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Ocf: a dicembre rileverà dalla Consob i poteri ispettivi sui consulenti finanziari

19 Giugno 2018 · Riccardo Sabbatini

  • A dicembre la vigilanza ispettiva sui consulenti finanziari passerà sotto l’Ocf

  • I consulenti fuori sede hanno raccolto nel 2017 risorse per 39,2 miliardi (+18,9%)

  • La categoria alle prese con le novità di Mifid II e della Idd directive

  • Paolo Ciocca (Consob): il nuovo sistema dovrà produrre un livello di protezione dell’investitore “nettamente accresciuto rispetto a quello attuale”

Relazione del presidente Carla Rabitti Bedogni all’assemblea annuale dell’Organismo dei consulenti finanziari (Ocf)

L’Ocf, l’organismo dei consulenti finanziari, sta per raggiungere l’età adulta. All’inizio di dicembre la nuova “autority di mercato”, cui è già stata affidata la tenuta dell’albo di chi esercita l’attività di consulenza finanziaria in Italia, rileverà dalla Consob anche i poteri di vigilanza sugli operatori. È un passaggio importante, sottolineato oggi nel corso dell’assemblea annuale dell’organismo, che concluderà una lunga gestazione regolamentare. Nello svolgimento delle sue funzioni ispettive, Ocf potrà avvalersi della collaborazione della Guardia di finanza. L’approccio di vigilanza – ha sottolineato il presidente dell’organismo, Carla Rabitti Bedogni nella sua relazione – “sarà di tipo ‘risk based’. E si darà quindi priorità alle situazioni che presentano maggiori profili di rischio. L’Organismo – ha proseguito – ha inoltre realizzato un sistema di vigilanza preventiva basato su specifici indicatori di anomalia. Ci auguriamo – ha detto ancora il presidente di Ocfche i dati ricevuti attraverso tale sistema consentiranno di intervenire in modo tempestivo ed efficace sulle situazioni che presentano elementi di pericolo al verificarsi di un illecito”.

L’Ocf assume un ruolo maggiore proprio nel momento in cui l’attività dei consulenti finanziari è in pieno sviluppo ed è oggetto di importanti “scossoni” regolamentari. Nel 2017 la raccolta netta complessiva delle reti di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede – ha ricordato Bedogni – ha raggiunto l’ammontare record di 39,2 miliardi di euro, con un incremento del 18,9% rispetto al 2016. E, nei primi 4 mesi dell’anno in corso, le reti dei consulenti hanno realizzato una raccolta netta positiva di circa 10 miliardi. Simili volumi sono il risultato dell’attività svolta da circa 56mila consulenti finanziari iscritti all’albo nelle tre distinte sezioni (consulenti abilitati all’offerta fuori sede, consulenti autonomi, società di consulenza finanziaria).

La categoria è ora alle prese con due distinte novità regolamentari europee che stanno modificano in profondità i rapporti tra intermediari ed investitori sia nel settore degli servizi finanziari (Mifid II) che in quello assicurativo (Idd). La matrice comune di entrambe le direttive – ha sottolineato ancora Rabitti Bedogni – è costituita da una regolamentazione “anche molto invasiva”, volta a “precostituire un sistema di protezione dei contraenti deboli”. I due mercati, assicurativo e finanziario , si stanno avvicinando: i loro confini sono sempre più labili e gli interventi di regolazione faticano sempre più a tracciare la distanza tra gli obiettivi di risparmio e quelli assicurativi. L’elemento che accomuna questi mercati è il rischio. La gestione del rischio e la protezione dei contraenti deboli “in un mercato di prodotti ad elevata complessità e diversificazione – ha concluso il presidente di Ocf – diventano centrali”.

Intervenuto all’assemblea di Ocf  , il commissario della Consob Paolo Ciocca  ha detto che la rilevanza della  scelta istituzionale compiuta “ richiede che, a regime, l’insieme della nuova architettura produca nei suoi effetti un livello di vigilanza – e quindi di protezione dell’investitore – nettamente accresciuto rispetto a quello attuale. Ciò sia a livello di sistema che di singolo investitore, e senza duplicazioni (secondo criteri di proporzionalità ed economicità, come da dettato legislativo). Gli effetti positivi dovranno essere chiaramente misurabili sia in termini qualitativi che quantitativi, e dovranno rappresentare l’obiettivo della vigilanza della Commissione sull’Ocf”.

Riccardo Sabbatini
Riccardo Sabbatini
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