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Bankitalia taglia le stime di crescita: Italia verso recessione tecnica

Bankitalia taglia le stime di crescita: Italia verso recessione tecnica

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Francesca Conti
Francesca Conti

18 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Alla revisione concorrono dati più sfavorevoli sull’attività economica, il ridimensionamento dei piani di investimento delle imprese e le prospettive di rallentamento del commercio mondiale

  • In Italia, dopo che la crescita si era interrotta nel terzo trimestre, l’attività economica potrebbe essere ancora diminuita nel quarto

  • Secondo Bankitalia l’inflazione aumenterà gradualmente, dall’1 per cento quest’anno all’1,5 nella media del biennio successivo

Il Pil italiano crescerà meno del previsto dal Governo e il rischio recessione è dietro l’angolo. Le prospettive sul futuro del Belpaese contenute nell’ultimo bollettino economico di Bankitalia

L’Italia crescerà meno di quanto stimato dal Governo e la recessione, anche se tecnica, è dietro l’angolo. Alle previsioni a tinte grigie sul Belpaese lanciate da alcune società di gestione, si aggiunge quella della Banca d’Italia, contenute nel primo bollettino economico del 2019. In Italia la stima di crescita per l’anno in corso diminuisce dall’1% – la previsione dell’esecutivo – allo 0,6%: 0,4 punti percentuale in meno rispetto a quanto valutato in precedenza dalla stessa Bankitalia.

Alla revisione concorrono “dati più sfavorevoli sull’attività economica osservati nell’ultima parte del 2018, che hanno ridotto la crescita già acquisita per la media di quest’anno di 0,2 punti, il ridimensionamento dei piani di investimento delle imprese che risulta dagli ultimi sondaggi” e “le prospettive di rallentamento del commercio mondiale”. Sono invece “moderatamente positivi gli effetti sulla crescita dell’accordo raggiunto dal Governo con la Commissione europea: l’impatto favorevole della diminuzione dei tassi di interesse a lungo termine compensa ampiamente quello degli interventi correttivi apportati alla manovra”.

Le proiezioni centrali della crescita nel 2020 e nel 2021 sono rispettivamente dello 0,9% e dell’1%. “La dispersione della distribuzione di probabilità attorno a questi valori centrali è particolarmente ampia”, sottolinea Bankitalia. L’inflazione “aumenterebbe gradualmente, dall’1 per cento quest’anno all’1,5 nella media del biennio successivo, a seguito dell’incremento delle retribuzioni private e del graduale allineamento delle aspettative di inflazione”, spiega il report dell’istituto.

In Italia, dopo che la crescita si era interrotta nel terzo trimestre, gli indicatori congiunturali disponibili “suggeriscono che l’attività potrebbe essere ancora diminuita nel quarto”, andando in contro a quella che viene considerata ‘recessione tecnica’, quando il Pil passa in campo negativo per due trimestri consecutivi. Bankitalia sottolinea che “all’indebolimento dei mesi estivi ha contribuito la riduzione della domanda interna, in particolare degli investimenti e, in misura minore, della spesa delle famiglie”. Via Nazionale ricorda che secondo il consueto sondaggio congiunturale condotto dalla Banca d’Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore, nel 2019 i piani di investimento delle imprese dell’industria e dei servizi sarebbero più contenuti “a seguito sia dell’incertezza politica ed economica sia delle tensioni commerciali”.

“Oltre ai fattori globali di incertezza già ricordati, i rischi al ribasso per la crescita sono legati all’eventualità di un nuovo rialzo dei rendimenti sovrani, a un più rapido deterioramento delle condizioni di finanziamento del settore privato e a un ulteriore rallentamento della propensione a investire delle imprese. Un più accentuato rientro delle tensioni sui rendimenti dei titoli di Stato potrebbe invece favorire ritmi di crescita più elevati”, conclude Bankitalia.

Francesca Conti
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