenario internazionale e dallo spread iniziano a emergere “segnali di tensione”. Intanto Palazzo Koch vira sulla sostenibilità

L’economia italiana risente della cattiva influenza del peggioramento dello scenario internazionale, ma l’attività economica del Paese potrebbe riprendersi efficacemente nel breve termine. Intanto l’effetto dell’aumento dello spread sul costo dei prestiti bancari a famiglie e imprese “è stato finora limitato”, ma “segnali di tensione stanno iniziando a emergere”. Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco non nasconde un misto di fiducia e preoccupazione durante il suo intervento all’Aaron Institute for Economic Policy Conference 2019. Per Visco infatti, “il deterioramento delle prospettive internazionali ha avuto un forte impatto negativo sull’economia italiana: l’attività economica si è progressivamente indebolita nel 2018, registrando una leggera contrazione – una cosiddetta ‘recessione tecnica’ – nella seconda metà dell’anno”.

Tuttavia “l’attività economica – ha continuato Visco – ha riportato una crescita leggermente positiva nei primi mesi di quest’anno” e “questa tendenza potrebbe continuare, specialmente se il rimbalzo globale nella fiducia degli investitori osservato dalla fine del 2018 procede e continua a esercitare i suoi effetti anche in Italia”. Per l’Italia il modo giusto “per recuperare completamente la via della crescita sostenibile” è “affrontare i suoi due problemi strutturali principali”: la stagnazione della produttività e l’alto livello di debito pubblico. “Ridurre il differenziale tra l’onere degli interessi sul debito pubblico e il tasso nominale di crescita del Pil oltre a mantenere un adeguato avanzo primario è quindi di vitale importanza”, ha sottolineato Visco, ricordando le ultime fiammate dello spread. Secondo Visco, “l’alto rapporto debito pubblico-Pil espone l’Italia alla volatilità dei mercati finanziari: l’ammontare annuale di obbligazioni da rifinanziare attualmente ammonta a circa 400 miliardi di euro e l’impatto iniziale di più alti tassi di interesse sui costi sono piccoli ma, se l’aumento dei tassi dovesse persistere, peserebbe inevitabilmente sulla spesa”.

Svolta Esg per Palazzo Koch

Intanto la Banca d’Italia ha avviato una svolta decisa nella direzione della sostenibilità. Via XX settembre spiega che per contribuire a uno sviluppo economico sostenibile ha deciso di privilegiare nelle proprie scelte di investimento, le imprese che impiegano metodi produttivi rispettosi dell’ambiente, che garantiscono condizioni di lavoro inclusive e attente ai diritti umani e che adottano i migliori standard di governo di impresa. A questo scopo Palazzo Koch ha modificato le modalità di gestione dei propri investimenti azionari attribuendo un maggior peso ai fattori che aumentano la sostenibilità, ovvero i quelli di environmental, social e governance (Esg).

I nuovi criteri permetteranno ai portafogli azionari della banca di migliorare la propria impronta ambientale in termini di emissioni totali di gas serra (-23% circa, pari a -0,76 milioni di tonnellate), di consumo di energia (-30% circa, equivalenti a 7,67 milioni di giga joule) e di consumo di acqua (-17% circa, pari a 6,95 milioni di metri cubi). La Banca d’Italia intende proseguire in questa direzione, estendendo le nuove modalità di gestione anche agli investimenti in obbligazioni societarie. L’impegno di via XX settembre in questo ambito include anche la partecipazione a organismi internazionali, quali il Network for Greening the Financial System, costituito alla fine del 2017 tra alcune delle principali banche centrali e autorità di supervisione del mondo, con l’obiettivo di coordinare le iniziative in tema di gestione del rischio ambientale e climatico nel settore finanziario.

L’adozione di criteri di investimento in grado di tenere conto dei profili Esg ha riguardato gli investimenti finanziari dei fondi propri della banca e, in particolare, i portafogli di azioni emesse da società dell’area dell’euro (inclusa l’Italia), che ammontano a circa 8 miliardi di euro, pari al 6% degli investimenti finanziari in euro e comprendono titoli di circa 140 società quotate. Dopo un intenso periodo di studio, Bankitalia ha deciso di escludere dall’universo investibile le società che operano prevalentemente in settori non conformi ai principi dell’Un Global Compact e privilegiare le società con i punteggi (score) migliori sui profili Esg, secondo la valutazione compiuta da una società specializzata (approccio ‘best in class’), opportunamente selezionata.

Francesca Conti
Francesca Conti
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