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Risiko nel mondo delle reti

11 Luglio 2019 · Rita Annunziata · 3 min

  • Banca Generali, Fideuram, Fineco e Allianz Bank rientrano nel mirino di Banca Mediolanum

  • “I progetti che ci sottopongono con regolarità le banche d’affari sono sulla carta, occorre capire quanto siano realizzabili”, dichiara Massimo Doris

Dopo le dichiarazioni di Pietro Giuliani di Azimut Holding sulla possibile acquisizione in futuro di una rete di consulenza, anche Banca Mediolanum lancia i propri dadi. “Oltre al prezzo, occorre che si verifichi una condizione essenziale”, commenta Massimo Doris

Risiko nel mondo delle reti di consulenza. Solo una settimana fa il presidente di Azimut Holding, Pietro Giuliani, aveva spianato la strada alla possibile acquisizione di una rete di consulenza nel futuro. Ma mentre l’ipotesi Banca Generali – tra le altre – sembra essere stata riposta nel cassetto ancor prima che la valutazione potesse trasformarsi in una possibilità con la smentita del gruppo guidato da Gian Maria Mossa, lo scenario dei possibili matrimoni futuri è tornato a fare capolino con Banca Mediolanum.

Banca Generali, Fideuram, Fineco e Allianz Bank rientrerebbero nel mirino dell’amministratore delegato Massimo Doris che, in un colloquio con Il Sole 24 ore, ha messo da parte la prudenza per aprirsi alla possibilità di una crescita per linee esterne.

Diversi sono i dossier passati sul tavolo, ma non sembrerebbe ancora nulla di concreto. “I progetti che ci sottopongono con regolarità le banche d’affari sono sulla carta – dichiara l’amministratore delegato – occorre capire quanto siano realizzabili”.

Foto in bianco e nero di Massimo Doris
Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum

Il numero uno di Banca Mediolanum sostiene, in particolare, che tutte le reti presenti sul mercato italiano abbiano delle caratteristiche appetibili per la capogruppo. Tuttavia, il prezzo è soltanto uno dei fattori da tenere in considerazione; quello che è necessario, piuttosto, è che si verifichi quella che definisce una “condizione particolare”: “Deve esserci la volontà effettiva di vendere da parte di chi esercita il controllo. A parte Fineco, che ha appena rotto il cordone ombelicale con UniCredit, le altre sono saldamente nelle mani di azionisti importanti, senza il consenso dei quali è anche inutile sedersi a discutere – spiega Massimo Doris – Anche Azimut è una public company, ma con un management molto forte con cui è necessario trovare un accordo. Le reti sono infatti composte da persone, semiprofessionisti per i quali spostarsi non è semplice, ma neanche impossibile”.

Valutazioni, dunque, tutte in divenire, ma la crescita organica resta di fatto un obiettivo di punta. “Il nostro obiettivo principale resta la crescita organica e su questa strada intendiamo continuare. Crescere è importante perché occorre effettuare investimenti continui”, dichiara Massimo Doris che conclude: “La dimensione aiuta”.

Rita Annunziata
Rita Annunziata
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