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L’Abi compie 100 anni. Patuelli: “Non ci rassegniamo”

12 Luglio 2019 · Francesca Conti · 3 min

  • Nel suo discorso in occasione del centenario dell’Abi, Patuelli ha chiesto “meno polemiche e più azioni per lo sviluppo”

  • Per il presidente dell’Abi, l’Italia deve essere “co-protagonista di una nuova Europa più democratica e solidale”

  • L’Italia prosegue nella “ferma volontà” di “mantenere il ruolo che le compete”, anche se “permangono rischi al ribasso”, ha spiegato il ministro dell’Economia Tria

  • Secondo Bankitalia, il Pil nazionale crescerà di appena lo 0,1% quest’anno, lo 0,8% il prossimo e l’1% nel 2021

L’Abi festeggia i suoi 100 anni, determinata a sostenere un clima “che combatta la sfiducia e rassegnazione” presenti in Italia e a compere “più azioni per lo sviluppo”. Le parole del presidente Patuelli si uniscono alle riflessioni del ministro dell’economia Tria e del governatore di Bankitalia Visco

Anche se l’economia italiana “cresce troppo poco, quando cresce”, mentre “aumenta sempre il debito pubblico” e uno spread “elevato appesantisce i fattori produttivi”, “non ci rassegniamo”. Nemmeno il tempo di festeggiare i suoi 100 anni che lo sguardo dell’Associazione bancaria italiana (Abi) sembra già rivolto alle sfide di prossimi mesi. Ed è uno sguardo risoluto e positivo: l’Abi è pronta a iniziare il suo secondo secolo di vita “con austera severità, coerenza e forte determinazione”, spiega il presidente Antonio Patuelli.

“Occorrono meno polemiche e più azioni per lo sviluppo”, chiede il presidente, facendo appello alla necessità di un “clima che combatta la sfiducia e la rassegnazione preconcette, per risultati migliori”. Per l’associazione “è necessario un più solido clima di fiducia non più minato da regole inapplicabili come il bail in, come ha affermato anche la Banca d’Italia“, aggiunge Patuelli. “L’articolo 47 della Costituzione – sottolinea – tutela il risparmio: devono essere inattaccabili tutti i depositi che non debbono essere impropriamente scambiati per investimenti“.

Le celebrazioni per il centenario dell’associazione si sono svolte nella cornice di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana. In prima fila il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto al suo arrivo dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala e dal governatore della Lombardia, Attilio Fontana. Presenti anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e i ministri dell’Economia, Giovanni Tria, e degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, oltre a una schiera di banchieri e imprenditori.

Patuelli si rivolge poi all’Europa, con l’augurio che l’Italia sia “co-protagonista di una nuova Europa più democratica e solidale”. Le “fughe all’indietro come Brexit” non portano “a maggior benessere, ma confusione e incertezze: nessuno può vincere da solo in un mondo globalizzato”, segnala Patuelli. E a proposito di unione, il ministro dell’Economia Giovanni Tria invoca quella bancaria, per la quale “è urgente e necessario fare passi avanti”, in particolare “per un sistema unico di assicurazione dei depositi”, punto sul quale invece “non si registrano progressi”.

L’Italia prosegue nella “ferma volontà” di “mantenere il ruolo che le compete”, spiega Tria, anche se “permangono rischi al ribasso” sulla crescita che “potrebbero riverberarsi sul 2020”. Dopo l’elogio al sistema bancario, “struttura portante del Paese” ed “elemento essenziale per l’economia reale”, Tria sottolinea che in un “contesto internazionale difficile”, l’andamento dell’economia italiana “da inizio anno è nel complesso soddisfacente” perché diventato più stabile. “Un anno fa ero qui a descrivere uno scenario significativamente diverso dall’attuale, e sono sfumati, di fronte alla realtà dei fatti e delle azioni, i dubbi immotivatamente diffusi sulle coerenze politiche del nuovo governo con il quadro delle regole europee”, ricorda Tria.

Per il ministro, la previsione di crescita del Def per il 2019 – 0,2% per la crescita del Pil reale e 1,2% per quella nominale – è ancora valida. Per il 2020, “la previsione di crescita reale è al momento dello 0,8%”. E sollecita il settore bancario a “mantenere la rotta e la strategia applicata finora” perché “siamo sulla buona strada“.

Un cauto ottimismo che non conquista invece, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. “Nonostante il lieve miglioramento nel primo trimestre di quest’anno – commenta il governatore – in Italia l’attività economica ristagna, risentendo soprattutto della perdita di vigore del ciclo industriale. Secondo le nostre indagini, le imprese si attendono un rallentamento della domanda nei prossimi mesi e un’espansione molto modesta degli investimenti nel complesso dell’anno”. Bankitalia il Pil dell’Italia crescerà di appena lo 0,1% quest’anno, lo 0,8% il prossimo e l’1% nel 2021.

Francesca Conti
Francesca Conti
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